Trattativa comparto sanità 2025-2027, Nursing Up: “Aumenti del 7,76%. Ma sempre di media del pollo si parla!” De Palma: “Distribuire le risorse contrattuali a disposizione, in coerenza con i distinti ruoli e responsabilità che le varie figure dell’SSN esprimono quotidianamente”.
ROMA 5 MAG 2026 – Seconda giornata di trattative per il rinnovo del contratto del comparto sanità 2025-2027. Il confronto si è aperto con il quadro tecnico delle risorse e discussione generale su scelte di distribuzione. Nursing Up preme per un punto sempre più centrale: utilizzare le risorse al meglio, anche per rispondere alla carenza di infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie.
A delineare la cornice finanziaria è stato il dott. Pierluigi Mastrogiuseppe, dirigente dell’ARAN, che ha illustrato un impianto basato su risorse certe e già programmate: 512 milioni nel 2025, 1.024 nel 2026 e oltre 1,5 miliardi dal 2027, con incrementi medi pari a 48 euro mensili nel primo anno, 97 nel secondo e fino a 149 euro a regime.
Considerando anche le risorse aggiuntive previste da norme di legge, l’aumento medio complessivo, a regime, arriverebbe, salvo doverosi approfondimenti che non mancheremo di condurre, anche fino a circa 209 euro mese, pari a una crescita stimata intorno al 17,7% nel triennio.
Ma per il Nursing Up, tuttavia, la partita non si gioca solo sulle medie matematiche, che considera come un utile ‘esercizio didattico’, e che non devono trarre in inganno. Per il sindacato, quello che vale è la reale distribuzione dei fondi.
Nursing Up, riprendendo alcuni interventi fatti da altre organizzazioni sindacali, ha infatti ribadito la necessità di non confondere in alcun modo le risorse già stanziate per legge con quelle specificamente contrattuali, sottolineando come nessuno possa pensare di poter utilizzare queste ultime come risorse disponibili per “compensare ” altre categorie, quelle che, secondo taluni, sarebbero state poco considerate con il precedente contratto.
Su questo, in trattativa, è intervenuto con chiarezza il presidente nazionale del sindacato, Antonio De Palma: “Sia chiaro per tutti, la crisi riguarda gli infermieri, le ostetriche e le altre professioni sanitarie: sono loro che mancano all’appello, e sono loro che aspettano da anni una reale valorizzazione”.
“Nursing Up non è certo contrario a una distribuzione delle risorse tra tutte le categorie, ci mancherebbe, ma chiede che ciò non avvenga in modo indistinto.
Una posizione che sposta il baricentro del confronto: per il leader del Nursing Up ogni categoria ha diritto di avere aumenti dignitosi ed idonei, ma non si pensi che questo possa corrispondere ad una distribuzione indistinta delle risorse, piuttosto che, come è giusto ed opportuno, ad un sistema che finalmente riconosca la responsabilità dei professionisti sanitari e il suo peso, che certamente non può essere sminuita, qualificandola come analoga a quella di qualunque altro operatore.
E per dirla tutta, ha ribadito Nursing Up al tavolo negoziale, la proposta di cui parla la piattaforma trasmessa dal sindacato all’ARAN, punta ad una riforma che, anche nelle trattative di secondo livello vada in questo senso: legare il sistema premiale alle performance dei professionisti sanitari, quindi non a budget amministrativi, ma ad obiettivi prettamente assistenziali e sanitari, per dare finalmente valore alle specifiche competenze e responsabilità .
Con le citate premesse, il Nursing Up ha ribadito al tavolo negoziale la propria disponibilità a rivedere il sistema delle indennità, come chiesto anche da altri sindacati, seppur con un criterio preciso: allineare le indennità alle responsabilità reali delle professioni. “Non possiamo affrontare questa fase come se tutte le posizioni fossero equivalenti”, sottolinea De Palma.
Da qui la linea che il sindacato ritiene ovvia: in primis distinguere tra risorse di legge e risorse contrattuali, evitando che queste ultime vengano utilizzate per diluire gli interventi contrattuali, e quindi proseguire con la distribuzione delle risorse contrattuali, tenendo in opportuna considerazione le differenti responsabilità di chi partecipa al lavoro in sanità.
“Se allarghiamo demagogicamente lo sguardo, ha detto De Palma, senza tener conto delle responsabilità e delle criticità reali, che invece attengono solo ad alcune categorie di dipendenti e non ad altre, rischiamo di non risolvere il problema principale”.
Insomma, per Nursing Up il tema contrattuale non è solo l’aumento medio previsto dal rinnovo, ma la capacità dell’accordo di incidere positivamente su una criticità che è ormai strutturale. “Senza infermieri, ostetriche e professioni sanitarie il sistema non regge: la loro valorizzazione non è una scelta, ma una condizione per garantire i servizi ai cittadini”, conclude.
Il confronto prosegue, ma una linea è ormai evidente: il rinnovo contrattuale sarà anche un passaggio decisivo per capire se le risorse verranno utilizzate per affrontare la carenza di infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie, o distribuite senza una reale coerenza con il ruolo e le responsabilità che le varie figure dell’SSN esprimono quotidianamente.
Redazione NurseTimes
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