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Sanità pugliese, il deficit resta alto: bilanci chiusi e scattano le decisioni

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ANTONIO DECARO
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Regione Puglia verso il ministero con i consuntivi 2025: il disavanzo complessivo si ferma a 350 milioni, mentre alcuni bilanci aziendali sorprendono. Asl Bari e Bat in equilibrio, perdite concentrate su Policlinici e Sud della regione

La sanità pugliese chiude i bilanci 2025 con un disavanzo rilevante ma leggermente inferiore alle attese. Secondo i dati consolidati regionali, il deficit si attesta intorno ai 360 milioni di euro, in calo rispetto ai 369 milioni inizialmente stimati. Un miglioramento solo apparente, perché a cambiare è soprattutto la distribuzione delle perdite, ridefinita attraverso il fondo di riequilibrio regionale.

Come cambia la geografia del deficit sanitario

Le sanità pugliese conferma un quadro a due velocità. Da un lato, alcune aziende sanitarie riescono a contenere i conti: le Asl di Bari e Bat chiudono in sostanziale pareggio. Dall’altro, il peso del disavanzo si concentra su specifici poli critici.

In particolare, risultano in forte sofferenza:

  • i Policlinici di Bari e Foggia;
  • le Asl di Lecce e Foggia.

Di seguito i risultati di esercizio 2025 delle principali aziende sanitarie pugliesi:

  • ASL BAT: +2.897,72 euro
  • ASL Bari (BA): +97.155,37 euro
  • ASL Brindisi (BR): -57.638.177,00 euro
  • ASL Foggia (FG): -78.361.494,49 euro
  • ASL Lecce (LE): -46.639.562,77 euro
  • ASL Taranto (TA): -54.065.112,00 euro
  • Policlinico di Bari: -75.376.511,45 euro
  • Policlinico Riuniti di Foggia: -29.695.497,32 euro
  • Istituto Oncologico di Bari: -9.472.550,34 euro
  • IRCCS “De Bellis” di Castellana: -9.830.156,03 euro

Questa redistribuzione è legata anche all’applicazione del fondo di riequilibrio da 250 milioni di euro, uno strumento con cui la Regione interviene per compensare squilibri tra territori e aziende.

Il meccanismo del fondo e la spesa pro capite

Il sistema di finanziamento sanitario regionale si basa su criteri distinti. Le Asl ricevono risorse su base capitaria, cioè in relazione al numero di abitanti, mentre Policlinici e Irccs vengono finanziati in base alla produzione sanitaria.

Nel 2025 la Regione Puglia ha speso mediamente:

  • 1.984,40 euro per ciascun cittadino (su 3,87 milioni di abitanti)

Ma il dato medio nasconde differenze rilevanti:

  • Asl Bari: 1.908 euro pro capite (circa 80 euro sotto la media)
  • Asl Bat: 2.005 euro
  • Asl di Taranto, Brindisi, Foggia e Lecce: 2.021 euro

Il differenziale territoriale si spiega proprio con il fondo di riequilibrio, che consente una gestione “politica” del disavanzo, modulando le risorse in base alle criticità locali.

Bari regge, ma il sistema resta fragile

Nonostante una quota pro capite inferiore, la Asl Bari — che copre circa 1,2 milioni di cittadini — ha ricevuto complessivamente 2,3 miliardi di euro, riuscendo a coprire la spesa e chiudere in equilibrio. Risultato analogo per la Bat, con circa 756 milioni di finanziamento.

Il funzionamento del sistema si basa su un meccanismo di:

  • anticipazioni mensili (circa 600 milioni trasferiti dalla Regione)
  • saldo finale a fine anno.

Su questa base le aziende sanitarie chiudono i bilanci, che vengono poi consolidati e trasmessi ai ministeri competenti per le verifiche.

Rischio commissariamento e leva fiscale

Il vero nodo resta la copertura del disavanzo. Il termine per il ripiano delle perdite 2025 è scaduto, e la Regione risulta inadempiente. In base alla normativa vigente (comma 174 della Legge di Bilancio 2024), si apre quindi la strada alla nomina del presidente regionale, Antonio Decaro, come commissario ad acta.

Questo comporta l’obbligo di adottare misure correttive entro 30 giorni, tra cui:

  • aumento dell’addizionale Irpef:
  • possibile intervento sull’Irap.

Le modalità della manovra sono ancora allo studio, anche perché mancano i dati definitivi sul gettito fiscale. Le simulazioni circolate finora, secondo fonti regionali, restano ipotesi non consolidate.

Impatto su cittadini e redditi

La manovra avrà con ogni probabilità una durata pluriennale e sarà calibrata per limitare l’impatto sui redditi più bassi e sulle famiglie numerose. Tuttavia, l’analisi economica indica che il peso maggiore ricadrà sui contribuenti con redditi superiori a 28mila euro lordi annui.

Un dato che apre un tema sociale rilevante: non si tratta di fasce ricche, ma di una larga parte del ceto medio, già esposto all’aumento del costo della vita.

Assistenza territoriale: la riforma delle AFT

Parallelamente alla gestione del deficit, la Regione interviene sull’organizzazione dei servizi. La giunta ha approvato modifiche alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nelle Asl di Lecce, Foggia e Taranto.

Le AFT rappresentano forme organizzative della medicina generale, in cui i medici di famiglia operano in rete condividendo:

  • percorsi assistenziali
  • linee guida
  • strumenti clinici

L’obiettivo è migliorare la copertura dei servizi, soprattutto nelle aree interne o a bassa densità abitativa, rispondendo anche alle richieste di sindaci e organizzazioni di categoria.

Il quadro della sanità pugliese resta complesso: il deficit si riduce leggermente, ma resta elevato e strutturale. Alcune aziende dimostrano capacità di tenuta, mentre altre concentrano le criticità più pesanti.

Sul piano strategico, il rafforzamento della medicina territoriale e il riequilibrio delle risorse saranno le leve principali per evitare che il disavanzo continui a crescere.

Redazione NurseTimes

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