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Pordenone e San Vito al Tagliamento, scatta l’emergenza ferie estive. La soluzione dell’AsFO per coprire i turni in Neonatologia: ostetriche al posto degli infermieri

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Levata di scudi da parte di Cisl Fp: “Sono lavori diversi. Sicurezza a rischio”.

È già emergenza ferie nei reparti materno-infantili degli ospedali di Pordenone e San Vito al Tagliamento. Un’emergenza che fa il paio con la carenza di personale infermieristico e che l’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale (AsFO) intende risolvere con l’introduzione di sei ostetriche in Neonatologia a Pordenone, spostando da lì un certo numero di infermieri per coprire i turni estivi a San Vito.

Nel capoluogo è già entrata in servizio un’ostetrica neo-assunta, mentre le altre arriveranno dalla sala parto. Una soluzione, quella del team misto infermiera-ostetriche, che ha generato non pochi malumori, sintetizzati dalla denuncia di Cisl Fp Pordenone. “È una questione di sicurezza e responsabilità – spiega la dirigente sindacale Aurora Pallaveshi -. Niente, ovviamente, contro le ostetriche, ma è un percorso diverso da quello degli infermieri. In caso di emergenza, ci deve essere un’équipe preparata. Con questo piano, dopo un affiancamento, le ostetriche si potranno occupare anche di bimbi prematuri”.

Prosegue la dirigente Cisl Fp: “Negli ultimi dieci giorni ci sono stati dieci parti a induzione.V Vol dire dieci potenziali parti con complicanze. È già entrata in servizio un’ostetrica neo-assunta, che deve imparare: come può occuparsi di bimbi con complicazioni? Quella di Pordenone non è una vera e propria terapia intensiva neonatale, ma di fatto ci sono bambini in condizioni gravi, che hanno bisogno di personale specializzato. Anche per inserire un piccolo catetere c’è bisogno di grande esperienza”.

E ancora: “Le ferie sono un diritto e vanno godute. A San Vito alcuni infermieri devono smaltire quelle degli anni scorsi. Ma anche il diritto alla sicurezza delle cure va rispettato”. Per reclutare nuove ostetriche è stato indetto anche un avviso: “Ma questi avvisi vanno deserti, sia per i carichi di lavoro sia per l’offerta del tempo determinato. Nessuno si sposta senza la possibilità di un progetto a lungo termine”.

La carenza di personale riguarda anche i due reparti di Medicina. Alla Medicina d’urgenza, in particolare, si prospetta un giugno di fuoco. “Ci saranno due oss in servizio la mattina al posto dei soliti tre – spiega Pallaveshi -. Si riducono i posti letto in entrambe le Medicine perché mancano operatori”.

Secondo la sindacalista, la fuga di infermieri e oss deriverebbe dalle precarie condizioni di lavoro: “Non è solo una questione economica. Infermieri e oss vogliono avere la possibilità di conciliare lavoro e famiglia, senza essere più spremuti in turni massacranti. Non bastano più gli incentivi da 140 euro per i primi e 100 euro per i secondi. Servono condizioni più umane. I lavoratori non riescono neanche a usufruire della mobilità entro i 50 chilometri, perché devono rimanere dove si trovano, se non si trova qualcuno che li sostituisca”.

Conclude la dirigente di Cisl Fp Pordenone: “Sempre più operatori lasciano il pubblico per il privato o addirittura per la libera professione. Abbiamo discusso al tavolo con AsFO per la bozza dell’accordo triennale 2026-2028. Dobbiamo tornare a essere attrattivi: la sanità pubblica è una cosa seria”.

Redazione Nurse Times

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