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Sicilia, 2.917 assunzioni per case e ospedali di comunità: oltre metà sono infermieri. Ora servono i concorsi

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Case della comunità, pubblicate le Linee di indirizzo Agenas
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Firmato dall’assessore alla Salute, Marcello Caruso, il provvedimento che sblocca 160 milioni per il personale della sanità territoriale: 1.571 i posti da infermiere. Il giorno dopo lo stop alle assunzioni in Toscana, la Sicilia va nella direzione opposta. Ma tra fabbisogni da aggiornare, bandi da scrivere e un disavanzo da 400 milioni, la strada è ancora lunga.

La Regione Siciliana ha autorizzato 2.917 assunzioni a tempo indeterminato per far funzionare case e ospedali di comunità. Il provvedimento porta la firma dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e dà seguito all’annuncio fatto a luglio in Assemblea regionale dal presidente Renato Schifani.

La quota più consistente riguarda gli infermieri: 1.571 posti, più della metà del totale. Seguono 780 unità tra tecnici, amministrativi e sociosanitari, 205 medici, 172 operatori sociosanitari, 146 assistenti sociali e 43 altri professionisti sanitari.

Le risorse indicate sono 160 milioni di euro, descritti dalle cronache regionali come fondi legati al Pnrr. A questi si aggiungono 20 milioni per gli accordi integrativi regionali di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali interni.

Come si dividono i fondi

La ripartizione tra le Aziende sanitarie provinciali segue l’ampiezza del territorio e il numero di strutture territoriali attive. A Palermo vanno circa 60 milioni, a Catania 31,5, a Messina 22. Poi Agrigento con 16,5, Siracusa con 13, Trapani con 12,8, Ragusa con 10,4, Caltanissetta con 9,6 ed Enna con poco più di 5 milioni.

I tempi sono fissati sulla carta. Le Asp hanno 15 giorni per aggiornare il proprio fabbisogno di personale e comunicarlo alla Regione. Dopo, secondo quanto riferito, altre due settimane per bandire i concorsi. Bandire, però, non vuol dire assumere. Tra pubblicazione, prove, graduatorie e prese di servizio, chi conosce i concorsi della sanità sa che i mesi si allungano facilmente.

Quanti infermieri servono davvero

Il numero di 1.571 infermieri non arriva dal nulla. Secondo un’analisi della Banca d’Italia ripresa a settembre dalla stampa di settore, per far funzionare la rete territoriale prevista in Sicilia servirebbero almeno 1.500 infermieri. Sulla carta, quindi, il piano copre il fabbisogno minimo stimato per le nuove strutture.

Il punto è da dove arriveranno. Già a settembre la Cisl Fp Sicilia aveva chiesto che case e ospedali di comunità fossero alimentati da personale aggiuntivo, e non spostando professionisti da reparti, pronto soccorso ed emergenza territoriale già in sofferenza.

È il rischio che ogni coordinatore conosce. Una struttura nuova si apre in fretta con un ordine di servizio. Il vuoto che lascia nel reparto di provenienza si chiude molto più lentamente.

C’è poi la questione dei candidati. Le graduatorie di molte aziende del Mezzogiorno si sono assottigliate negli ultimi anni, fra trasferimenti al Nord, mobilità e uscite verso il privato. Più aziende che bandiscono nello stesso periodo rischiano di contendersi gli stessi professionisti.

Un quadro nazionale a due velocità

La notizia arriva mentre altre Regioni frenano. In Toscana la Giunta ha deciso lo stop alle assunzioni in sanità per riportare sotto controllo i conti delle aziende, come raccontato da Nurse Times. Nelle Marche, invece, la consigliera regionale del Pd, Micaela Vitri, ha denunciato il caso di 11 infermieri che dovevano prendere servizio il 1° novembre negli ospedali dell’Ast di Pesaro e Urbino: la presa di servizio è stata rinviata, secondo la consigliera, per la mancanza di una firma, e alcune delle colleghe avevano già lasciato il lavoro nel privato.

Tre Regioni, tre esiti diversi nella stessa settimana. Per un infermiere che cerca un posto stabile, la geografia conta quanto il curriculum.

Le posizioni in campo

Per il presidente Schifani l’obiettivo è rendere operative case e ospedali di comunità e avvicinare le cure ai cittadini. L’assessore Caruso lega le assunzioni alla riduzione delle liste d’attesa e all’alleggerimento dei pronto soccorso. Dall’opposizione, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, ha definito il provvedimento una “boutade pre-elettorale”, criticando i ritardi della Regione.

Sullo sfondo restano i conti. Secondo quanto riportato, il disavanzo sanitario 2026 è stimato in 400 milioni, dopo una prima stima di 650 basata sui bilanci delle Asp al 30 giugno. La Regione ha accantonato 300 milioni nel rendiconto 2025 e 104 milioni l’anno per il triennio 2027-2029. Una nuova verifica è attesa dopo il 15 novembre, con i dati del terzo trimestre.

La domanda che resta

Un contratto a tempo indeterminato è una spesa che dura trent’anni. Le fonti regionali parlano di risorse legate al Pnrr, mentre a settembre lo stesso piano era stato presentato come finanziato da risorse strutturali. Chiarire quale copertura sosterrà gli stipendi negli anni successivi non è un dettaglio contabile: è la condizione perché quei posti restino posti.

Per gli infermieri siciliani il provvedimento apre un’opportunità concreta, soprattutto per chi lavora con contratti precari o fuori regione. Per le direzioni infermieristiche apre un lavoro altrettanto concreto: definire modelli organizzativi, competenze e rapporti numerici per strutture che in molti casi esistono più nei cronoprogrammi che nei turni. Le case di comunità non si inaugurano con il taglio del nastro. Si aprono quando c’è un infermiere in turno.

Antonio Leuci

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