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Notte di sonno insufficiente? Si può recuperare il giorno dopo. L’effetto compensazione suggerito da un nuovo studio

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Cosa succede se non riusciamo a dormire almeno sette ore per notte, come consigliato dagli esperti in materia? I danni di una nottata di sonno insufficiente si possono recuperare? Un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, risponde di sì, sostenendo che l’abitudine a dormire un po’ più a lungo la notte seguente è collegata, alla lunga, a un rischio minore di morte precoce.

La scoperta è interessante per due motivi. Intanto perché dimostra che anche la capacità del corpo di recuperare dopo una notte di sonno inadeguato è importante per vivere a lungo. E poi perché finora le ricerche sulle “integrazioni di sonno” dopo una dormita insufficiente avevano dato risultati contrastanti. Studi precedenti avevano infatti appurato che recuperare il sonno mancato in settimana durante il weekend può abbassare il rischio di ipertensione, diabete e demenza, ma che abbia poco impatto sul rischio di morte e malattie cardiovascolari.

Un gruppo di scienziati della Tsinghua University di Pechino, in Cina, ha raccolto dati su 574mila ore di sonno di più di 85mila partecipanti allo studio prospettico UK Biobank, che ha seguito oltre 500mila persone nel tempo. I partecipanti avevano indossato per una settimana accelerometri da polso che avevano tracciato fedelmente le ore di sonno dormite per notte.

In media, le persone seguite hanno dormito 6,43 ore a notte. A un certo punto dello studio, però, il 30% dei partecipanti ha riposato meno rispetto ai propri standard o rispetto alla media delle altre persone della sua stessa età e del suo genere. Quasi la metà dei partecipanti ha recuperato a stretto giro il sonno perduto, dormendo un’ora in più in media la notte successiva. In genere, questo recupero è avvenuto in mezzo alla settimana, senza aspettare il weekend: segno che le persone sentivano l’esigenza di compensare in tempi brevi gli effetti di una notte poco riposante.

Chi nel corso dello studio aveva mostrato di dormire troppo poco, senza recuperare il sonno perduto, negli otto anni successivi ha corso (a parità di altri fattori e di stile di vita) un rischio aumentato del 15% di morte per ogni causa rispetto ai partecipanti che avevano dormito adeguatamente. Tuttavia, fortunatamente, concedersi un po’ di sonno extra dopo le notti insonni sembra avere un effetto protettivo: i partecipanti che avevano recuperato sonno nelle notti successive hanno avuto un rischio di morte precoce simile a quello di chi aveva dormito regolarmente.

Gli effetti negativi per la salute della restrizione di sonno sono parsi particolarmente evidenti in chi, già di suo, dormiva meno delle canoniche sette ore consigliate (in media 5,7 ore, anche nelle notti senza disturbo). Al contrario, per chi dorme naturalmente più a lungo (almeno 6,62 ore in media a notte) soltanto una decisa riduzione delle ore di sonno (almeno 3,5 ore in meno a notte) non recuperata è stata collegata a un rischio aumentato di morte precoce.

La scoperta sembra suggerire che dormire un po’ più a lungo in seguito a notti di sonno inadeguato possa in parte compensare gli effetti negativi sulla salute del mancato riposo. Tuttavia è bene ricordare che lo studio si è limitato a osservare una correlazione tra il sonno e la mortalità precoce, e non un rapporto di causa-effetto. Non è quindi possibile affermare che il sonno non recuperato abbia causato la morte dei partecipanti o che il sonno recuperato l’abbia evitata. E non è neanche corretto pensare che vada bene dormire meno rispetto alle ore consigliate, se poi si recupera sonno nelle notti successive.

Redazione Nurse Times

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