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UGL Salute: “100mila infermieri in meno nei prossimi 5 anni. Un esercito fantasma che si proietta cupo sul futuro dell’Italia”

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“Cercasi infermieri disperatamente. È questa la missione, ai limiti dell’impossibile, che attende la sanità italiana, costretta a scontrarsi con la cronica carenza di personale, una delle cause scatenanti del malcontento dei cittadini, oramai privati del loro lecito diritto all’assistenza e alle cure”. Lo dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute.

“Le proiezioni attuali – prosegue – dicono che nel giro di cinque anni potrebbero mancare tra i 60mila e i 100mila infermieri. Un autentico esercito fantasma che si proietta cupo sul futuro dell’Italia. Il depauperamento delle file della nobile professione pensata da Florence Nightingale è determinato dall’innalzarsi di richieste di pensionamento anticipato e, soprattutto, dalle dimissioni volontarie, che trovano le proprie radici nel mancato adeguamento al rialzo degli emolumenti, ponendo l’Italia tra i fanalini di coda in Europa”.

Continua il segretario di UGL Salute: “A tal proposito l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha dichiarato che gli infermieri ‘sono la colonna portante della sanità pubblica del nostro Paese e ricevono stipendi da fame’. Fattori rilevanti sono poi la quotidiana serie di aggressioni e i casi di burnout per l’esposizione prolungata a condizioni lavorative estenuanti, stressanti ed esaurienti. Così le altre nazioni, offrendo stipendi assolutamente più alti, possibilità di crescita professionale, formazione all’avanguardia, welfare mirato e luoghi di lavoro confortevoli e sicuri, diventano mete privilegiate per i nostri professionisti, pronti ad abbandonare l’Italia per emigrare all’estero”.

Sempre Giuliano: “L’emorragia è costante, come confermato dalla cancellazione dall’albo professionale, negli ultimi quattro anni, di 42.713 infermieri, 10.320 nel solo 2024. Le misure tampone messe in atto fino ad oggi non hanno prodotto risultati confortanti. La professione infermieristica non è più attrattiva per i giovani e il ricambio generazionale per rimpolpare le file è, in questo scenario, impensabile”.

Conclude il segretario di UGL Salute: “La mancata firma del rinnovo del Ccnl non ha fatto che peggiorare ulteriormente la già grave situazione. Per questo rilanciamo con forza la proposta di un patto nazionale, scevro da pregiudizi ideologici, dove tutte le parti coinvolte dovranno contribuire fattivamente per trovare le soluzioni adeguate prima del crollo irreversibile del Ssn”.

Redazione Nurse Times

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