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L’Aquila, aggressione in Psichiatria: tre infermieri picchiati da paziente ai domiciliari

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Mattinata di paura, quella di sabato scorso, nella Psichiatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove un uomo agli arresti domiciliari, ricoverato da sei mesi nel reparto su disposizione del tribunale, ha aggredito brutalmente tre infermieri (due uomini e una donna). Per loro le prognosi vanno dai 20 ai 30 giorni.

“Oramai è un continuo, un calvario, uno stillicidio – si è sfogato con Abruzzoweb un addetto del reparto di Psichiatria dell’Aquila-. Gli infermieri subiscono continuamente ingiurie e aggressioni fisiche, come quella di sabato, gravissima, e che poteva finire molto peggio. Questi episodi vengono relazionati, ma non resi noti all’esterno. E soprattutto non vengono prese decisioni importanti per trovare una soluzione. Nel reparto il numero massimo di pazienti dovrebbe essere di 14, più un posto per una emergenza Tso, ma spesso si arriva a 17 pazienti, difficili da gestire, tenuto conto che gli infermieri sono quattro per turno”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Cisl Fp L’Aquila: “Un’aggressione che si sarebbe potuta evitare, se solo la gestione del reparto fosse stata adeguata e se le richieste sindacali fossero state ascoltate. Non è la prima volta che Cisl Fp denuncia il problema. La gestione dei pazienti nel reparto di Psichiatria è ormai fuori controllo: i posti letto assegnati sono regolarmente superati, con ricoveri oltre il limite stabilito”.

E ancora: “Questa situazione, oltre a mettere in difficoltà gli operatori sanitari, aumenta i rischi per i pazienti stessi, costretti a ricevere cure in un ambiente inadeguato e pericoloso. È inaccettabile che il reparto sia utilizzato come una struttura di contenimento per pazienti con problemi complessi, senza garantire un’organizzazione adeguata né strumenti idonei alla gestione di situazioni critiche. Già nel giugno 2024 la Cisl Fp L’Aquila aveva inviato una nota formale alla direzione generale per segnalare la gravità della situazione. A distanza di mesi nulla è cambiato e, anzi, la situazione è peggiorata”.

Redazione Nurse Times

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