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Infermiere aggredito con un pugno in faccia al Perrino di Brindisi: è in prognosi riservata

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Sit-in al Perrino: nessuna attenzione alla gestione del rischio
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Violenta aggressione nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Perrino: l’Ordine degli Infermieri di Brindisi si costituisce parte civile e denuncia carenze organizzative
Brindisi, aggressione infermiere: dinamica e condizioni attuali

BRINDISI, 5 giugno 2025 – Un nuovo grave episodio di violenza nei confronti del personale sanitario si è verificato questa mattina nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “Perrino” di Brindisi. Un infermiere in servizio è stato aggredito da un paziente ricoverato, che gli ha sferrato un violento pugno al volto. Immediatamente soccorso dai colleghi, il professionista è stato trasportato al Pronto Soccorso e successivamente ricoverato; al momento si trova in prognosi riservata per accertare l’entità delle lesioni subite.

Il paziente, in evidente stato di agitazione psicomotoria, avrebbe colpito l’infermiere senza preavviso, rompendo una porta interna del reparto e liberandosi dallo spazio di contenimento. Secondo le prime ricostruzioni l’aggressione è avvenuta intorno alle 8:30, durante il cambio turno, quando l’unità di guardia era al completo. L’infermiere aggredito, soccorso tempestivamente dagli operatori e dall’istituto di vigilanza interna, è stato trasferito nel reparto di Rianimazione dell’ospedale, dove verranno svolti ulteriori esami neurologici e radiologici per valutare possibili complicanze legate al trauma cranico.

La reazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi

A poche ore dall’episodio, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) provinciale di Brindisi ha diramato un comunicato ufficiale, esprimendo solidarietà al collega vittima dell’aggressione infermiere Brindisi e annunciano la costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico dell’aggressore. Paola De Biasi, presidente dell’OPI Brindisi, ha definito l’accaduto «un fatto intollerabile che richiede risposte immediate e concrete».

“Il personale infermieristico è costretto ogni giorno a operare in condizioni di estrema difficoltà, spesso senza il necessario supporto strutturale. La sicurezza degli operatori sanitari non può essere trattata come un’opzione: è un diritto inalienabile”, ha commentato De Biasi.

L’OPI ha inoltre ribadito che la violenza verso gli operatori sanitari è un fenomeno in crescita, segnalato con sempre maggiore frequenza dai media e dalle organizzazioni sindacali. In questo contesto, la decisione di costituirsi parte civile vuole non solo tutelare il collega aggredito, ma anche lanciare un chiaro segnale di contrasto a tutte le forme di intimidazione e violenza nei confronti del personale sanitario.

Criticità organizzative e strutturali nel reparto di Psichiatria

Nel comunicato diffuso dall’OPI Brindisi, si sottolineano le carenze in psichiatria come possibili fattori concause dell’aggressione. Secondo l’Ordine, il reparto del Perrino presenta:

  • Spazi inadeguati: corridoi stretti e stanze non dotate di porte rinforzate, che rendono difficile la gestione dei pazienti in stato di agitazione acuta.
  • Personale insufficiente: l’organico infermieristico risulta ridotto, con turni di lavoro prolungati che aumentano il livello di stress e riducono l’efficacia nella prevenzione di situazioni a rischio.
  • Mancanza di protocolli specifici: assenza di procedure aggiornate per la gestione delle emergenze psichiatriche e di formazione specifica per il personale in merito a tecniche di de-escalation.
Richiesta di un tavolo urgente con l’ASL e le istituzioni

Al fine di individuare soluzioni condivise e tempestive, l’OPI di Brindisi ha chiesto l’immediata apertura di un tavolo di confronto che coinvolga:

  1. Direzione Aziendale dell’ASL di Brindisi
  2. Rappresentanze sindacali del comparto sanitario
  3. Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
  4. Istituzioni professionali (OPI, Ordini dei Medici e altre associazioni sanitarie)

L’obiettivo principale è quello di definire interventi strutturali (come adeguamenti edilizi e installazione di dispositivi di sicurezza attiva) e organizzativi (incremento del personale, turni di guardia ridisegnati e formazione continua) per garantire la sicurezza infermieri e di tutto il personale ospedaliero.

“Senza un impegno concreto da parte delle autorità competenti, questi episodi di violenza continueranno a ripetersi. Chiediamo che vengano stanziate risorse per interventi urgenti, a tutela di chi lavora per garantire cure sicure e dignitose ai pazienti,” ha concluso la presidente De Biasi.

Redazione Nurse Times

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