Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up.
Sul tavolo della seconda giornata di trattative in Aran per il rinnovo del Ccnl Comparto Sanità 2025-2027 c’erani i temi delle risorse economiche e delle modalità di distribuzione. Ma per il sindacato Nursing Up il punto centrale non è la propaganda delle percentuali. Il vero tema è capire se questo rinnovo avrà il coraggio di affrontare la più grave emergenza del Servizio sanitario nazionale, cioè la carenza strutturale di infermieri, ostetriche e professioni sanitarie.
I dati illustrati nel confronto parlano di incrementi medi del 7,76% derivanti dalle risorse contrattuali, con ulteriori aumenti teorici che, considerando anche gli stanziamenti previsti da norme di legge, potrebbero arrivare – a regime – fino a circa 209 euro mensili medi, pari a una crescita complessiva stimata intorno al 17,7% nel triennio.
Ma proprio qui, secondo Nursing Up, si nasconde il rischio maggiore: trasformare le medie in una narrazione rassicurante, mentre nei reparti continua a peggiorare la crisi del personale. “Le medie – denuncia il presidente nazionale Antonio De Palma – rischiano di diventare una coperta stesa sui problemi per nasconderli. Ma sotto quella coperta resta una sanità che perde professionisti, che non riesce più ad attrarre giovani e che continua a scaricare sulle stesse figure responsabilità enormi, senza un adeguato riconoscimento economico e professionale”.
Per Nursing Up il rinnovo non può ridursi a una distribuzione indistinta delle risorse. Il sindacato ribadisce invece la necessità di distinguere con chiarezza tra risorse contrattuali e fondi già stanziati per legge, evitando ogni operazione che rischi di gonfiare artificialmente la percezione degli aumenti reali. “La questione non è essere contro qualcuno – chiarisce De Palma –, ma avere finalmente il coraggio di dire che dentro il Ssn esistono responsabilità differenti, esposizioni differenti e carichi assistenziali differenti. Continuare a fingere che tutto sia uguale significa mortificare proprio quelle professioni senza le quali ospedali e territori si fermano”.
Secondo Nursing Up, il rischio concreto è continuare a distribuire risorse “a pioggia”, senza incidere davvero sulle criticità che stanno svuotando corsie, pronto soccorso e servizi territoriali. “Se davanti a un’emorragia continuiamo a mettere cerotti simbolici – attacca De Palma –, non stiamo salvando il paziente: stiamo solo rinviando il collasso. E il paziente, in questo caso, è il sistema sanitario pubblico”.
Per questo Nursing Up insiste sulla necessità di collegare sempre più il sistema premiale e le indennità alle reali competenze clinico-assistenziali, alle responsabilità effettivamente esercitate e alla complessità del lavoro svolto dalle professioni sanitarie. “Non possiamo affrontare questa trattativa facendo finta che tutte le posizioni siano sovrapponibili – conclude De Palma -. Chi oggi tiene in piedi la sanità pubblica lo fa spesso in condizioni limite, con carichi enormi e responsabilità enormi. Questo Contratto deve avere il coraggio di riconoscerlo”.
Per Nursing Up il rinnovo del Ccnl 2025-2027 rappresenta quindi molto più di una semplice trattativa economica. Sarà il banco di prova per capire se il sistema intende davvero investire sulle professioni sanitarie oppure continuare a ignorare una crisi che sta diventando strutturale.
Redazione Nurse Times
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