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La disgeusia: le alterazioni del gusto nei pazienti trattati con farmaci antiblastici

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La ricerca infermieristica: esperienze a confronto
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L’alterazione del gusto è espressa in senso generale attraverso il termine “disgeusia”; ma nello specifico questo termine identifica 7 tipologie di alterazioni gustative (ageusia, ipogeusia, ipergeusia, parageusia, fantageusia, eterogeusia, cacogeusia).

Questo è un disturbo tanto sconosciuto quanto diffuso, di fatti interessa il 75% dei pazienti in trattamento radio/chemioterapico impattando notevolmente sulla qualità di vita (QoL) del paziente sia durante che dopo il trattamento.

Le cause possono essere molteplici ma un ruolo rilevante lo acquisiscono i farmaci antiblastici.

Dalla revisione della letteratura emerge che le valutazioni effettuate per indagare la presenza della disgeusia presentano delle criticità, pertanto nasce il bisogno di valutare questo disturbo in maniera efficace, con l’obiettivo di ridurre la sintomatologia che esso determina nel paziente oncologico e migliorarne la qualità di vita (QoL).

Materiali e metodi

Il seguente studio esplorativo è stato condotto nel periodo tra Ottobre e Dicembre 2016 in una struttura ospedaliera della regione Campania ed in una struttura ospedaliera della regione Lazio.

Il campione dello studio è formato da 98 pazienti in trattamento chemioterapico per via sistemica in regime di Day-Hospital. Gli strumenti utilizzati per identificare selettivamente le alterazioni del gusto sono stati:

  1. CiTAS12;
  2. Intervista semi-strutturata.

Risultati

Le quattro dimensioni dei disturbi gustativi emerse dalla CiTAS sono state:

  1. riduzione dei sapori di base pari a 3 su scala Likert a 5 punti, che si identificano come abbastanza ipogeusia e ageusia;
  2. dicomfort pari a 2.5, ovvero un livello di dicomfort che influisce nettamente sulla qualità di vita;
  3. fantageusia e parageusia pari a 5 identificano massima distorsione della sensazione gustativa;
  4. alterazioni generali del gusto (ipergeusia, eterogeusia e cacogeusia) pari a 4, e cioè un’accentuazione della sensazione gustativa percepita come molto diversa dal solito ed eccessivamente sgradevole.

Il 31% dei pazienti riferisce una notevole perdita dell’appetito; il 29% riferisce forte presenza di nausea, entrambi fattori che influenzano il discomfort del paziente, soprattutto se protratte nel tempo.

Il 36 % dei pazienti riferisce eccessiva mancanza di salivazione (xerostomia), condizione che diminuisce la capacità di percepire i sapori.

Conclusioni

I risultati emersi evidenziano la presenza della disgeusia nei pazienti selezionati per la studio.

Vi è una scarsa conoscenza della disgeusia da parte dei pazienti da cui ne consegue un’inefficace gestione della sintomatologia che essa comporta e di conseguenza una netta riduzione della qualità di vita (QoL) del paziente.

 

Grazia Tessitore

 

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