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Asp Trapani, salgono a 19 gli indagati per lo scandalo dei referti istologici in ritardo

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Sono in totale 19 le persone iscritte nel registro degli indagati con riferimento all’inchiesta sui ritardi nelle refertazioni degli esami istologici all’Asp Trapani. Tra loro figurano medici, infermieri e tecnici di laboratorio coinvolti nelle procedure. L’indagine, avviata nel 2023, potrebbe presto estendersi anche a figure di rilievo amministrativo, quali ex commissari straordinari e direttori sanitari, attualmente non indagate. Tra queste si menziona l’ex manager Ferdinando Croce.

Oltre a notificare i 19 avvisi di garanzia, i pubblici ministeri Sara Morri e Antonella Trainito hanno richiesto un incidente probatorio per sette pazienti oncologici, al fine di valutarne lo stato di salute attraverso una perizia medico-legale in vista di un eventuale processo. Due di questi pazienti, purtroppo, sono deceduti. Le ipotesi di reato includono l’omissione di atti d’ufficio e l’omicidio colposo, aggravato dalla cooperazione colposa.

Tra gli indagati figurano otto medici (Domenico Messina, Laura Miceli, Giancarlo Pompei, Giovanni Spano, Maria Paola Ternullo, Noemi La Francesca, Luisa Arvigo e Roberto David), sette tecnici di laboratorio (Paolo Di Nino, Ignazio Mauceri, Antonella Mistretta, Catia Di Bernardo, Aurelia Levolella, Giorgia Alongi e Maria Cristina Schifano), tre infermieri (Calogero Bellacomo, Marilena Errante Parrino, Rosaria Maria Pia Incandela) e un assistente tecnico (Gianpiero Accardo).

Secondo l’accusa, i referti sono stati consegnati con mesi di ritardo, impedendo diagnosi tempestive e terapie salvavita. Su oltre 3.300 esami istologici, 352 tumori non furono individuati in tempo. L’ipotesi di omissione di atti d’ufficio viene contestata per ogni ritardo. La cooperazione colposa con esiti mortali riguarda comportamenti reiterati e sistemici nei reparti di Anatomia patologica degli ospedali di Trapani e Castelvetrano. L’Asp Trapani e l’assessorato regionale alla Salute sono parti offese nel procedimento. L’Azienda sanitaria potrebbe anche costituirsi parte civile.

Redazione Nurse Times

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