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Ictus LVO, nuovo test del sangue può rilevarlo con elevata precisione

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Progetto cassia: telemonitoraggio smart di pazienti a rischio post ictus, testato durante il lockdown 2020
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Un team di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston ha sviluppato un nuovo test che combina biomarcatori basati sul sangue con un punteggio clinico per identificare con elevata precisione i pazienti affetti da ictus da occlusione dei grandi vasi (LVO). I risultati sono pubblicati sulla rivista Stroke: Vascular and Interventional Neurology.

“Abbiamo sviluppato uno strumento accessibile e rivoluzionario, che potrebbe aiutare a garantire che più persone affette da ictus siano nel posto giusto al momento giusto per ricevere cure critiche e ripristinanti la vita”, ha affermato il professor Joshua Bernstock.

Gli ictus LVO sono un tipo aggressivo di ictus ischemico che si verifica quando si presenta un’ostruzione in un’arteria principale del cervello. I ricercatori di Boston hanno dimostrato che i livelli di due biomarcatori basati sul sangue, combinati con i punteggi del triage di valutazione sul campo per la destinazione di emergenza (FAST-ED), potrebbero identificare ictus ischemici LVO, escludendo altre condizioni, come il sanguinamento nel cervello.

Si tratta di due proteine ​​specifiche presenti nel sangue capillare: una chiamata proteina acida fibrillare gliale (GFAP), che è anche associata a emorragie cerebrali e lesioni cerebrali traumatiche, l’altra chiamata D-dimero. Combinando i livelli di questi biomarcatori con FAST-ED, i dati a meno di sei ore dall’insorgenza dei sintomi hanno consentito al test di rilevare gli ictus LVO con una specificità del 93% e una sensibilità dell’81%.

Full text dell’articolo pubblicato su Stroke: Vascular and Interventional Neurology

Redazione Nurse Times

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