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Frosinone, riconosciuto demansionamento ventennale di un infermiera: sarà risarcita. Nursind vince in tribunale

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Nursind Salerno porta in tribunale il demansionamento degli infermieri
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Il giudice del lavoro del Tribunale civile di Frosinone ha accolto il ricorso presentato da un’infermiera iscritta al sindacato Nursind, assistita dall’avvocato Antonio Mastrangeli, riconoscendole una ventennale adibizione a mansioni inferiori rispetto a quelle proprie della qualifica infermieristica. La lavoratrice, infatti, era stata impiegata in modo prevalente e continuativo in attività riconducibili ai profili di operatore socio-sanitario e ausiliario, in aperta violazione delle norme che regolano l’organizzazione del lavoro nel pubblico impiego.

Il giudice ha accertato come tale utilizzo non potesse in alcun modo essere ricondotto a esigenze occasionali o temporanee, configurando invece un vero e proprio demansionamento strutturale. Per tale motivo l’azienda è stata condannata al risarcimento del danno subito dall’infermiera, quantificato nel 10% della retribuzione netta percepita, nei limiti della prescrizione decennale decorrente dalla messa in mora, oltre interessi legali e spese di lite.

“Questa sentenza rappresenta una conferma netta di ciò che Nursind sostiene da anni: l’infermiere non può essere trasformato in una figura di supporto generico per sopperire a carenze organizzative croniche”, commenta il sindacato.

Nel pronunciarsi sulla vicenda il magistrato ha richiamato l’articolo 52 del D.lgs. 165/2001, sottolineando come il lavoratore pubblico debba essere adibito esclusivamente alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle equivalenti previste dalla classificazione contrattuale. Un principio che, in continuità con l’articolo 2103 del Codice civile, vieta l’assegnazione stabile a mansioni inferiori rispetto alla professionalità acquisita.

La sentenza richiama inoltre il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui l’eventuale svolgimento di compiti inferiori può essere ritenuto legittimo solo se marginale, occasionale e di breve durata, e purché non incida sull’esercizio prevalente e assorbente delle mansioni proprie della qualifica di appartenenza. Condizioni che, nel caso in esame, sono state chiaramente escluse, alla luce della durata pluriennale e della sistematicità dell’impiego improprio.

“Il demansionamento non è una prassi tollerabile, né una scorciatoia gestionale – ribadisce il Nursind -. È una violazione dei diritti contrattuali e professionali degli infermieri, e come tale va contrastata in ogni sede”.

La decisione del Tribunale di Frosinone assume un valore che travalica il singolo caso, ponendosi come un precedente di forte impatto per tutti gli infermieri che, quotidianamente, si trovano a svolgere attività non coerenti con il proprio profilo professionale.

“Una sentenza che rafforza la consapevolezza che difendere la propria dignità professionale è possibile, soprattutto quando si è sostenuti da un’organizzazione sindacale strutturata e competente commenta ancora il sindacato -. Invitiamo tutti i colleghi che vivono situazioni analoghe a non rassegnarsi. Il Nursind è pronto a tutelarli con determinazione, sia sul piano sindacale che su quello giudiziario”.

A firmare l’azione sindacale che ha condotto a questo importante risultato sono stati il segretario territoriale di Nursind Frosinone, Giovanni Petrucci, e il direttivo territoriale di Nursind Frosinone, composto da Raffaele Spatrisano, Giorgio Spaziani e Sabrina Colapietro.

Redazione Nurse Times

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