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Test Professioni sanitarie 2026: guida completa a prova e posti

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Il 16 settembre la prova per i corsi in italiano: 60 quesiti, 100 minuti e oltre 39.600 posti. Ecco regole, materie e graduatorie

Aggiornamento: 20 agosto 2026

Il test Professioni sanitarie 2026 entra nella fase decisiva. Migliaia di aspiranti infermieri, fisioterapisti, ostetriche, tecnici sanitari, logopedisti e futuri professionisti della riabilitazione si preparano alla prova di ammissione prevista per mercoledì 16 settembre 2026 per i corsi in lingua italiana.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha ormai definito il quadro ufficiale per l’anno accademico 2026/2027: date, struttura della prova, numero dei quesiti, criteri di valutazione e disponibilità dei posti.

I numeri sono rilevanti anche per il futuro della sanità italiana: complessivamente sono stati autorizzati 39.624 posti per i corsi di laurea triennale delle Professioni sanitarie, dei quali 38.184 destinati ai candidati UE e ai cittadini non UE residenti in Italia e 1.440 ai candidati non UE residenti all’estero.

Ma come funzionerà concretamente il test? Quali materie bisogna studiare? Quante risposte corrette servono? Esiste una graduatoria nazionale? E quanto pesa l’ordine delle preferenze?

Ecco la guida completa di NurseTimes al test di ingresso delle Professioni sanitarie 2026/2027.

Quando si svolge il test delle Professioni sanitarie 2026

Il calendario stabilito dal MUR prevede due giornate differenti.

La prova per i corsi di laurea delle Professioni sanitarie in lingua italiana si svolgerà mercoledì 16 settembre 2026, mentre quella relativa ai corsi erogati in lingua inglese è prevista per giovedì 17 settembre 2026.

Per le lauree magistrali delle Professioni sanitarie le date sono invece il 5 ottobre 2026 per i corsi in italiano e il 7 ottobre 2026 per quelli in inglese.

Attenzione, quindi, a non confondere il test per accedere alle lauree triennali – come Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia o Tecniche di radiologia – con la selezione destinata alle lauree magistrali.

Come sarà strutturato il test: 60 domande in 100 minuti

Il riferimento normativo principale è il Decreto ministeriale n. 1003 del 6 agosto 2026, con il quale il MUR ha stabilito modalità e contenuti delle prove di ammissione per l’anno accademico 2026/2027.

La prova comprende 60 quesiti a risposta multipla, ognuno dei quali presenta cinque possibili risposte, di cui una sola corretta.

Il candidato dispone complessivamente di 100 minuti.

La distribuzione delle domande è la seguente:

  • 23 quesiti di Biologia;
  • 15 quesiti di Chimica;
  • 13 quesiti di Fisica e Matematica;
  • 5 quesiti di Ragionamento logico e problemi;
  • 4 quesiti di Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi.

La struttura conferma il peso predominante delle discipline scientifiche: 51 delle 60 domande riguardano Biologia, Chimica, Fisica e Matematica.

Per chi si sta preparando nelle ultime settimane, dunque, Biologia rappresenta la materia numericamente più importante, seguita da Chimica e dal blocco Fisica-Matematica.

Come viene calcolato il punteggio

Il punteggio massimo raggiungibile è di 90 punti.

Il sistema di valutazione previsto dal MUR assegna:

+1,5 punti per ogni risposta esatta;
-0,4 punti per ogni risposta sbagliata;
0 punti per ogni risposta non data.

Il meccanismo rende importante anche la strategia con cui affrontare il questionario. Una risposta errata comporta infatti una penalizzazione, mentre lasciare in bianco una domanda non produce alcuna sottrazione.

Secondo le disposizioni ministeriali sono considerati idonei i candidati che conseguono un punteggio superiore a zero. Chi non risponde ad alcun quesito non viene inserito in graduatoria.

Naturalmente essere “idonei” non significa automaticamente ottenere un posto: l’ammissione dipende dalla posizione raggiunta rispetto ai posti disponibili nel corso e nella sede prescelta.

Il test non è uguale in tutta Italia: un aspetto da conoscere

Questo è uno dei punti che genera maggiore confusione.

La data, la struttura generale, le materie e il sistema di punteggio sono stabiliti a livello nazionale, ma non esiste un unico questionario nazionale identico in tutti gli atenei.

La prova viene predisposta da ciascuna università nel rispetto dello schema indicato dal Ministero.

All’interno dello stesso Ateneo, invece, il test deve essere identico per tutti i corsi delle Professioni sanitarie attivati.

