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Tirana (Albania), imprenditore veneto muore dopo intervento “low cost” di riduzione dello stomaco: due indagati in Italia

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Una gastrectomia eseguita a Tirana, in Albania, è risultata fatale per Massimo Ferro, imprenditore 54enne di Camposampiero (Padova). Il decesso risale al 22 dicembre scorso, ma la notizia si è diffusa solo negli ultimi giorni. 

Stando alle ricostruzioni dei media locali, l’uomo, da tempo alle prese con problemi di obesità e stanco di diete inefficaci, si sarebbe sottoposto all’intervento di riduzione dello stomaco in Albania su consiglio di una clinica privata di Milano, che gli avrebbe proposto di affidarsi a una struttura “gemellata” con sede a Tirana. Una scelta dettata anche dalla differenza di costi: 4.400 euro, contro i circa 15.000 che avrebbe speso in Italia.

Il primo contatto col chirurgo sarebbe avvenuto attraverso uno scambio di indicazioni pratiche e logistiche su WhatsApp. Quindi, dopo una prima visita a Milano, l’intervento è stato programmato per il 18 dicembre a Tirana, dove Ferro è arrivato il giorno prima con la moglie. All’inizio tutto sembrava essere andato per il meglio, ma a partire dal 19 dicembre sono cominciati i problemi: sonnolenza marcata, scarsa reattività e glicemia alta, seguite da febbre alta e difficoltà respiratorie.

La mattina del 21 dicembre il paziente è stato portato al Pronto soccorso dell’ospedale pubblico Madre Teresa di Tirana, dove l’antibiotico sarebbe stato però somministrato solo in serata. Poi il ritorno alla clinica privata, dove il 22 mattina è sopraggiunto un arresto cardiocircolatorio. Rianimato, Feerro sarebbe stato trasferito in Terapia intensiva e, nel pomeriggio, i sanitari avrebbero parlato di “condizioni stabili”.

In serata, tuttavia, la moglie è stata richiamata d’urgenza e, al suo arrivo, l’uomo risultava già deceduto “da ore”. Questo secondo la ricostruzione della famiglia, che ha denunciato lacune informative da parte della clinica e ora vuole “sapere perché Massimo non è tornato a casa”, come riporta il Corriere del Veneto.

C’è il sospetto che nell’organizzare l’intervento non siano state rispettate le procedure previste dalle linee guida italiane e internazionali sulla chirurgia dell’obesità: niente percorso preliminare dietetico-comportamentale, niente valutazione multidisciplinare, niente preparazione specifica. Inoltre gli esami pre-operatori non completati in Italia sarebbero stati rinviati al giorno prima dell’operazione a Tirana.

Sulla vicenda la Procura di Padova ha aperto un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati due professionisti legati al percorso clinico seguito dall’uomo prima della trasferta in Albania.

Redazione Nurse Times

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