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Morte del piccolo Domenico: ispettori del ministero all’ospedale di Bolzano. Monaldi di Napoli sotto assedio: disdette, minacce e insulti

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Nel pomeriggio di ieri gli ispettori inviati dal ministero della Salute si sono presentati all’ospedale San Maurizio di Bolzano per acquisire la documentazione relativa alla vicenda del cuore trapiantato al piccolo Domenico Caliendo, morto al sabato scorso al Monaldi di Napoli dopo due mesi in coma farmacologiMorte dco. L’organo impaintato al bambino era stato prelevato proprio a Bolzano, per poi risultare danneggiato a causa del ghiaccio secco utilizzato per conservarlo durante il trasporto. La scorsa settimana gli ispettori avevano già svolto le stesse procedure all’ospedale partenopeo.

In queste ore c’è attesa per la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio nell’inchiesta riguardante la drammatica vicenda. Un passaggio fondamentale, perché l’autopsia consentirà di far luce sulle cause del decesso, ma anche di liberare la salma e consentire la celebrazione dei funerali. Oggi la Procura di Napoli conferirà inoltre l’incarico ai tecnici per analizzare i cellulari sequestrati ai sette indagati, il cui numero sembra destinato ad aumentare. In precedenza i carabinieri del Nas di Trento si erano recati all’ospedale di Bolzano per farsi consegnare l’elenco di tutto il personale coinvolto nella procedura di espianto e trasporto del cuore. Lì è stato peraltro fornito il ghiaccio secco per la conservazione dell’organo.

Dal fronte Monaldi, intanto, Giuseppe Limongelli, responsabile della gestione cardiologica fino a circa un mese prima del trapianto, ha voluto fare chiarezza dopo il clamore mediatico suscitato dalle sue dimissioni. “Non ha avuto alcun ruolo – ha precisato il suo legale, Gennaro Razzino -, né tantomeno ha ricevuto informativa dai responsabili del team chirurgico e follow up trapianto pediatrico in relazione alla fase immediatamente precedente al trapianto, alla fase chirurgica e post-chirurgica. Motivi, questi, che gli hanno imposto di rassegnare le dimissioni dalle funzioni di responsabile della gestione cardiologica pre-chirurgica”.

Ha poi destato scalpore una foto che ha confermato quanto già emerso una quindicina di giorni fa: per il trasporto del cuore da Bolzano a Napoli è stato utilizzato un frigo di plastica rigida, simile a quelli che si usano per tenere fresche le bibite quando si va al mare. Il contenitore è di colore blu e ha il manico arancione. Sopra, scritta con un pennarello, è leggibile la scritta “S. OP. C. CHPED”, che sta per “sala operatoria cardiochirurgia pediatrica”.

Pioggia di disdette, minacce e insulti sul Monaldi

Dopo la morte di Domenico, avvenuta il 21 febbraio, l’ospedale Monaldi sta affrontando una pioggia di disdette e minacce: le prime arrivano da pazienti in attesa intervento o da genitori di piccoli degenti; le seconde arrivano da gente che ha preso a cuore la vicenda dello sfortunato bambino. Ne ha parlato il Corriere della Sera.

“Le disdette arrivano a decine”, conferma il direttore dell’ufficio relazioni con il pubblico. “Il livello delle minacce di morte è salito”, racconta una dottoressa. Per l’aumento del rischio di violenza le squadre di vigilanti che presidiano giorno e notte il Monaldi hanno ricevuto un alert informale, che li invita a prestare ancora più attenzione a chi entra ed esce dall’ospedale. Alcuni medici, inoltre, sarebbero stati oggetto di insulti da parte di alcuni visitatori. Per lo stesso motivo il nosocomio partenopero si è visto costretto a disattivare i commenti sui propri account Facebook e Instagram.

Redazione Nurse Times

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