Significa, per esempio, che un candidato che nell’università scelta indica Infermieristica, Fisioterapia e Tecniche di radiologia tra le proprie preferenze non affronta tre test differenti: sostiene un’unica prova e concorre secondo le modalità indicate dal bando dell’Ateneo. L’Università di Cagliari, ad esempio, specifica espressamente che la prova è unica per i diversi corsi sanitari attivati dall’Ateneo. (unica.it)

Non esiste una graduatoria nazionale unica

Anche questo elemento differenzia le Professioni sanitarie da altre procedure universitarie.

La selezione è regolata da norme nazionali, ma la gestione della procedura avviene a livello di singolo Ateneo.

Non bisogna quindi immaginare una sola graduatoria nazionale nella quale vengono inseriti tutti i candidati italiani.

Ogni università pubblica il proprio bando di ammissione, indicando scadenze, contributo di partecipazione, modalità di scelta dei corsi e delle sedi, ordine delle preferenze, procedure di immatricolazione e successivi scorrimenti.

Proprio per questo l’ordine con cui vengono indicate le preferenze deve essere valutato con grande attenzione. Le regole possono differire tra le università: per esempio, l’Università di Messina per il 2026/2027 consente di indicare fino a cinque opzioni e avverte che l’ordine scelto è irrevocabile. (Università di Messina)

Il consiglio è semplice: prima di inviare la domanda, leggere integralmente il bando dell’università scelta.

Iscrizioni: non esiste una scadenza uguale per tutti gli atenei

La data nazionale della prova è il 16 settembre, ma il termine per iscriversi al concorso non è unico.

Sono le singole università a stabilire le rispettive scadenze.

Alla data del 20 agosto 2026, per esempio, l’Università di Verona prevede la presentazione delle domande entro le ore 12 del 24 agosto 2026, Messina entro le ore 12 del 25 agosto, mentre l’Università di Siena indica come termine le ore 12 del 1° settembre 2026. Anche i contributi di partecipazione possono variare da un Ateneo all’altro. (Università di Verona)

Chi intende partecipare dovrebbe quindi verificare immediatamente il sito ufficiale dell’università prescelta, perché alcune scadenze sono ormai imminenti.

Quanti posti ci sono nel 2026/2027

Il Decreto ministeriale n. 1014 del 7 agosto 2026 ha definito i posti disponibili per le lauree triennali delle Professioni sanitarie.

Per candidati UE e non UE residenti in Italia sono disponibili complessivamente 38.184 posti, ai quali si aggiungono quelli riservati ai candidati non UE residenti all’estero, portando il totale nazionale a 39.624 posti.

Ecco la distribuzione nazionale dei posti destinati ai candidati UE e non UE residenti in Italia:

Corso di laureaPosti 2026/2027
Infermieristica20.672
Fisioterapia4.086
Tecniche di radiologia medica1.949
Tecniche di laboratorio biomedico1.652
Ostetricia1.350
Logopedia1.150
Igiene dentale1.070
Tecniche della prevenzione negli ambienti e luoghi di lavoro901
Educazione professionale834
Dietistica618
Tecnica della riabilitazione psichiatrica564
Assistenza sanitaria502
Osteopatia490
Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva460
Ortottica e assistenza oftalmologica362
Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare329
Tecniche audioprotesiche284
Terapia occupazionale258
Tecniche di neurofisiopatologia214
Tecniche ortopediche213
Podologia123
Tecniche audiometriche103

La fotografia del MUR evidenzia immediatamente il peso di Infermieristica, che da sola dispone di 20.672 posti destinati a candidati UE e non UE residenti in Italia, più della metà dell’intera disponibilità nazionale considerata per questo contingente.

Cosa studiare per il test delle Professioni sanitarie

Il programma ufficiale è contenuto nell’Allegato A al DM 1003/2026.

Per Biologia è fondamentale padroneggiare i principali argomenti affrontati durante il percorso scolastico: organizzazione cellulare, genetica, metabolismo, riproduzione, anatomia e fisiologia, evoluzione e principali meccanismi biologici.

Per Chimica occorre concentrarsi su struttura della materia, tavola periodica, legami, reazioni, stechiometria, soluzioni, equilibrio, acidi e basi e principali elementi di chimica organica.

Fisica e Matematica richiedono invece padronanza dei concetti fondamentali, delle formule e soprattutto capacità di applicazione: algebra, equazioni, proporzioni, geometria, funzioni, probabilità e statistica di base, insieme a grandezze fisiche, meccanica, fluidi, termodinamica, elettricità e fenomeni fondamentali.

A questi blocchi si aggiungono comprensione del testo, capacità di utilizzare correttamente le informazioni contenute in un brano e quesiti di ragionamento logico e problem solving.

La preparazione, quindi, non dovrebbe limitarsi alla memorizzazione. La velocità con cui bisogna leggere, ragionare e scegliere la risposta corretta è determinante: 100 minuti per 60 quesiti equivalgono a una media di circa un minuto e 40 secondi per domanda.

