Ci sono passaggi professionali che rappresentano non soltanto un nuovo incarico, ma il filo rosso che unisce esperienza, competenze maturate sul campo e nuovi orizzonti. Per il dottor Giuseppe Fama si apre oggi una nuova cerniera professionale, con un incarico nell’area della dirigenza territoriale delle professioni sanitarie nella Regione Lazio.
Un percorso che arriva dopo gli anni trascorsi nell’Asl Napoli 1 Centro e, in particolare, all’Ospedale del Mare, dove Fama ha sviluppato un’esperienza clinica e organizzativa legata alla chirurgia d’urgenza e alla stomaterapia. Lo abbiamo intervistato per comprendere con quale visione affronta questa nuova responsabilità e cosa porta con sé dell’esperienza professionale costruita in una delle più grandi e moderne infrastrutture sanitarie del Mezzogiorno.
Dottor Fama, questo incarico segna un passaggio importante del suo percorso professionale e, probabilmente, anche di vita. Con quale stato d’animo e con quali aspettative affronta questa nuova responsabilità?
“Vivo questo momento come un passaggio significativo sia dal punto di vista professionale sia personale. Sono molto emozionato per ciò che mi attende e mi aspetto che questa nuova esperienza possa rappresentare un’occasione di crescita professionale e umana. Ho accettato l’incarico con un grande senso di responsabilità e con l’intenzione di fare del mio meglio per contribuire alla crescita della professione infermieristica. Allo stesso tempo, sentivo che il percorso nella mia azienda stava arrivando al compimento di una fase e avvertivo la necessità di mettermi in gioco di fronte a nuove sfide. Guardando indietro, mi accorgo che le esperienze che ho vissuto mi hanno portato presto a confrontarmi con l’incertezza e ad adattarmi a situazioni non sempre semplici. Probabilmente è anche per questo che, quando tutto diventa troppo prevedibile, si sente il bisogno di andare oltre e di rimettersi in discussione”.
Arriva alla dirigenza dopo un percorso fortemente radicato nell’assistenza e nell’organizzazione clinica. Quanto conta, per un dirigente dell’area delle professioni sanitarie, aver conosciuto direttamente i bisogni dei pazienti e dei professionisti?
“Quindici anni di servizio pubblico, gli ultimi quattro dei quali svolti nel ruolo di coordinatore. In questi anni ho compreso quanto sia importante conoscere direttamente le esigenze dei pazienti e, allo stesso tempo, quelle dei professionisti. Riuscire a coniugare questi due punti di vista permette di governare con maggiore consapevolezza i complessi processi assistenziali. In aggiunta, l’esperienza clinica e organizzativa maturata sul campo mi hanno consentito di comprendere meglio anche il funzionamento delle organizzazioni sanitarie e, soprattutto, il valore della gestione delle risorse umane. Le persone rappresentano il patrimonio più prezioso di un’azienda sanitaria”.
L’esperienza maturata nell’Asl Napoli 1 Centro e all’Ospedale del Mare ha rappresentato una parte importante della sua crescita professionale. Cosa porta con sé di quella realtà nella nuova esperienza?
“L’esperienza nell’Asl Napoli 1 Centro e all’Ospedale del Mare è stata fondamentale per la mia crescita. Sono arrivato all’Ospedale del Mare nel 2017, quando il nuovo DEA di II livello muoveva i suoi primi passi: ho avuto la possibilità di aprire i primi scatoloni, partecipare all’allestimento delle prime sale operatorie e contribuire ai primi interventi chirurgici. Di quell’esperienza porto con me soprattutto una lezione, ovvero che le organizzazioni si costruiscono passo dopo passo. Partire da zero con una realtà di quella complessità non è stato semplice, ma attraverso quasi dieci anni di lavoro corale e con il costante supporto delle direzioni strategiche siamo arrivati a essere una realtà consolidata. È proprio questo che vorrei portare nella nuova esperienza: la capacità di costruire, la pazienza necessaria per farlo e la consapevolezza che i risultati più importanti non sono mai individuali. Nel mio nuovo incarico distrettuale tra le sfide vi sarà il consolidamento dei servizi territoriali. Per raggiungere obiettivi così ambiziosi saranno indispensabili lavoro di squadra, continuità e una forte sinergia con la direzione strategica”.
Dal mondo della stomaterapia in un setting ospedaliero al territorio: due dimensioni apparentemente molto diverse. Esiste, secondo lei, un filo conduttore tra la presa in carico del singolo paziente e la responsabilità di organizzare servizi territoriali rivolti a una popolazione?
