Sotto esame assunzioni, consulenze, progressioni e contratti: i nuovi dg potranno sospendere, annullare o revocare gli atti critici
Sanità Puglia, stretta sulle assunzioni: cosa sta succedendo nelle Asl
Nuova stretta sulle assunzioni nelle Asl della Puglia. La Presidenza della Regione guidata da Antonio Decaro ha chiesto ai nuovi direttori generali delle aziende sanitarie di effettuare una ricognizione degli atti adottati dai commissari straordinari negli ultimi 60 giorni della precedente gestione, con particolare attenzione ad assunzioni, consulenze, progressioni di carriera, organizzazione aziendale e contratti con effetti economici pluriennali.
La notizia, riportata il 24 luglio 2026 da la Repubblica in un articolo di Lucia Portolano e confermata da Rai TGR Puglia, riguarda direttamente anche il personale sanitario. Secondo la ricostruzione giornalistica, tra Asl BAT e Asl Lecce sarebbero interessati circa una settantina di contratti, comprendenti medici, infermieri e biologi, anche vincitori di procedure concorsuali.
È però necessario chiarire un punto: non si tratta automaticamente dell’annullamento di tutte le assunzioni. Ai nuovi direttori generali viene chiesto di verificare gli atti e, qualora emergano i presupposti previsti dalla normativa, valutare gli strumenti di autotutela amministrativa.
La direttiva della Regione Puglia e gli atti degli ultimi 60 giorni
La nuova indicazione arriva dalla Presidenza della Regione attraverso una nota firmata dal capo di Gabinetto Davide Pellegrino e indirizzata al Dipartimento Salute e ai vertici delle aziende interessate.
Rai TGR Puglia riferisce che la richiesta riguarda i direttori generali di Asl Foggia, Lecce, Taranto e Barletta-Andria-Trani, oltre agli Irccs di Castellana Grotte e Bari e al Policlinico di Foggia.
Il mandato è quello di passare al setaccio i provvedimenti assunti dai precedenti commissari negli ultimi due mesi della loro gestione.
L’attenzione si concentra in particolare su:
- assunzioni e reclutamento di personale;
- consulenze e incarichi;
- progressioni di carriera;
- provvedimenti organizzativi;
- contratti che comportano impegni finanziari pluriennali.
I direttori dovranno innanzitutto stabilire quali atti siano già diventati pienamente efficaci e quali, invece, siano ancora in una fase nella quale può essere valutato un intervento amministrativo.
Sospensione, annullamento e revoca: non sono la stessa cosa
La distinzione è fondamentale soprattutto per i professionisti sanitari coinvolti.
La sospensione può essere utilizzata in presenza dei relativi presupposti per interrompere temporaneamente l’efficacia o l’esecuzione del provvedimento e consentire ulteriori approfondimenti.
Diverso è l’annullamento d’ufficio, che presuppone l’illegittimità dell’atto e le ulteriori condizioni previste dall’articolo 21-nonies della legge 241/1990.
La disciplina dell’autotutela è stata inoltre modificata dalla legge 2 dicembre 2025, n. 182, entrata in vigore il 18 dicembre 2025, che ha ridotto da dodici a sei mesi il termine massimo previsto dall’articolo 21-nonies per le categorie di provvedimenti cui quel limite temporale si applica.
Ancora differente è la revoca, disciplinata dall’articolo 21-quinquies della legge 241/1990, che può intervenire nei casi previsti dalla legge anche su un provvedimento legittimo per ragioni legate all’interesse pubblico, al mutamento della situazione di fatto o, nei limiti stabiliti dalla norma, a una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario.
Non è dunque corretto equiparare automaticamente la ricognizione regionale alla cancellazione delle procedure di reclutamento.
Il nodo dei vincitori di concorso e del legittimo affidamento
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio i professionisti coinvolti nelle procedure già concluse o in fase avanzata.
Secondo la ricostruzione pubblicata da la Repubblica, la direttiva regionale considera anche la necessità di evitare che gli interventi in autotutela provochino un pregiudizio concreto nei confronti di terzi che abbiano maturato un legittimo affidamento in buona fede, nonché di valutare il rischio di contenziosi e conseguenti costi per le aziende sanitarie.
Questo elemento assume particolare importanza nel caso di medici, infermieri, biologi e altri professionisti risultati vincitori di concorso o destinatari di atti già perfezionati.
Ogni situazione dovrà pertanto essere esaminata singolarmente: la presenza di un provvedimento negli ultimi 60 giorni non determina, da sola, la sua illegittimità né la sua automatica revoca.
Cosa cambia per infermieri e professionisti sanitari
Per gli infermieri e gli altri professionisti sanitari interessati, la fase che si apre è soprattutto amministrativa.
