Si è svolta nel pomeriggio di ieri, 29 gennaio 2026, l’assemblea annuale degli iscritti a Opi Trento, nella sala conferenze del NEST, con la partecipazione di circa 130 infermieri e infermieri pediatrici. L’incontro ha visto l’approvazione del bilancio di previsione 2026, la presentazione delle linee programmatiche dell’Ordine e un confronto sulle prospettive di evoluzione della professione infermieristica, con particolare attenzione alle lauree magistrali a indirizzo clinico-assistenziale e alla nuova figura dell’assistente infermiere, istituita a livello nazionale, con un intervento della professoressa Anna Brugnolli.
Transizione demografica e invecchiamento della popolazione: i riflessi sul SSP
Tema centrale dell’assemblea è stata la transizione demografica. In provincia di Trento, così come nel resto d’Italia, è evidente la diminuzione delle nascite: sul territorio si è passati dalle 7.367 del 1967 alle 4.743 del 1999, fino a stabilizzarsi negli ultimi due anni su 3.576 nel 2024 e 3.568 nel 2025. A livello nazionale il trend è invece in costante calo: 1milione di nuovi nati nel 1964, circa la metà (526 mila) nel 1995, 393 mila nel 2022, 379 mila nel 2023, e 369.944 nel 2024.
Parallelamente cresce la speranza di vita in Trentino, oggi pari a 84,7 anni (+1,2 nell’ultimo decennio e +4 rispetto al 2005). La popolazione over 65 rappresenta il 24,1% (131.499 persone), di cui il 7,6% (41.806) ha 80 anni e oltre. Entro il 2050 queste percentuali saliranno rispettivamente al 33,4% e al 13,5%, collocando il Trentino tra i territori con i livelli più elevati a livello internazionale.
Questo contesto demografico determina un aumento dei bisogni sociosanitari. In Italia quasi il 60% della popolazione over 70 dichiara limitazioni nelle attività quotidiane. In provincia di Trento, il 36,9% dei cittadini dichiara almeno una malattia cronica, il 42,2% ha utilizzato almeno un farmaco nei due giorni precedenti, mentre il 75% si considera in buona salute. Un altro dato significativo riguarda la solitudine degli anziani: quasi il 40% degli over 75 vive solo, in prevalenza donne.
Questo scenario richiede un sistema sociosanitario integrato, capace di orientare e gestire bisogni di salute sempre più complessi con un approccio unitario, mettendo al centro salute e benessere delle persone (Fonte dati: OECD 2025; ISTAT; ISPAT).
L’intervento del presidente Pedrotti: “Siamo in una tempesta perfetta”
Il presidente di Opi Trento, Daniel Pedrotti, ha definito la situazione una “tempesta demografica perfetta”, sottolineando l’impatto sull’intero sistema sociosanitario della Provincia: “Oggi al sistema viene richiesto di prendere in carico bisogni di salute in aumento e sempre più complessi, con una proiezione, dati alla mano, di stagioni assistenziali impegnative e della necessità di nuovi servizi, a fronte di risorse sempre più limitate, in particolare di professionisti sanitari e, prioritariamente, di infermieri. È necessario intervenire con convinzione, in modo pianificato e strutturato, per garantire la sostenibilità del sistema, a partire dal suo bene più prezioso: il capitale umano”.
Pedrotti ha richiamato l’attenzione sulla complessità dei fattori che incidono sull’attrattività e sulla capacità del sistema salute di trattenere professionisti, tema sul quale l’assessore alla Palute, politiche sociali e cooperazione si è già impegnato con interventi concreti, ma che richiede risposte incisive e strutturali sul breve, medio e lungo periodo.
La professione infermieristica offre molte soddisfazioni e le cure infermieristiche rappresentano un valore prezioso e insostituibile, con un impatto diretto sugli esiti di salute dei cittadini.Per questo è fondamentale la consapevolezza che senza infermieri, o con un numero insufficiente, sono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta stessa del sistema salute. Pedrotti ha ribadito la necessità di istituire un tavolo dedicato per elaborare un piano provinciale di contrasto alla carenza infermieristica e di rilancio del valore della professione, approccio già adottato in altre Regioni, come il Veneto.
