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Tragedia Monaldi, Longobardi (Uil Fpl): “Sconcertanti le dichiarazioni Fnomceo. Infermieri non siano un bersaglio”

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Longobardi (Uil Fpl): "Oltre 135mila lavoratori impiegati in strutture Uneba senza rinnovo contrattuale. Dal Governo neanche una parola"
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“Le dichiarazioni del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, riportate dalla stampa in merito alla morte del piccolo Domenico avvenuta al Monaldi, lasciano francamente sconcertati. Di fronte a un evento grave e doloroso, che merita rispetto e un rigoroso accertamento delle responsabilità, è quantomeno inopportuno insinuare che il problema possa risiedere in un presunto eccesso di competenze attribuite agli infermieri”. Così Rita Longobardi, Segretaria generale UIL FPL.

“Gli infermieri italiani sono professionisti laureati, con responsabilità ben definite, formazione continua e un ruolo riconosciuto a livello europeo. Mettere in discussione la loro professionalità proprio mentre il Servizio sanitario nazionale vive una crisi profonda, segnata da anni di sottofinanziamento, carenze di personale e carichi di lavoro sempre più pesanti, rischia di essere non solo ingiusto, ma anche un modo per distogliere l’attenzione dai veri problemi del sistema” dichiara Longobardi, che prosegue “gli errori in sanità, quando purtroppo avvengono, sono quasi sempre il risultato di criticità organizzative e sistemiche, non della presunta invasione di campo di una professione sull’altra.

Alimentare contrapposizioni tra medici e infermieri non aiuta la sicurezza delle cure e non rafforza la sanità pubblica.

Se davvero si vuole difendere la qualità del nostro sistema sanitario, la strada non è delegittimare il lavoro degli infermieri, ma chiedere con forza più investimenti, più personale e migliori condizioni di lavoro per tutti i professionisti della sanità” ancora Longobardi, che conclude “la sicurezza dei pazienti si costruisce con il lavoro di squadra e con il rispetto tra professioni, non con dichiarazioni che rischiano di colpire una categoria che ogni giorno regge una parte fondamentale del nostro Servizio sanitario nazionale”.

Redazione NurseTimes

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