Come prepararsi nelle ultime settimane

A meno di un mese dalla prova, può essere poco produttivo tentare di ricominciare l’intero programma da zero.

La fase finale dovrebbe concentrarsi soprattutto su tre aspetti: consolidare gli argomenti scientifici maggiormente presenti nel test, esercitarsi con quiz a tempo e analizzare sistematicamente gli errori.

Particolarmente utili sono le prove degli anni precedenti pubblicate dagli stessi Atenei. L’Università di Bologna, per esempio, rende disponibili anche test degli anni passati con le relative risposte, uno strumento prezioso per comprendere il livello e la tipologia dei quesiti. (Corsi di Laurea Università di Bologna)

Simulare la prova in condizioni realistiche – 60 domande, 100 minuti e nessuna consultazione di materiale – consente inoltre di sviluppare la gestione del tempo, spesso decisiva quanto la preparazione teorica.

Candidati con disabilità o DSA: previste misure specifiche

I candidati con disabilità, invalidità o disturbi specifici dell’apprendimento possono richiedere gli ausili e le misure previste dalla normativa.

Le modalità operative, la documentazione da presentare e le relative scadenze sono definite nel bando dell’Ateneo.

È fondamentale presentare la richiesta nei termini previsti: non è consigliabile attendere i giorni immediatamente precedenti alla prova. Le università pubblicano generalmente sezioni specifiche dedicate alle esigenze dei candidati con disabilità e DSA.

Cosa succede dopo il test

Conclusa la prova, ogni università procede alla correzione e successivamente alla pubblicazione delle graduatorie secondo le modalità stabilite nel proprio bando.

Chi risulta vincitore deve rispettare rigorosamente il termine previsto per l’immatricolazione. Non completare la procedura nei tempi indicati può comportare la perdita del posto e il successivo scorrimento della graduatoria.

Gli studenti inizialmente esclusi non dovrebbero quindi considerare necessariamente chiusa la partita: rinunce e mancata immatricolazione degli aventi diritto possono liberare ulteriori posti.

Bisogna però controllare con frequenza il portale dell’università. Tempi e procedure di scorrimento, ripescaggio o manifestazione di interesse sono stabiliti dai singoli bandi.

Professioni sanitarie e semestre aperto di Medicina: la novità da seguire

Il quadro 2026/2027 presenta inoltre un collegamento con il nuovo sistema di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

La normativa sul semestre aperto individua infatti anche alcuni corsi affini, tra i quali possono rientrare corsi appartenenti alle Professioni sanitarie, secondo le disposizioni ministeriali annuali. (Ministero Università e Ricerca)

La materia è più articolata del normale test delle Professioni sanitarie e riguarda in particolare la gestione di eventuali posti e le procedure previste per gli studenti provenienti dal semestre aperto. È quindi opportuno distinguere le due modalità di accesso e verificare sempre il percorso specifico previsto dal MUR e dall’Ateneo interessato.

Test Professioni sanitarie 2026: le cose da ricordare

La data chiave è 16 settembre 2026 per i corsi in lingua italiana.

La prova prevede 60 domande in 100 minuti, con 23 quesiti di Biologia, 15 di Chimica, 13 di Fisica e Matematica, 5 di logica e 4 di comprensione e conoscenze acquisite.

Il massimo è 90 punti: ogni risposta corretta vale 1,5 punti, una risposta sbagliata comporta una penalizzazione di 0,4 punti, mentre la risposta omessa vale zero.

I posti complessivamente disponibili sono 39.624 e Infermieristica rappresenta di gran lunga il corso con la maggiore capacità formativa.

Il punto forse più importante, però, riguarda l’organizzazione della selezione: non esiste una graduatoria nazionale unica delle Professioni sanitarie e il questionario non è identico in tutti gli Atenei. Ogni candidato deve quindi conoscere perfettamente il bando della propria università, soprattutto per scadenze, preferenze, graduatorie e procedure di immatricolazione.

Per migliaia di giovani il 16 settembre sarà il primo passo verso una professione sanitaria. In un Servizio sanitario alle prese con fabbisogni crescenti di professionisti, il tema dell’accesso universitario non riguarda soltanto gli studenti, ma anche la futura capacità del sistema di garantire assistenza, prevenzione, riabilitazione e tutela della salute dei cittadini.

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali

  • Ministero dell’Università e della Ricerca – DM n. 1003 del 6 agosto 2026, modalità e contenuti della prova. Consulta il decreto MUR
  • Ministero dell’Università e della Ricerca – DM n. 1014 del 7 agosto 2026, posti disponibili per le lauree delle Professioni sanitarie. Consulta il decreto sui posti disponibili
  • Ministero dell’Università e della Ricerca – comunicazione ufficiale sui 39.624 posti e sulla prova del 16 settembre. (Ministero Università e Ricerca)

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