“Non sono contro l’attività privata dei medici che lavorano nel pubblico, ma è tutto basato sulla buona fede, perché altrimenti il sistema è fatto per aumentare le liste d’attesa”. Intervenendo alla Festa Pd di Martina Franca (Taranto), il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro (in foto accanto al governatore campano Roberto Fico), è tornato sul tema delle liste d’attesa in sanità e stavolta ha messo nel mirino i medici a suo dire avrebbero un interesse economico a non vedere ridotti i tempi nel pubblico.
“Ho trovato un medico che fattura 800.000 euro – ha aggiunto Decaro, citando un esempio che ha acceso il dibattito -. Se eliminiamo le liste d’attesa, come potrà guadagnare così tanto? Le attività extra sono legittime, ma organizziamoci. I direttori generali devono fare i sindacati dei pazienti”.
Secondo il governatore della Puglia, alcune decisioni nazionali scaricherebbero costi crescenti sui bilanci regionali. Emblematico, in tal senso, sarebbe l’autorizzazione per i medici di base a prescrivere farmaci che prima potevano essere prescritti solo dagli specialisti. Ciò potrebbe ridurre la capacità delle Regioni di acquistare grandi quantitativi di farmaci a prezzi più vantaggiosi.
“Le scelte le fa il Governo, ma poi paga la Regione”, chiosa Decaro, ricordando che dall’inizio dell’anno la Regione Puglia avrebbe speso circa 80 milioni di euro per farmaci che da sperimentali, e quindi a carico dello Stato, sarebbero passati a carico della Regione.
Redazione Nurse Times
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