Dopo la triste viceda del piccolo Domenico Caliendo, deceduto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli in seguito al trapianto di un cuore danneggiato, un’altro scandalo sta scuotendo il mondo della sanità partenopea. E’ quello delle presunte infiltrazioni camorristiche al San Giovanni Bosco. Un’indagine del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli ha infatti portato all’arresto di tre presunti affiliati al clan Contini, che con la complicità di un avvocato avrebbe controllato svariate attività all’interno del nosocomio.
Il commento dell’Asl Napoli 1 Centro
“In merito alle notizie circolate circa gli arresti effettuati per attività illecite condotte nel presidio ospedaliero San Giovanni Bosco dell’Asl Napoli 1 Centro, si precisa che detti arresti sono l’epilogo di indagini avviate negli anni 2019 e 2020. Oggi (ieri, ndr) si è avuta notizia della chiusura delle indagini di cui sopra. Tutto il personale del presidio ospedaliero San Giovanni Bosco sta operando in piena continuità senza alcuna problematica di sorta. La direzione strategica dell’Asl, inoltre, comunica che ha pianificato un potenziamento della struttura del presidio”. Così l’Asl Napoli 1 in una nota.
Il clima intimidatorio denunciato dall’ex dg dell’Asl
Nell’ordinanza con la quale il gip di Napoli, Ivana Salvatore, ha disposto i quattro arresti si fa riferimento anche alle presunte minacce subite da Ciro Verdoliva, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro.
La direzione generale stava infatti cercando di tagliare fuori l’area riconducibile ai Contini dagli appalti dell’ospedale San Giovanni Bosco relativi alle pulizie, ai servizi ausiliari e alle attività economiche interne. L’azione intrapresa da Verdoliva, volta al risanamento del nosocomio, è coincisa con le pesanti pressioni che sarebbero state esercitate nei suoi confronti. L’ex dg ha formalizzato le segnalazioni e intrapreso una collaborazione con la Procura di Napoli per denunciare il clima intimidatorio.
Redazione Nurse Times
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