Dalla crescente complessità assistenziale alla ricerca, dalla digitalizzazione ai nuovi modelli organizzativi. Le competenze specialistiche nelle professioni infermieristiche e sanitarie, volume curato da Alice D’Abramo e Anna Arnone, propone una lettura contemporanea dell’evoluzione delle professioni sanitarie.
Le professioni infermieristiche e sanitarie stanno attraversando una fase di profonda trasformazione. L’aumento della complessità clinico-assistenziale, l’invecchiamento della popolazione, la cronicità, lo sviluppo dell’assistenza territoriale e la crescente presenza delle tecnologie nei percorsi di cura richiedono professionisti capaci non soltanto di possedere solide competenze cliniche, ma anche di interpretare scenari nuovi e in continua evoluzione.
È in questo contesto che si colloca Le competenze specialistiche nelle professioni infermieristiche e sanitarie. Clinica, territorio e nuove prospettive emergenti, pubblicato da McGraw Hill e arricchito dalla prefazione di Rosario Caruso.
L’opera nasce dall’esigenza di guardare alla competenza specialistica non come a un semplice ampliamento delle conoscenze tecniche, ma come a una dimensione più articolata della professionalità sanitaria. Essere specialisti, oggi, significa saper integrare sapere scientifico, esperienza clinica, capacità decisionale, responsabilità, ricerca, organizzazione e innovazione, mantenendo al centro la persona assistita.
Il tema della specializzazione assume un significato che va oltre il singolo settore clinico: riguarda il riconoscimento e la valorizzazione di un patrimonio di conoscenze che i professionisti costruiscono attraverso formazione, esperienza, ricerca e pratica quotidiana.
Dal “saper fare” al “saper governare la complessità”: una delle sfide più importanti è superare una concezione della competenza infermieristica prevalentemente legata all’esecuzione di attività. La competenza specialistica implica capacità di valutazione, ragionamento clinico, appropriatezza delle decisioni, gestione del rischio e lettura multidimensionale dei bisogni della persona.
Abbiamo intervistato una delle autrici e curatrici dell’opera, la dottoressa Alice D’Abramo.
“Clinica, territorio e nuove prospettive – spiega – sono le tre parole scelte presenti nel sottotitolo del volume che sintetizzano, in fondo, tre direzioni che oggi non possono più essere considerate separatamente: la clinica rappresenta la solidità delle conoscenze e delle competenze necessarie nei diversi ambiti specialistici; il territorio richiama la necessità di accompagnare la persona lungo percorsi di cura sempre meno confinati all’ospedale; le prospettive emergenti aprono invece lo sguardo alla ricerca, alla formazione, all’innovazione tecnologica e ai cambiamenti organizzativi e professionali che stanno ridisegnando la sanità”.
Aggiunge la dottoressa D’Abramo: “È proprio nell’incontro tra queste dimensioni che si gioca una parte importante del futuro delle professioni sanitarie che abbiamo cercato di tracciare in questo nuovo manuale. È necessario rafforzare un punto significativo: l’evoluzione della professione non può essere misurata soltanto attraverso ciò che un professionista è autorizzato a fare, ma soprattutto attraverso ciò che è preparato a comprendere, decidere, progettare e migliorare”.
Redazione Nurse Times
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