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Volpe (Opi Taranto): “Nella casa circondariale ‘Carmelo Magli’ infermieri trattati al limite della decenza”

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Speciale Pugnochiuso 2024 - Infermieri e comunicazione: intervista a Pierpaolo Volpe (Opi Taranto)
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Volpe: “Chiesto un tavolo istituzionale al prefetto”

Condizioni di lavoro al limite della decenza e del rispetto della dignità professionale, è questa la denuncia fatta dal Presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Taranto, dott. Pierpaolo Volpe, al Prefetto Ernesto Liguori sullo stato in cui versano gli infermieri che operano nella Casa circondariale.

“In questi giorni ho ascoltato diversi colleghi i quali mi hanno rappresentato una situazione che non è degna di un paese civile e di una medicina penitenziaria rispettosa dell’operato dei Professionisti sanitari”.

Volpe spiega come sono costretti a lavorare gli infermieri in servizio nel penitenziario ionico.
“Gli infermieri della Casa circondariale di Taranto non dispongono di spogliatoi per indossare e dismettere gli indumenti da lavoro e sono quindi costretti a vestirsi e svestirsi al proprio domicilio e a lasciare gli effetti personali in auto, in quanto per scelta della struttura carceraria sono stati privati di spazi utilizzabili per queste finalità.

Ma cosa ancora più grave, in quanto legata alla sicurezza e incolumità del personale sanitario, è che al momento della somministrazione della terapia un solo infermiere e un solo agente gestiscono la fila di oltre 30 detenuti, con il verificarsi molto spesso di episodi critici per via degli animi accesi”.

Il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto ritiene inammissibili certe scelte da parte della struttura penitenziaria.

“È inaccettabile che, nel totale silenzio della Dirigenza ASL, il personale sanitario venga trattato al limite della decenza con lesione anche della dignità umana e professionale.
Gli spazi dedicati al personale sanitario per le attività professionali sono angusti in quanto verosimilmente ex celle.

Costringere il personale sanitario a indossare e dismettere gli indumenti da lavoro al proprio domicilio calpesta non solo la dignità, ma anche le più elementari norme di sicurezza per gli operatori sanitari.
Per queste ragioni ho chiesto al Prefetto di Taranto un incontro e l’insediamento di un tavolo istituzionale, ma su quanto denunciato non arretrerò di un millimetro a tutela del decoro professionale degli infermieri stessi anche interessando il Ministero competente”.

Redazione NurseTimes

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