Le procedure ricomprese nella ricognizione potrebbero subire rallentamenti qualora i nuovi vertici aziendali ritengano necessario approfondirne legittimità, sostenibilità finanziaria e coerenza con la programmazione della nuova governance.
La questione è particolarmente sensibile perché il contenimento della spesa deve confrontarsi con un altro problema strutturale del Servizio sanitario: la necessità di garantire organici sufficienti per ospedali, territorio e servizi di emergenza.
Per questo sarà decisivo comprendere quali provvedimenti saranno effettivamente contestati e quali, invece, supereranno la verifica.
Il precedente stop di giugno
La nuova ricognizione non arriva improvvisamente.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, già all’inizio di giugno 2026 la Regione aveva chiesto ai commissari straordinari uscenti di congelare le procedure amministrative non urgenti o indifferibili, limitando sostanzialmente l’attività alla gestione ordinaria nella fase di passaggio ai nuovi direttori generali.
Questi ultimi erano stati nominati da Decaro il 22 maggio 2026.
Per l’Asl BAT è stato scelto Alessandro Di Bello, mentre per l’Asl Lecce Gianluca Capochiani. Le altre nomine hanno riguardato Tiziana Di Matteo per Foggia, Vito Bavaro per Taranto, Tommaso Stallone per l’Oncologico di Bari, Janko Tedeschi per il Policlinico di Foggia e Michelangelo Armenise per l’Irccs di Castellana Grotte.
La verifica sugli ultimi 60 giorni appare quindi come un secondo passaggio della strategia regionale: prima il contenimento degli atti nella fase di transizione, ora la verifica di quanto deliberato nella parte conclusiva delle gestioni commissariali.
Sullo sfondo il deficit della sanità pugliese da 369 milioni
La stretta va letta anche nel quadro finanziario della sanità pugliese.
Il 10 marzo 2026 la stessa Regione Puglia aveva comunicato che il disavanzo sanitario relativo al 2025 ammontava a 369 milioni di euro, dato emerso durante l’incontro tecnico a Roma tra il Dipartimento Salute regionale e i Ministeri dell’Economia e della Salute.
Secondo la Regione, sull’aumento della spesa avevano inciso prevalentemente mobilità sanitaria passiva, farmaceutica, costo del personale legato ai rinnovi contrattuali e assunzioni.
Gli uffici regionali avevano inoltre evidenziato una crescita generale dei costi sanitari non completamente compensata dall’incremento delle risorse statali.
Il dato dei 369 milioni ha alimentato nei mesi successivi un forte scontro politico. Fratelli d’Italia ha più volte attaccato la gestione sanitaria regionale, mentre Decaro ha collegato una parte delle difficoltà finanziarie alla crescita nazionale dei costi del Servizio sanitario e all’andamento del finanziamento statale.
Si tratta quindi di un contesto nel quale ogni nuovo impegno finanziario delle aziende sanitarie è destinato a essere sottoposto a particolare attenzione.
Un report alla Presidenza entro 40 giorni
La ricognizione non dovrebbe rimanere confinata alle singole aziende.
Secondo quanto riportato dalla fonte originaria, il Dipartimento Salute della Regione Puglia coordinerà la rilevazione raccogliendo le schede predisposte dalle aziende sanitarie.
Il materiale dovrebbe confluire in un report complessivo da trasmettere alla Presidenza della Regione entro 40 giorni.
Sarà questo passaggio a permettere di comprendere la reale portata della stretta: quante procedure saranno confermate, quante sospese e se vi saranno effettivamente annullamenti o revoche.
Per infermieri, medici, biologi e altri professionisti coinvolti, dunque, la partita non può considerarsi già chiusa. La direttiva apre una fase di verifica amministrativa, ma gli effetti concreti dipenderanno dall’esame dei singoli provvedimenti e dalla loro eventuale esecuzione.
Redazione Nurse Times
Fonti ufficiali:
- Regione Puglia – Press Regione: comunicazione del 10 marzo 2026 sull’esito della verifica con Ministero della Salute e MEF e sul disavanzo sanitario 2025 di 369 milioni di euro.
- Normattiva: legge 7 agosto 1990, n. 241, disciplina dell’autotutela amministrativa, articoli 21-quater, 21-quinquies e 21-nonies.
- Normattiva: legge 2 dicembre 2025, n. 182, che ha modificato l’articolo 21-nonies riducendo da dodici a sei mesi il termine previsto dalla disposizione.
- Consiglio regionale della Puglia: comunicazioni e dichiarazioni politiche relative al disavanzo sanitario regionale.
- la Repubblica Bari, Lucia Portolano, 24 luglio 2026, “Stop alle assunzioni last minute nelle Asl: diktat di Decaro per rimettere in piedi la sanità”.
- Rai TGR Puglia, 24 luglio 2026, “Sanità, la Regione alle Asl: via alla stretta sulle assunzioni”.
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