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Asl Viterbo, tre sentenze riconoscono il diritto ai buoni pasto dei dipendenti turnisti: esulta il sindacato Nursind

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Buoni pasto, riconosciuto il diritto di una dipendente dell'Asp Messina
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Alessandro Schilirò, segretario territoriale di Nursind Viterbo.

A distanza ormai di tre anni dalla prima, storica sentenza positiva emessa dal Tribunale di Viterbo sul tema dei buoni pasto, ci troviamo oggi di fronte a un panorama in cui l’Asl Viterbo persiste nel disattendere l’adeguamento alla normativa. Ricordiamo la norma che prevede il diritto al buono pasto per i dipendenti turnisti la cui prestazione lavorativa eccede le sei ore e per tutti i turni di lavoro (mattina, pomeriggio e notte): art. 29 del Ccnl del 20.9.2001, integrativo del Ccnl del comparto sanità del 7.4.1999 richiamato, alla luce dell’art. 8 del D.lgs. N. 66/2003.

Più precisamente, in questa lettera aperta vogliamo rendere noto che ad oggi si sono succeduti numerosissimi ricorsi vinti sia presso il Tribunale Viterbo sia presso la Corte d’appello di Roma. E questi in primis da Nursind, che è stato capofila sul tema, e successivamente da tutti gli altri sindacati, portando l’Asl Viterbo a sostenere una spesa per risarcimento del diritto mancato, oltre spese legali per centinaia di migliaia di euro (soldi pubblici!).

Circa a maggio l’Asl Viterbo convocava i sindacati, su richiesta da parte del Tribunale, al fine di mitigare le azioni in atto, giungendo a un valido accordo che potesse garantire il diritto, senza però portare a ingenti somme da pagare per soddisfare le spettanze degli avvocati. Ebbene, cosa ha fatto l’Asl? NULLA. A malapena un paio di scarni incontri con le sigle sindacali, nel tentativo vano di prendere tempo sui ricorsi già depositati e in attesa di giudizio giocando sulla finta volontà di giungere a un accordo.

Anzi, qualcos’altro è stato fatto: dopo sei mesi, precisamente il 3/11/2025 ci viene inviata una mail in cui l’Asl Viterbo ci informava la sua posizione con testuali parole: “[…] una chiusura conciliativa della causa offrendo a saldo e stralcio delle pretese azionate in giudizio un importo pari al 70% del quantum richiesto, ferma la verifica della eventuale prescrizione, oltre un contributo per le spese legali. A fronte del pagamento la parte ricorrente rinuncerà agli interessi ed alla rivalutazione economica […]”.

Di contro, nella volontà di tutelare i lavoratori e il diritto a loro spettante, i nostri avvocati hanno prodotto una controproposta all’Asl Viterbo, chiedendo invece il riconoscimento del 100% di quanto richiesto e previsto dalla norma di legge, oltre a un abbattimento di quanto dovuto per gli onorari della loro prestazione.

È con grande soddisfazione che sono giunte le sentenze di tre ricorsi, proprio sulla scorta delle due proposte giunte a valutazione dei giudici incaricati, dando piena ragione a Nursind e riconoscendo quanto da noi avanzato. Oggi ha nuovamente vinto il diritto. Quel diritto che l’Asl Viterbo lede da oltre 20 anni e che voleva continuare a ledere con scarni accordi in barba ai lavoratori.

Che dire, sicuramente ci rivolgiamo a tutti i lettori con una domanda: per quanto tempo ancora vedremo un’Asl Viterbo investire i soldi pubblici per soccombere in tribunale e vedersi condannata a continui esborsi per sostenere gli avvocati? Una cosa è certa: sarà nostra cura interpellare gli organi competenti, tra cui la Corte dei conti, per una valutazione sul modus operandi.

Nurdind, intanto, auspica che tutti i lavoratori aventi diritto possano percepire quanto spettante, senza dover ricorrere alle vie legali. A tal proposito si precisa che ad oggi il valore nominale del buono pasto è pari a 5,16 euro, di cui 1,03 a carico del dipendente.

Anche in ragione di queste rimostranze appare chiaro che la spesa inerente il sostenimento degli onorari per gli avvocati, in confronto al rispetto del diritto, è notevolmente maggiore. Pertanto sarebbe più semplice l’applicazione della normativa di riferimento a favore dei dipendenti.

Sicuramente un richiamo particolare vogliamo farlo a lei direttore amministrativo dell’Asl Viterbo, dottoressa Di Giovanni: ogni giorno ci  uguriamo che lei possa accrescere la comprensione del problema, ma a quanto pare avviene il contrario.

Sicuramente oggi avrà un argomento in più su cui riflettere. Avete fatto una proposta fallimentare, e come tale è stata accantonata. Gli avvocati ringraziano. Fosse stata più disponibile, magari avrebbe rispettato la norma, e invece preferisce continuare ad adire le sedi giudiziarie. Nessun problema!

La segreria di Nursind Viterbo è a disposizione per chiunque voglia aderire all’iniziativa e per qualsiasi informazione in merito. A tal fine è possibile contattare direttamente il segretario territoriale o un delegato del sindacato.

Redazione Nurse Times

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