Non solo una nuova manovra fiscale, che potrebbe richiedere l’aumento dell’Irpef, ma anche una revisione della rete ospedaliera. Questa la richiesta non rinviabile giunta dai ministeri dell’Economia e della Salute alla Regione Puglia, alla luce del buco da 369 milioni di euro nei bilanci della sanità. Una richiesta che si traduce nella prospettiva di tagliare, riconvertire ed accorpare ospedali, reparti e posti letto.
Per arginare un deficit strutturale da 100 milioni l’anno, dunque, la Giunta guidata dal governatore Antonio Decaro potrebbe essere costretta ad adottare misure drastiche, impugnando la scure per calarla soprattutto sui piccoli ospedali, dove i reparti con bassi volumi di attività rischiano chiusure o trasferimenti. Entro tre anni sparirebbero così i punti nascita sotto i 500 parti annui, le chirurgie con pochi interventi e le ortopedie sotto i mille casi l’anno.
Si delinea allora una mappa nella quale figurano 18 ospedali pubblici a rischio su 28 in funzione: nel Barese i presidi di Corato, Putignano, Monopoli e Triggiano; nella provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) quelli di Bisceglie, Barletta e Andria; nel Foggiano quelli di Lucera, Cerignola e San Severo; in Salento quelli di Casarano, Galatina e Copertino; nel Brindisino quelli di Mesagne e San Pietro Vernotico; nel Tarantino il Santissima Annunziata il Moscati di Taranto, oltre al presidio di Grottaglie.
In alcuni casi servizi e reparti sarebbero trasferiti in nuovi ospedali, come il Monopoli-Fasano o il San Cataldo di Taranto. Le altre strutture, invece, diventerebbero centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale. Una cura ad alto rischio sul piano politico, con interi territori pronti a scendere in piazza, appoggiati dall’opposizione e dalle parti sociali.
La Lega non ci sta
“Da notizie sempre più insistenti, a causa del maxi buco in sanità parrebbero a rischio chiusura diversi ospedali pugliesi, e questo per noi è inammissibile – si legge in una nota del Gruppo regionale della Lega -. Non consentiremo mai che si leda ulteriormente il diritto alla salute dei pugliesi, già gravemente compromessi da una gestione ultraventennale fatta di sprechi, clientelismo e becero amichettismo”.
E ancora: “Prima di chiudere ospedali e comprimere servizi, ci spieghino come hanno gestito in questi anni i primariati, le unità operative complesse, gli incarichi nel management sanitario di vertice. Prima di ledere ancora il diritto alla salute dei pugliesi, ci spieghino perché fino a oggi hanno consentito che si attribuissero posizioni di privilegio e comando ai soliti noti”.
Concludono i consiglieri regionali della Lega: “Depositeremo a breve una richiesta urgente di audizione in Commissione Sanità del capo Dipartimento, Vito Montanaro, preannunciando fin da ora che combatteremo contro ogni ipotesi di chiusura, pronti anche alle forme più eclatanti di protesta. Non si gioca con la salute dei pugliesi”.
Redazione Nurse Times
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