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Indennità, infermieri penalizzati per anni: i numeri che riaccendono il dibattito

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Il dibattito sull’equiparazione delle indennità delle professioni sanitarie ha prodotto negli ultimi giorni reazioni molto accese, anche da parte di alcuni tecnici sanitari di radiologia medica. Ritengo quindi necessario riportare il confronto sul terreno dei fatti e dei numeri.

Nessuno mette in discussione la professionalità dei tecnici di radiologia, dei fisioterapisti, dei professionisti della riabilitazione, della prevenzione o delle altre professioni sanitarie. Tutti meritano un’adeguata valorizzazione economica. Ma valorizzare tutti non significa necessariamente equiparare tutto.

COSA DICE LA STORIA CONTRATTUALE

Basta leggere la Tabella J del Ccnl Sanità 2019-2021, relativa all’indennità professionale specifica. Gli importi annui lordi riportati dal contratto, tra gli altri, sono i seguenti.

  • Tecnico sanitario di radiologia medica, anche senior: € 1.239,50
  • Infermiere e infermiere pediatrico: € 433,82
  • Infermiere senior e infermiere pediatrico senior: € 433,82
  • Infermiere generico e psichiatrico con un anno di corso: € 764,36
  • Puericultrice: € 640,41

Sono numeri, non opinioni. E mostrano un dato difficilmente contestabile: l’indennità professionale specifica dell’infermiere è stata storicamente pari a soli 433,82 euro annui, mentre quella del tecnico sanitario di radiologia medica raggiungeva 1.239,50 euro. Una differenza di oltre 800 euro lordi l’anno, quasi tre volte tanto.

Questo non significa che l’indennità riconosciuta ai tecnici di radiologia fosse ingiustificata. Al contrario, essa deriva da una propria storia normativa e contrattuale e dalla specificità della professione. Ma allora bisogna applicare lo stesso principio anche agli infermieri.

PRIMA DI PARLARE DI EQUIPARAZIONE, RICORDIAMOCI DA DOVE PARTIAMO

Per questo alcune reazioni particolarmente polemiche alle mie considerazioni mi sembrano poco comprensibili. Non ho mai sostenuto che debba essere tolto qualcosa ai tecnici di radiologia o alle altre professioni. La mia posizione è esattamente opposta.

Se le indennità delle altre professioni sanitarie sono insufficienti, devono essere aumentate attraverso nuove risorse. Ma contemporaneamente deve continuare e rafforzarsi il percorso di valorizzazione economica degli infermieri. Perché, se vogliamo utilizzare la storia contrattuale come argomento, quella storia va raccontata tutta. E ci dice che gli infermieri hanno avuto per anni un’indennità professionale specifica nettamente inferiore rispetto ad altri profili sanitari.

IL NUOVO CCNL 2025-2027 VA PROPRIO NELLA DIREZIONE DELLA SPECIFICITÀ

C’è poi un elemento ancora più significativo. L’ipotesi di Ccnl Comparto Sanità 2025-2027, sottoscritta il 29 luglio 2026, prevede un importante incremento della distinta indennità di specificità infermieristica. Per gli infermieri dell’Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari l’indennità passa da € 87,79 a € 181,14 lordi mensili per 12 mensilità. L’incremento è quindi di + € 93,35 al mese, pari a + € 1.120,20 lordi l’anno.

Si tratta di un aumento superiore al 100% dell’indennità precedente. È fondamentale precisare che questa indennità non deve essere confusa con i 433,82 euro annui dell’indennità professionale specifica della vecchia Tabella J: si tratta di istituti contrattuali differenti.

Ma proprio questa distinzione rafforza il ragionamento. La contrattazione più recente ha ritenuto necessario creare e successivamente incrementare una specifica indennità destinata alla professione infermieristica. Non per stabilire che una professione sia superiore a un’altra, ma per riconoscere caratteristiche professionali e condizioni di esercizio peculiari.

PERCHÉ LA SPECIFICITÀ INFERMIERISTICA VA ULTERIORMENTE VALORIZZATA

Gli infermieri rappresentano la presenza assistenziale continuativa accanto al paziente. Garantiscono servizi 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, lavorano di notte, la domenica, nei festivi e durante le emergenze. Sono impegnati nella presa in carico assistenziale continua, nella somministrazione delle terapie, nella sorveglianza clinico-assistenziale, nella gestione delle urgenze, nella relazione con pazienti e familiari e nell’assunzione quotidiana di importanti responsabilità professionali.

A questo si aggiungono carenze di personale, turnazioni sempre più gravose, ricorso alla pronta disponibilità e difficoltà crescente nel rendere attrattiva la professione. Riconoscere economicamente queste condizioni non significa sminuire il lavoro di nessun altro professionista sanitario. Significa semplicemente riconoscere una realtà.

NESSUNA GUERRA CON I TECNICI DI RADIOLOGIA

La polemica tra infermieri e tecnici di radiologia sarebbe quindi profondamente sbagliata. Il tecnico sanitario di radiologia medica svolge una professione altamente qualificata, con competenze, responsabilità e specifici rischi professionali che meritano pieno riconoscimento.

Allo stesso modo deve essere possibile affermare, senza essere accusati di corporativismo, che la professione infermieristica presenta proprie caratteristiche e una particolare gravosità che devono continuare a essere valorizzate economicamente. Non è una competizione. E soprattutto non dovrebbe diventare una battaglia per spartirsi risorse insufficienti.

LA VERA BATTAGLIA È PER PIÙ RISORSE

Il punto dovrebbe essere proprio questo. Se le altre professioni sanitarie meritano maggiori indennità, si mettano nuove risorse per aumentarle. Ma non si utilizzi l’equiparazione come principio per cancellare differenze che hanno una propria ragione professionale e contrattuale. Contemporaneamente, l’indennità di specificità infermieristica deve continuare a crescere.

Il Ccnl 2025-2027, portandola da 87,79 a 181,14 euro mensili, compie un passo importante. Ma non può essere considerato il punto di arrivo. In un Paese che deve affrontare una crescente carenza di infermieri, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della complessità assistenziale e una sempre maggiore difficoltà a rendere attrattiva questa professione, la valorizzazione economica degli infermieri rappresenta un investimento sul futuro del Servizio sanitario.

Più risorse per tutte le professioni sanitarie, dunque. Ma valorizzare tutti non significa appiattire tutti. E soprattutto, prima di parlare di equiparazione, sarebbe opportuno ricordare da dove siamo partiti: 1.239,50 euro di indennità professionale specifica per il tecnico sanitario di radiologia medica contro 433,82 euro per l’infermiere. Anche questa è storia contrattuale. E se oggi vogliamo parlare davvero di equità, anche il divario storico subito dagli infermieri merita di essere ricordato e recuperato.

Matteo Incaviglia

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