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Test di Professioni Sanitarie 2027: gli errori più comuni di chi si prepara e come organizzare lo studio

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Mancano undici mesi alla prova di settembre. In questo articolo analizziamo dove si perdono punti, quanto pesa ogni materia e perché la scelta della sede conta quasi quanto lo studio.

Il 16 settembre 2026 circa 75.500 candidati hanno sostenuto il test di accesso alle lauree triennali delle Professioni Sanitarie, il 17,5% in più rispetto al 2025, secondo le elaborazioni di Angelo Mastrillo per la Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. I posti erano 39.624. La prova del 2027 non ha ancora una data: il decreto con il calendario esce di solito a luglio e dal 2023 il test si è sempre svolto tra il 5 e il 16 settembre, quindi chi frequenta la quinta superiore ha davanti circa undici mesi da dividere con la scuola e con la maturità.

Com’è fatta la prova

La struttura la fissa il decreto ministeriale sulle modalità di accesso, che per il 2026 è il DM 1003 del 6 agosto. Sono 60 domande a risposta multipla con cinque opzioni, da svolgere in 100 minuti: 23 di biologia, 15 di chimica, 13 di fisica e matematica, 5 di ragionamento logico e problemi, 4 di competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi. Ogni risposta esatta vale 1,5 punti, ogni risposta sbagliata ne toglie 0,4 e una risposta non data vale zero. Il massimo è 90.

Le domande cambiano da un ateneo all’altro. Le prepara ciascuna università, da sola o con società esterne come Cineca e Selexi, e anche la graduatoria è locale: con una sola prova si concorre ai corsi di quell’ateneo indicati nelle preferenze.

Gli errori più comuni

Dedicare a ogni materia lo stesso tempo

Biologia e chimica valgono 38 domande su 60, cioè 57 punti su 90. Logica e comprensione del testo, sommate, arrivano a 9 domande e 13,5 punti. I quiz di logica si trovano ovunque e si risolvono in pochi minuti, e proprio per questo rischiano di occupare più ore di quante ne valgano nel punteggio finale. Fisica e matematica sono il caso opposto. Spesso vengono rimandate alla fine, eppure con 13 domande pesano più di logica e lettura messe insieme. Conta anche l’ordine delle materie in caso di parità: prevale il risultato in biologia, poi in chimica, poi in fisica e matematica, e solo dopo vengono logica e lettura.

Rispondere a tutte le domande

Con cinque opzioni e una penalità di 0,4 punti, una risposta data completamente a caso in media fa perdere circa 0,02 punti. Poco, ma è una perdita. Il calcolo cambia quando si riesce a escludere un’opzione con sicurezza: scegliendo a caso tra le quattro rimaste si guadagnano in media 0,075 punti, tra tre se ne guadagnano 0,23. Da qui una regola semplice: si risponde quando si è ristretta la scelta, si lascia in bianco quando non si sa da dove partire. Un limite da ricordare: per entrare in graduatoria serve un punteggio superiore a zero.

Fare le simulazioni solo ad agosto

Cento minuti per 60 domande fanno 1 minuto e 40 secondi a quesito, lettura compresa. Fare una simulazione completa a tempo ogni mese da gennaio, e poi ogni settimana da luglio, mostra quali argomenti fanno perdere più punti quando il tempo stringe. In questo senso il lavoro più utile comincia dopo la simulazione: si rivede ogni errore, si annota a quale argomento appartiene e ci si torna sopra nei giorni successivi.

Studiare su materiale che non segue il programma

Il programma ufficiale è l’Allegato A del decreto, che elenca gli argomenti materia per materia: va letto prima di comprare qualsiasi libro. Manuali ed eserciziari si scelgono confrontandoli con quell’elenco e con la distribuzione delle domande. Le prove ufficiali degli anni passati, pubblicate da diversi atenei, mostrano il livello reale dei quesiti meglio di una raccolta generica.

Scegliere sede e corsi all’ultimo momento

La concorrenza cambia molto da un corso all’altro. Nel 2026 Fisioterapia ha ricevuto 25.146 domande per 4.086 posti, oltre sei candidati per posto; Logopedia ne ha avuti cinque per posto, Ostetricia poco più di tre. Infermieristica, con 20.672 posti e circa 22.000 domande, era vicina a uno. Non esiste un punteggio minimo nazionale. Quello che basta per entrare dipende dall’ateneo, dal corso e dagli scorrimenti, e si ricava dalle graduatorie finali degli anni precedenti. In molte università si possono indicare fino a tre corsi, e l’ordine delle preferenze di solito non si può cambiare dopo la chiusura delle iscrizioni.

Perdere le scadenze del bando

Ogni ateneo pubblica il proprio bando tra luglio e agosto. Le scadenze cadono di solito tra fine agosto e i primi di settembre, con un contributo da versare tra 25 e 100 euro. Chi ha una diagnosi di DSA può chiedere fino al 30% di tempo in più, chi ha una disabilità o un’invalidità fino al 50%: la richiesta si fa al momento dell’iscrizione, con i documenti indicati nel bando, e a volte ha una scadenza anticipata.

Come distribuire lo studio da qui a settembre

Per chi parte adesso, con la scuola ancora in corso, una o due ore al giorno sono un ritmo sostenibile. Una possibile divisione dei mesi:

  • da ottobre a febbraio, biologia e chimica, dove possibile insieme al programma scolastico; da gennaio, una simulazione completa al mese;
  • da marzo a maggio, fisica e matematica, poi logica e comprensione del testo, con esercizi di biologia e chimica per non perdere quanto fatto;
  • a giugno la maturità ha la precedenza e per il test bastano esercizi brevi;
  • da luglio a settembre, una simulazione completa a settimana, il ripasso degli argomenti sbagliati più spesso e la lettura del bando appena esce.

Chi studia da solo trova nel decreto e nelle prove passate tutto il materiale di riferimento. Chi preferisce lezioni e simulazioni organizzate sul calendario della prova può valutare un corso di preparazione al test di Professioni Sanitarie. In tutti e due i casi conviene iniziare a fare la prima simulazione nelle prossime settimane: il punteggio di partenza indica da quale materia cominciare.

Redazione Nurse Times

Fonti: DM n. 1003 del 6 agosto 2026 (modalità e programma) e DM n. 1014 del 7 agosto 2026 (posti), Ministero dell’Università e della Ricerca; domande 2026: elaborazioni di Angelo Mastrillo per la Conferenza nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.


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