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Ccnl Sanità 2025-2027, Nursing Up: “La trattativa rischia di imboccare un pericoloso vicolo cieco. Serve una svolta, prima che sia troppo tardi”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up.

Il sindacato Nursing Up esprime forte preoccupazione per l’evoluzione della trattativa sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro della Sanità 2025-2027. Alla luce delle ultime bozze in discussione, il sindacato ritiene che il confronto rischi di imboccare un pericoloso vicolo cieco, allontanandosi dall’obiettivo che dovrebbe guidare ogni rinnovo contrattuale: valorizzare realmente gli infermieri e tutti i professionisti sanitari che ogni giorno garantiscono il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.

Tra i punti che destano maggiore preoccupazione vi è la prevista collocazione degli autisti soccorritori nell’Area degli Assistenti.

Una scelta che comporta inevitabilmente un impatto economico, e sulla quale Nursing Up pone una domanda precisa: dove sono le risorse necessarie per sostenerla? Il timore è che, ancora una volta, possano essere utilizzati fondi che avrebbero dovuto essere destinati alla valorizzazione economica degli infermieri e delle professioni sanitarie.

A rendere ancora più difficile comprendere la direzione della trattativa è l’entità dell’incremento economico previsto per gli infermieri.

Un aumento medio di circa 130 euro appare oggi assolutamente insufficiente, incapace di recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni e addirittura meno incisivo rispetto al precedente rinnovo contrattuale. Una risposta che il sindacato giudica lontana dalle responsabilità, dalle competenze e dal livello di sacrificio richiesti quotidianamente al personale sanitario.

Nursing Up esprime inoltre forti perplessità rispetto alla previsione di nuove indennità destinate al personale amministrativo. Anche in questo caso il quesito è inevitabile: con quali risorse saranno finanziate? Se tali somme dovessero essere reperite utilizzando fondi che avrebbero dovuto rafforzare il trattamento economico degli infermieri e degli altri professionisti sanitari, ci si troverebbe di fronte a una scelta che il sindacato ritiene profondamente sbagliata.

Il sindacato richiama poi l’attenzione sull’Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Esiste una normativa nazionale che individua un fabbisogno superiore a 20 mila professionisti, ma continua a mancare una chiara collocazione contrattuale di questa figura strategica. Il rischio è quello di proseguire con un sistema fondato esclusivamente su indennità o incarichi anche per figure strategiche, senza costruire un vero percorso professionale, con la conseguenza di impoverire ulteriormente gli organici ospedalieri e di ricondurre l’Infermiere di Famiglia a un ruolo indistinto di infermiere generalista.

Nursing Up considera inoltre estremamente grave l’ipotesi di relegare i professionisti in possesso della laurea magistrale nell’Area dell’Elevata Qualificazione del comparto, anziché riconoscere loro un percorso coerente verso l’area della dirigenza.

Una prospettiva che, secondo il sindacato, mortifica il valore della formazione avanzata e solleva una domanda inevitabile: quale futuro intendono costruire le Regioni per le eccellenze delle professioni sanitarie?

Alla luce di questi elementi, Nursing Up si chiede quante e quali organizzazioni sindacali ritengano possibile condividere  presupposti di questo tipo e invita tutte le parti a una profonda riflessione sulle conseguenze che tali scelte produrranno sul futuro del Servizio sanitario nazionale.

Il sindacato rivolge infine un appello alle Regioni e al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché la trattativa venga ricondotta al suo obiettivo naturale: investire sulle professioni sanitarie, riconoscendone finalmente il valore economico, professionale e sociale. Senza una decisa inversione di rotta, il rinnovo del CCNL 2025-2027 rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata per chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini.

Redazione Nurse Times

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1 Commento

  • Buongiorno sono un RLS Aziendale dipendente dal 1989, e rimango molto amareggiato nel leggere questo articolo Sindacale che lotta per una parte di dipendenti a scapito di altri. A mio avviso non è questo il metodo di fare SINDACATO, io penso solo a proteggere e lotto per avere la SICUREZZA per tutti i ruoli che fanno funzionare l’Ospedale e siamo 3800 dipendenti! Non penso Solo a una categoria!

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