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Liguria, al via i corsi per “facilitatori” di pronto soccorso: chi sono e cosa faranno

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In Liguria hanno preso il via ieri, lunedì 14 aprile, i corsi di formazione dedicati a personale Asl e volontari che entro fine di maggio assumeranno il ruolo di “facilitatori” dei pronto soccorso. L’iniziativa è destinata a oltre 80 persone di tutta la regione che, al termine della formazione, saranno chiaramente identificabili all’interno degli ospedali con una pettorina recante la scritta “Chiedi a me”.

Il loro compito? Fornire informazioni e supporto ai pazienti e ai famigliari in attesa. L’obiettivo è anche quello di supportare il lavoro di medici e personale sanitario che si trovano spesso a gestire, appunto, numerose richieste di informazioni.

Dopo la prima videoconferenza di ieri per tutti i futuri “facilitatori” (personale sanitario, oss, hostess/steward, volontari), le prossime, in presenza, sono le seguenti: il 7 maggio nell’aula didattica della sede di Asl 3 a Genova Quarto per il personale afferente agli ospedali San Martino, Gaslini, Villa Scassi, Galliera, Evangelico, nonché all’ospedale di Rapallo (sala auditorium) per il personale di Asl 4 e Asl 5; il 15 maggio all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure per il personale di Asl 1 e Asl 2.

Oggetto della formazione saranno, tra gli altri: i temi dell’accoglienza in pronto soccorso; i bisogni dell’utenza (pazienti e familiari) e degli operatori sanitari; la comunicazione. Gli obiettivi per i partecipanti ai corsi sono: definire e analizzare le competenze e le responsabilità dei “facilitatori”; rafforzarne il significato, la funzione del proprio ruolo e il senso di appartenenza; sviluppare la professionalità e l’efficienza per il miglioramento del servizio offerto, anche in relazione all’organizzazione interna.

Per quanto riguarda il servizio di assistenza nei pronto soccorso liguri è stato fatto il punto anche su PS Tracker, il sistema di Liguria Digitale che permette di seguire in tempo reale il percorso di un famigliare o un amico per tutta la durata della sua permanenza in pronto soccorso. Tale sistema ha ricevuto riscontri positivi sia da chi lo ha utilizzato, permettendo a chi stava a casa di avere aggiornamenti costanti sul proprio caro ricoverato, sia dagli operatori, che possono così concentrarsi maggiormente sul proprio lavoro.

Redazione Nurse Times

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