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Buoni pasto, importante vittoria Fials in tribunale: 100% di risarcimento per i lavoratori dell’Ausl Imola

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Cosenza, infermiera vince ricorso contro Asp sui buoni pasto
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Importante vittoria in tribunale per i alcuni dipendenti dell’Ausl Imola, sostenuti con determinazione dal sindacato Fials, guidato dal segretario aziendale Stefano De Pandis. Ai ricorrenti è stato riconosciuto il 100% dell’emolumento economico in termini di risarcimento. La sentenza segna così un netto rigetto delle contestazioni sollevate dalla struttura ospedaliera.

Il Tribunale di Bologna il 27 marzo ha accolto il ricorso presentato da alcuni infermieri, collaboratori sanitari e tecnici dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, difesi dagli avvocati Nicola Toscano e Olimpia Fortunato e sostenuti dal sindacato Fials, riconoscendo loro il diritto al buono pasto sostitutivo nei turni superiori alle sei ore quando l’accesso alla mensa è impossibile.

Ai ricorrenti è stato riconosciuto il 100% dell’emolumento economico in termini di risarcimento. L’Ausl Imola dovrà ora risarcirne ciascun dipendente con 4,13 euro, moltiplicati per ogni turno di notte. Inoltre dovrà pagare le spese di lite (6.800 euro per onorari) e 2.000 euro per spese.

“Una sentenza destinata a fare scuola – hanno commentato Alfredo Sepe e Stefano De Sandis, della Fials regionale e aziendale -. La sentenza riconosce che anche i lavoratori che svolgono turni di notte hanno diritto al pasto, che sia erogato in mensa o in forma sostitutiva”.

Insieme agli avvocati Toscano e Fortunato, Fials sta valutando di depositare un ulteriore ricorso per estendere al 100% il risarcimento anche per i 40 dipendenti dell’Ausl Imola coinvolti nella prima sentenza, che aveva riconosciuto loro solo il 67% dell’emolumento.

Fials sollecita tutti i dipendenti che non hanno ancora aderito a mettersi in contatto col sindacato per richiedere i cinque anni di arretrati dovuti. La mobilitazione è fondamentale per garantire che ogni lavoratore ottenga il giusto risarcimento e possa far valere i propri diritti nelle sedi legali opportune.

Parallelamente alla vicenda giudiziaria, emerge una problematica di fondo riguardante l’Ausl Imola: la mancata valorizzazione degli infermieri. Il direttore assistenziale ha addirittura ammesso che, in assenza di incentivi adeguati e di un riconoscimento dei diritti più basilari, come l’accesso a una mensa regolarmente retribuita, le giovani leve della sanità si trovano in una condizione di svantaggio. Secondo quanto dichiarato, la “vocazione” non può essere un pretesto per negare ai professionisti un compenso anche per il pasto, evidenziando una gestione interna che necessita urgentemente di riforme.

Redazione Nurse Times

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