“Sono dimensioni che possono apparire differenti, ma in realtà sono profondamente connesse. Provengo dall’Asl Napoli 1 Centro e, pur lavorando all’interno di un DEA, ho sempre mantenuto un rapporto molto stretto con il territorio, soprattutto nel mio ruolo di coordinatore della Chirurgia d’urgenza. La transizione ospedale-territorio ha rappresentato una parte integrante della mia esperienza lavorativa, perché ha reso consapevole le complessità legate alle dimissioni protette e alle dimissioni difficili. Il filo conduttore è stato certamente il mondo della stomaterapia, che mi ha fatto comprendere l’importanza di strutturare percorsi dedicati ai pazienti fragili, spesso oncologici e affetti da patologie croniche, così come il ruolo insostituibile del caregiver, l’importanza del terzo settore e del mondo delle associazioni dei pazienti. Sono certo che questo bagaglio sicuro mi aiuterà nella futura responsabilità da dirigente distrettuale per strutturare percorsi duraturi e sostenibili nell’interesse della collettività”.
Quali saranno le prime priorità che intende affrontare nel nuovo incarico e quale modello organizzativo vorrebbe contribuire a costruire?
“Le priorità saranno innanzitutto quelle individuate dalla direzione strategica della mia nuova azienda e sono pronto a impegnarmi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Il mio contributo sarà orientato alla costruzione di un modello organizzativo coerente con la mission aziendale, nel rispetto della programmazione e delle direttive aziendali e regionali. Credo in una visione strategica capace di riconoscere i talenti e valorizzare le potenzialità dei professionisti. Immagino un modello che metta al centro integrazione, prossimità e innovazione e che rafforzi la sinergia tra rete ospedaliera e assistenza territoriale. Per questo sono necessari fiducia e senso di appartenenza, tanto nei cittadini quanto negli operatori, promuovendo rispetto reciproco, trasparenza e orgoglio di appartenere alle professioni sanitarie”.
Se dovesse indicare un obiettivo che vorrebbe vedere realizzato al termine di questa esperienza, quale sarebbe?
“Vorrei poter dire di aver contribuito alla costruzione di una rete solida tra professionisti e stakeholder, necessaria anche alla piena realizzazione dei progetti previsti dal Dm 77 e dal Pnrr, nella quale l’ascolto, la presenza e la comunicazione costante consentano di comprendere criticità e opportunità dei diversi contesti territoriali e ospedalieri. Mi piacerebbe, inoltre, contribuire concretamente allo sviluppo delle competenze dei professionisti. La sanità sta attraversando trasformazioni profonde senza precedenti e credo che non possa esserci innovazione organizzativa senza una parallela crescita delle persone che ogni giorno rendono possibile il funzionamento dei servizi”.
Qual è il messaggio che desidera lasciare ai colleghi dell’Asl Napoli 1 Centro e dell’Ospedale del Mare che hanno condiviso con lei questi anni?
“A loro posso dire solo grazie. Grazie per quanto mi hanno trasmesso in questi anni e per aver contribuito a rendermi un professionista e un uomo migliore. Ringrazio la direzione strategica e, in particolare, la dottoressa Maria Corvino, direttrice sanitaria aziendale, sempre molto attenta allo sviluppo delle professioni sanitarie; la direzione di presidio, con i direttori Giuseppe Vitiello e Massimo Barresi; il mio direttore dell’Uoc di Chirurgia generale, dottor Mariano Armellino, per la stima e la fiducia che mi ha dimostrato. Ringrazio inoltre tutti i colleghi coordinatori, professionisti esemplari con i quali ho avuto il privilegio di lavorare”.
“Un ringraziamento particolare – conclude Fama – va al mio team della Stomaterapia, che ha contribuito a rendere il nostro Centro una realtà caratterizzata da formazione, ricerca e innovazione, e a tutte le persone che mi sono state accanto durante questo percorso di crescita. Infine sono infinitamente grato a mio figlio Lorenzo per avermi supportato e, qualche volta, anche sopportato lungo questo percorso. Al di là di ogni incarico, di ogni obiettivo raggiunto e di quelli che verranno, sarà sempre la stella più luminosa della mia vita”.
Anna Arnone
Articoli correlati
- Direttore dei servizi sociosanitari nel Lazio, ok dei fisioterapisti alla nuova figura: “Strategica per integrazione territoriale e presa in carico dei cittadini”
- Regione Lazio, unanime consenso per la proposta di legge che istituisce il direttore dei servizi sociosanitari nelle Asl
- Regione Lazio, Opi Roma e Omceo Roma: “Visione condivisa della risposta sanitaria”
- Unisciti a noi su Telegram https://t.me/NurseTimes_Channel
- Scopri come guadagnare pubblicando la tua tesi di laurea su NurseTimes
- Il progetto NEXT si rinnova e diventa NEXT 2.0: pubblichiamo i questionari e le vostre tesi
- Carica la tua tesi di laurea: tesi.nursetimes.org
- Carica il tuo questionario: https://tesi.nursetimes.org/questionari
Lascia un commento