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Sanità Sicilia, via libera a quasi 3mila assunzioni per case e ospedali di comunità: oltre 1.500 gli infermieri

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Per effetto del decreto dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, sostenuto da 160 milioni di euro del Pnrr, la sanità siciliana si appresta ad assumere 2.917 i professionisti a tempo indeterminato per dare corpo alla medicina di prossimità. Si tratta di medici, infermieri, oss, tecnici e amministrativi destinati a case e ospedali di comunità.

I relativi fondi saranno suddivisi tra tutte le Asp in base all’ampiezza del territorio e al numero di strutture attive. Le Aziende sanitarie provinciali avranno 15 giorni per aggiornare e definire nel dettaglio il proprio fabbisogno di risorse umane e comunicarlo alla Regione. Scaduto tale termine, scatteranno altre due settimane per bandire i concorsi, secondo le modalità fissate dall’assessorato, con l’obiettivo di vedere i nuovi assunti all’opera in tempi relativamente brevi.

La fetta più consistente spetta agli infermieri, che saranno 1.571. Seguono 780 tra tecnici, amministrativi e sociosanitari, poi 205 medici, 172 oss, 146 assistenti sociali e altri 43 professionisti sanitari. La ripartizione delle somme premia le tre città metropolitane: circa 60 milioni a Palermo, 31,5 a Catania e 22 a Messina. Staccate le altre province: 16,5 milioni ad Agrigento; 13 a Siracusa; 12,8 a Trapani; 10,4 a Ragusa; 9,6 a Caltanissetta; poco più di 5 a Enna.

Il quadro economico si completa con ulteriori 20 milioni destinati agli accordi integrativi regionali per medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali interni, professionisti che già operano nelle case e negli ospedali di comunità. Sommando le due voci, la cifra complessiva sfiora i 180 milioni.

“Con l’assunzione di 2.900 operatori sanitari e parasanitari – ha commentato il governatore Renato Schifani – vogliamo rendere pienamente operative le case e gli ospedali di comunità, a partire dalle strutture già completate sul territorio. Ai nuovi edifici devono corrispondere servizi e cure effettivamente disponibili. Il nostro obiettivo è portare l’assistenza più vicino ai cittadini, soprattutto agli anziani e alle persone più fragili, riducendo la pressione sugli ospedali. È su questo impegno concreto che si misura il rafforzamento della sanità territoriale”.

Parole condivise dall’assessore Caruso: “Si tratta di un’opportunità fondamentale per ridurre la distanza tra l’offerta di salute e le necessità degli utenti, abbattere le liste d’attesa e arginare la saturazione dei pronto soccorso e degli altri reparti dei nosocomi. Va infatti ricordato che gli ospedali di comunità sono pensati anche per accelerare le dimissioni ospedaliere o per evitarle, prendendo in carico i pazienti che hanno bisogno di cure a bassa intensità, a cominciare dai malati cronici”.

Sempre sul fronte sanitario, tra le misure inserite dal governo Schifani nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza compare l’Azienda Zero: un sistema pensato per centralizzare gli acquisti, abbattere i costi e rendere più efficiente la macchina della sanità, tenendo conto di un disavanzo regionale che nel 2026 potrebbe toccare quota 400 milioni.

In realtà le prime stime, calcolate sui conti delle Asp al 30 giugno, parlavano di un buco di circa 650 milioni. Il contenimento della spesa messo in campo dalla Regione dovrebbe però ridurlo a 400, rientrando così nella soglia del 5% fissata dalla normativa nazionale. Una nuova verifica è attesa dopo il 15 novembre, quando saranno disponibili i dati del terzo trimestre.

Per tamponare lo squilibrio la Regione ha già accantonato 300 milioni nel rendiconto 2025, a cui si aggiunge uno stanziamento di 104 milioni l’anno per il triennio 2027-2029. L’Azienda Zero – formula già adottata in Veneto, Piemonte e Calabria – diventerà la centrale unica di committenza della sanità siciliana, con l’obiettivo di eliminare le duplicazioni amministrative e liberare risorse da destinare all’assistenza.

Perplessità sono state espresse dall’opposizione. Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S, ha parlato di “boutade pre-elettorale, considerando che se ne sono accorti dopo quattro anni di legislatura: quella di Schifani rimarrà l’ennesima lettera morta”.

Redazione Nurse Times

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