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Concorso oss 2026: sicurezza sul lavoro. Le 5 norme da studiare

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Dal D.Lgs. 81/2008 al pubblico impiego: guida a sicurezza, DPI, rischio biologico, movimentazione dei pazienti e doveri dell’OSS.

La sicurezza sul lavoro rappresenta uno degli argomenti fondamentali nella preparazione di un concorso pubblico per OSS.

Ospedali, RSA, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare espongono infatti gli operatori a numerosi rischi: biologico, movimentazione manuale dei carichi e dei pazienti, cadute, punture accidentali, sostanze chimiche, stress lavoro-correlato e aggressioni.

Per questo motivo l’operatore socio-sanitario deve conoscere almeno i principi fondamentali della normativa sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

D.Lgs. 81/2008 – Il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro

Il principale riferimento è il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, comunemente conosciuto come Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. La finalità è tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori attraverso un sistema basato soprattutto sulla prevenzione dei rischi. Non bisogna quindi intervenire soltanto dopo che si è verificato un infortunio: il rischio deve essere individuato, valutato e, per quanto possibile, eliminato o ridotto.

Le figure della sicurezza da conoscere

Nei quiz possono essere richieste alcune figure fondamentali:

  • Datore di lavoro: è il soggetto titolare del rapporto di lavoro o comunque il soggetto individuato dalla normativa sulla base dell’organizzazione e dei poteri esercitati.
  • RSPP: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
  • RLS: Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
  • Medico competente: svolge i compiti previsti dalla legge e collabora alla valutazione dei rischi nei casi stabiliti, effettuando la sorveglianza sanitaria quando prevista.
  • Preposto: sovrintende all’attività lavorativa e vigila sull’osservanza delle disposizioni di sicurezza secondo le attribuzioni previste dalla normativa.
  • Lavoratore: non è un soggetto passivo della sicurezza. Ha precisi obblighi e deve contribuire alla tutela propria e degli altri.

Gli obblighi dell’OSS come lavoratore

L’OSS deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro sulle quali possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. Deve inoltre rispettare le istruzioni ricevute, utilizzare correttamente attrezzature e dispositivi di protezione, partecipare alla formazione prevista e segnalare tempestivamente situazioni di pericolo secondo le procedure aziendali.

Domanda da concorso: Il lavoratore è responsabile della sicurezza?

Risposta: Sì, nell’ambito degli obblighi che la normativa gli attribuisce. La sicurezza è un sistema nel quale ciascun soggetto ha responsabilità differenti.

DVR – Documento di Valutazione dei Rischi

Una sigla da ricordare assolutamente è DVR. Significa Documento di Valutazione dei Rischi. La valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008.

Il DVR rappresenta quindi uno strumento centrale del sistema di prevenzione aziendale. Per un OSS i rischi possono essere numerosi e dipendono dal contesto lavorativo.

Rischio biologico: uno dei principali rischi in sanità

L’OSS può entrare in contatto con sangue, secrezioni, escreti, materiale biologico e persone affette da malattie infettive. La prevenzione richiede il rispetto delle procedure previste, delle misure igieniche e l’utilizzo appropriato dei dispositivi di protezione individuale.

DPI: cosa significa?

DPI = Dispositivo di Protezione Individuale.

A seconda del rischio e della procedura possono essere necessari, ad esempio, guanti, protezione degli occhi o del viso, dispositivi di protezione respiratoria e altri DPI appropriati. Un principio importante è che i DPI devono essere scelti in funzione del rischio. Indossare indiscriminatamente qualsiasi dispositivo non significa lavorare in sicurezza.

Punture e tagli accidentali

In ambito sanitario particolare attenzione deve essere riservata alle ferite provocate da aghi e altri dispositivi taglienti. L’OSS deve attenersi rigorosamente alle procedure aziendali e non deve compiere comportamenti che aumentino il rischio di esposizione.

In caso di incidente con possibile esposizione a materiale biologico è necessario seguire immediatamente la procedura prevista dalla struttura. Non bisogna nascondere l’incidente né sottovalutarlo.

Movimentazione dei pazienti: proteggere operatore e assistito

La movimentazione delle persone non autosufficienti è uno dei temi più rilevanti per l’OSS. Spostare ripetutamente pazienti dal letto alla carrozzina, effettuare riposizionamenti o assistere persone con ridotta mobilità può esporre l’operatore a sovraccarico biomeccanico. Il principio fondamentale è evitare, quando possibile, movimentazioni manuali rischiose e utilizzare correttamente gli ausili disponibili.

Tra questi possono rientrare, a seconda del contesto:

  • sollevatori;
  • teli ad alto scorrimento;
  • tavole o ausili per trasferimento;
  • letti regolabili;
  • altri dispositivi previsti dalla struttura.

Errore tipico

Pensare: “Il paziente non pesa molto, posso sollevarlo da solo.”

Il peso non è l’unico elemento da considerare. Contano postura, frequenza della movimentazione, caratteristiche dell’ambiente, capacità di collaborazione della persona e disponibilità di ausili. La sicurezza riguarda contemporaneamente OSS e paziente.

