Aperta la call for abstract del Forum Infermieristico del 30 ottobre 2026. Studi, progetti, audit ed esperienze assistenziali potranno finalmente diventare patrimonio della comunità professionale, invece di restare confinati in qualche cartella del computer.
Negli ospedali e nei servizi territoriali gli infermieri producono ogni giorno progetti, audit, procedure, percorsi assistenziali e soluzioni organizzative. Molte di queste esperienze migliorano realmente l’assistenza, ma hanno un piccolo difetto: spesso non escono dal reparto nel quale sono nate. Restano dentro una relazione, una tesi o una presentazione utilizzata una volta e poi consegnata all’archivio digitale, quel luogo misterioso nel quale la sanità conserva le buone idee per evitare che diventino troppo conosciute.
Il Forum Infermieristico: Qualità, Sicurezza e Rischio Clinico, in programma il 30 ottobre 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Bari (foto), nasce proprio per offrire uno spazio di confronto e condivisione. L’evento sarà dedicato alla qualità dell’assistenza, alla sicurezza delle cure e alla gestione del rischio clinico, con un’attenzione particolare al contributo dell’infermiere nei diversi contesti assistenziali.
La call for abstract è rivolta a professionisti che vogliano presentare studi, esperienze cliniche, progetti di miglioramento e buone pratiche nei quali il ruolo infermieristico sia centrale e chiaramente documentato. Non occorrono necessariamente grandi sperimentazioni multicentriche o algoritmi capaci di rivoluzionare il Ssn entro il prossimo martedì. Può avere valore anche un’esperienza locale, purché sia costruita con metodo, sostenuta da risultati e capace di mostrare un impatto concreto sulla persona assistita, sulla pratica professionale o sull’organizzazione.
Le aree tematiche comprendono ricerca infermieristica, valutazione degli esiti, audit, continuità assistenziale, gestione della complessità, educazione di pazienti e caregiver, prevenzione degli eventi avversi, incident reporting, infezioni correlate all’assistenza, management, leadership, sostenibilità, sviluppo delle competenze, teleassistenza e intelligenza artificiale. L’elenco non è esaustivo: potranno essere valutati anche altri argomenti, a condizione che emergano con chiarezza metodo, risultati e centralità dell’assistenza infermieristica.
L’abstract dovrà essere scritto in italiano, non superare le 2mila battute, spazi inclusi, e seguire la struttura IMRaD: Introduzione, Materiali e metodi, Risultati e Conclusioni. Saranno ammessi anche lavori ancora in corso, purché vengano presentati dati preliminari e sia indicato chiaramente lo stato di avanzamento. Una precisazione utile, perché “progetto in corso” può essere una fase della ricerca; “ci stiamo ancora pensando”, invece, difficilmente costituisce un risultato.
Il poster dovrà essere realizzato in formato orizzontale e potrà contenere tabelle, grafici, figure e una bibliografia essenziale. La presentazione avverrà in formato digitale: non sarà quindi necessario stamparlo, salvo successive indicazioni della segreteria. Potrà essere inviato come Pdf oppure come file PowerPoint.
Abstract e poster dovranno pervenire entro il 12 ottobre 2026 all’indirizzo [email protected], indicando come oggetto: “Invio abstract e poster – Forum Infermieristico 2026”. L’abstract dovrà essere allegato in formato Word, mentre il poster potrà essere trasmesso in Pdf o PowerPoint. Nel testo dell’e-mail bisognerà riportare titolo, autori, affiliazioni, struttura di appartenenza, recapito del referente e area tematica scelta.
Almeno uno degli autori dovrà essere regolarmente iscritto e partecipare al Forum. Ogni iscritto potrà presentare al massimo due contributi. La valutazione sarà affidata al Comitato scientifico della sessione poster, composto da Giuseppe Colonna, Claudio Morelli, Anna Colantoni, Giuseppe Fumai e Francesco Menolascina.
Il Forum rappresenta un’occasione per rendere visibile ciò che gli infermieri già realizzano e per trasformare esperienze isolate in conoscenza condivisa. Perché la crescita della professione non passa soltanto dalle rivendicazioni, ma anche dalla capacità di produrre dati, misurare risultati e mettere in circolazione buone pratiche. Se un progetto ha migliorato davvero l’assistenza, lasciarlo chiuso in un cassetto non è modestia. È uno spreco.
Guido Gabriele Antonio
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