Secondo Opi Trento, è necessario garantire agli infermieri opportunità formali di sviluppo di carriera, in particolare in ambito clinico e formativo, valorizzando le competenze avanzate certificate da Lauree magistrali, Master e corsi di perfezionamento. Occorre innovare l’ordinamento professionale del settore sanità, ormai obsoleto, e proseguire il percorso di adeguamento delle retribuzioni, che devono essere coerenti con i livelli di responsabilità e con la media Ocse.
È necessario intervenire prioritariamente, a tutti i livelli istituzionali, con politiche che permettano agli infermieri di operare in un ambiente che favorisca benessere e soddisfazione professionale. Per questo occorre consentire loro di dedicarsi pienamente ai propri ambiti di competenza e autonomia, liberandoli da attività non proprie e garantendo la loro presenza in contesti dove possano effettivamente produrre cure di valore, in ambienti di lavoro flessibili, sicuri e stimolanti, capaci di conciliare vita professionale e privata.
Tra le priorità vi sono anche politiche abitative dedicate, in particolare nelle valli turistiche, e l’introduzione di modelli professionali e assistenziali innovativi ad alta autonomia, come quelli che si stanno sperimentando nell’assistenza territoriale L’Ordine sostiene inoltre un percorso di evoluzione della professione infermieristica in risposta ai nuovi bisogni di salute della popolazione, che includa, in via sperimentale, la prescrizione infermieristica di presidi sanitari utili nella pratica assistenziale.
“Alla politica provinciale – ha concluso il presidente dei Opi Trento – rivolgiamo un appello: la nostra autonomia è motivo di orgoglio, ma soprattutto una grande opportunità di sperimentazione per migliorare il sistema salute e rendere il Trentino un modello nazionale di buone pratiche e di investimento sul capitale umano”.
I numeri della professione infermieristica nella Provincia autonoma di Trento
In Italia sono 461.452 gli infermieri e infermieri pediatrici. In Trentino gli iscritti all’albo sono in costante aumento e, al 31 dicembre 2025, hanno raggiunto quota 4.648, con un saldo di +87 nel 2025 (199 iscrizioni contro 112 cancellazioni). Negli ultimi tre anni il trend è positivo: 4.498 nel 2023, 4.561 nel 2024 e 4.648 nel 2025. Gli infermieri sono 4.607, mentre gli infermieri pediatrici sono 41. La componente femminile resta prevalente, con 3.862 donne (83%) contro 786 uomini.
Un tema critico riguarda l’invecchiamento della professione con l’apice della “gobba pensionistica” che arriverà fra 4-5 anni: 637 infermieri hanno tra 56 e 60 anni, 772 tra i 51-55 e 506 tra i 46-50 anni. Complessivamente, il 41% degli infermieri trentini ha tra 46 e 60 anni, il che significa che nei prossimi quindici anni circa 2.000 professionisti usciranno dalla professione, con una media di 130 all’anno. A questi si aggiungono le dimissioni volontarie verso il privato e il vicino Alto Adige. Dal 2020 al 2025 gli infermieri libero-professionisti sono aumentati da 166 a 229 con un incremento del 38%.
Positivo il dato relativo agli infermieri giovani: 599 tra 26 e 30 anni e 591 tra 31 e 35 anni, pari al 25,6% degli iscritti. Altro elemento incoraggiante è che, a fronte di un calo medio nazionale delle domande di accesso al Corso di Laurea in Infermieristica (-11,1% rispetto all’anno accademico precedente), la sede di Trento ha registrato un aumento significativo dei candidati in prima scelta, segno dell’attrattività della formazione universitaria delle professioni sanitarie provinciale.
Sul piano della dotazione territoriale, la provincia di Trento si attesta a 7,9 infermieri ogni mille abitanti, valore in lieve aumento e superiore alla media italiana (6,9), ma ancora inferiore alla media Ocse (9,2). La carenza strutturale stimata in Provincia di Trento è di circa 250 infermieri, cui si aggiungono 180-200 infermieri di famiglia e comunità come previsto dal DM 77/2022, per un fabbisogno complessivo stimato tra i 430 e i 450 professionisti.
Redazione Nurse Times
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