Cadute del paziente

La prevenzione delle cadute è strettamente collegata alla sicurezza assistenziale. L’OSS deve osservare le condizioni della persona e dell’ambiente, rispettare il piano assistenziale e segnalare eventuali elementi di rischio. Una persona confusa che tenta ripetutamente di alzarsi autonomamente, ad esempio, richiede particolare attenzione e una comunicazione tempestiva con l’équipe.

Rischio chimico

Detergenti, disinfettanti e altre sostanze utilizzate negli ambienti assistenziali possono comportare rischi. L’OSS deve utilizzare i prodotti secondo le istruzioni ricevute e le procedure previste.

Un principio semplice ma fondamentale: non mescolare prodotti chimici arbitrariamente.

Alcune combinazioni possono sviluppare sostanze pericolose.

D.Lgs. 626/1994 – La precedente normativa sulla sicurezza

Il D.Lgs. 626/1994 rappresenta una tappa fondamentale nell’evoluzione della normativa italiana sulla sicurezza.Tuttavia, per un concorso attuale bisogna sapere che è stato abrogato dal D.Lgs. 81/2008. Può essere richiesto soprattutto come riferimento storico.

Quiz: Quale normativa ha sostituito il D.Lgs. 626/1994?

Risposta: D.Lgs. 81/2008.

D.Lgs. 165/2001 – Il lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione

Il D.Lgs. 165/2001 contiene le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. È particolarmente importante per chi partecipa a un concorso per lavorare in ASL, aziende ospedaliere o altri enti pubblici. Il candidato dovrebbe conoscere almeno i principi generali relativi a organizzazione della PA, rapporto di lavoro, responsabilità, doveri e disciplina del personale pubblico.

D.Lgs. 104/2022 – Il cosiddetto Decreto Trasparenza

Il D.Lgs. 104/2022 ha dato attuazione alla direttiva europea relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili. La normativa rafforza gli obblighi informativi riguardanti gli elementi essenziali del rapporto e le condizioni di lavoro. Per il candidato OSS ha un’importanza meno specifica rispetto al D.Lgs. 81/2008 e al D.Lgs. 165/2001, ma può rientrare tra le nozioni generali sul rapporto di lavoro.

Legge 15/2009 e Riforma Brunetta

La Legge 15/2009 delegò il Governo a intervenire su diversi aspetti del lavoro pubblico. La riforma è strettamente collegata al successivo D.Lgs. 150/2009, che rappresenta uno dei principali provvedimenti attuativi. Tra i temi interessati figurano la produttività, la valutazione delle performance e la disciplina del lavoro pubblico.

Per un concorso OSS non è generalmente necessario conoscere ogni disposizione della riforma, salvo diversa indicazione del bando. È invece importante comprenderne la collocazione nell’evoluzione della disciplina del pubblico impiego.

Le 10 sigle e parole da ricordare

Prima della prova è utile memorizzare:

  • D.Lgs. 81/2008 → SICUREZZA
  • DVR → VALUTAZIONE DEI RISCHI
  • RSPP → PREVENZIONE E PROTEZIONE
  • RLS → RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
  • DPI → PROTEZIONE INDIVIDUALE
  • MEDICO COMPETENTE → SORVEGLIANZA SANITARIA NEI CASI PREVISTI
  • RISCHIO BIOLOGICO → ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI
  • MOVIMENTAZIONE → PREVENZIONE DEL SOVRACCARICO
  • D.Lgs. 165/2001 → PUBBLICO IMPIEGO
  • D.Lgs. 626/1994 → NORMATIVA PRECEDENTE, OGGI ABROGATA
10 possibili domande da concorso OSS

1. Qual è il principale testo normativo sulla sicurezza sul lavoro?
D.Lgs. 81/2008.

2. Cosa significa DVR?
Documento di Valutazione dei Rischi.

3. Cosa significa RSPP?
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

4. Cosa significa RLS?
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

5. Cosa significa DPI?
Dispositivo di Protezione Individuale.

6. Il lavoratore deve utilizzare correttamente i DPI?
Sì.

7. Quale decreto ha sostituito il D.Lgs. 626/1994?
D.Lgs. 81/2008.

8. Qual è il principale riferimento generale sul pubblico impiego?
D.Lgs. 165/2001.

9. L’OSS deve segnalare una situazione di pericolo?
Sì, secondo quanto previsto dalla normativa e dalle procedure organizzative.

10. Per movimentare un paziente è sempre preferibile utilizzare la forza fisica?
No. Devono essere applicate tecniche corrette e utilizzati gli ausili disponibili quando necessari.

Concorso OSS: il D.Lgs. 81/2008 merita uno studio approfondito

Tra tutte le norme di questa area, il D.Lgs. 81/2008 merita sicuramente maggiore attenzione. Per prepararsi bene non basta sapere che si tratta del Testo Unico sulla sicurezza. Occorre comprendere almeno il sistema della prevenzione, le principali figure coinvolte, il DVR, i DPI e i rischi più frequenti nell’attività assistenziale.

Per l’OSS la sicurezza non è infatti soltanto materia da concorso: è parte integrante dell’assistenza quotidiana. Proteggere se stessi, i colleghi e soprattutto la persona assistita rappresenta uno degli elementi fondamentali di una buona pratica assistenziale.

Redazione Nurse Times

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