“L’indennità di pronto soccorso prevista dal Ccnl non è né un premio né una concessione politica: è un diritto contrattuale per riconoscere una condizione lavorativa oggettivamente più gravosa. Come osservato di recente dall’assessore regionale alla sanità, Massimo Fabi, e dal governatore Michele de Pascale, investire sul capitale umano e professionale del nostro servizio sanitario è fondamentale, perchè rappresenta un importante patrimonio da tutelare”. Così Antonella Rodigliano (foto), segretaria del Nursind Emilia-Romagna, interviene ancora una volta nel dibattito sull’indennità di pronto soccorso, alla luce dell’ultimo tavolo tra sindacati e Regioni dei giorni scorsi.
“Accogliamo quindi favorevolmente – prosegue – la decisione dell’ente di coprire con risorse proprie il divario tra quanto previsto dal Contratto nazionale e quanto lo Stato effettivamente trasferisce alle Regioni: circa 5,8 milioni di euro all’anno a partire dal 2026, più gli arretrati del periodo 2023-2025. Una stima emersa durante l’ultimo tavolo di confronto e un risultato che arriva grazie all’incessante lavoro anche e soprattutto del Nursind. Avevamo annunciato lo stato d’agitazione, siamo sempre stati presenti a ogni incontro con le istituzioni e non siamo mai arretrati di un centimetro. Resta però fondamentale, adesso, passare dalle parole ai fatti, con un accordo che dia le giuste risorse in busta paga. Su questo continueremo a vigilare con determinazione”.
Per la segretaria di Nursind Emilia-Romagna, però, alle parole di apertura verso le richieste dei professionisti, vanno aggiunte alcune precisazioni: “de Pascale e Fabi parlano di doveroso riconoscimento. Bene, allora occorre dirlo con chiarezza: deve essere un riconoscimento pieno, immediato e gratificante. Gli infermieri dei pronto soccorso rappresentano il primo filtro clinico, la prima presa in carico, la gestione dei codici a maggiore intensità assistenziale in condizioni di sovraffollamento strutturale, carenza cronica di organico, aggressioni sempre più frequenti, con responsabilità professionali dirette e gravose”.
Sempre Rodigliano: “Per noi la valorizzazione non può essere generica né diluita nell’intera area dell’emergenza-urgenza, ma deve essere mirata e proporzionata alla specificità dei pronto soccorso. Chiediamo pertanto atti amministrativi chiari e immediatamente esecutivi, risorse realmente aggiuntive, e non redistribuzioni interne, criteri trasparenti che non penalizzino la componente infermieristica, erogazione rapida degli arretrati 2023-2025 e garanzia che le somme stanziate arrivino integralmente in busta paga. Nursind non accetterà soluzioni al ribasso né interpretazioni restrittive. La tenuta dei pronto soccorso passa dalla valorizzazione reale degli infermieri che ogni giorno li fanno funzionare”.
Redazione Nurse Times
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