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Governance del percorso trauma in pronto soccorso: approccio Lean e gestione della rianimazione alternativa

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un project work realizzato dai dottori Cosimo Della Pietà, Gianfranco Infesta, Carmen Carella, Pierangelo Gallone e Adriana Sgarra (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche).

Abstract

Il P.O. pugliese preso in esame presenta n. 2 Unità Operative Complesse di Anestesia e Rianimazione, rispettivamente Anestesia e Rianimazione 1, nonché anche definita “Rianimazione d’Urgenza”, in diretto collegamento con il Pronto Soccorso al piano 0, e l’UOC di Anestesia e Rianimazione 2, collocata in un altro plesso.

Il seguente project work mira ad analizzare una problematica di rilevante importanza che si verifica spesso in un contesto di collaborazione multidisciplinare tra Pronto Soccorso e team di Anestesia e Rianimazione, soprattutto per la gestione del paziente politraumatizzato: il percorso organizzativo di gestione del paziente in Pronto Soccorso nei casi di indisponibilità della Rianimazione d’Urgenza con conseguente attivazione della Rianimazione 2, collocata in un altro plesso.

Questo elaborato nasce da un’osservazione di criticità operative correlate alla gestione del percorso di escalation consulenziale intensivistica in un contesto multi-plesso, caratterizzato da distanza strutturale tra le unità operative, passaggi comunicativi multipli, assenza di standardizzazione dei flussi operativi e duplicazione delle informazioni cliniche trasmesse. Tali elementi possono determinare ritardi evitabili nell’attivazione del team rianimatorio alternativo, con potenziale impatto sulla tempestività della presa in carico del paziente critico, sulla continuità assistenziale e sulla sicurezza del percorso.

L’obiettivo del progetto è stato quello di analizzare il processo organizzativo attuale (“AS IS”), individuare le principali inefficienze e proporre un modello migliorativo (“TO BE”) finalizzato alla riduzione dei tempi di attivazione della Rianimazione alternativa, alla standardizzazione del flusso comunicativo e all’ottimizzazione del percorso intraospedaliero tra i plessi coinvolti, garantendo un intervento tempestivo sul paziente critico e, naturalmente, un miglior outcome.

Per lo sviluppo dell’analisi sono stati utilizzati strumenti Lean Management e metodologie di miglioramento continuo, tra cui: SIPOC per la definizione degli elementi chiave del processo, Flow Chart per la rappresentazione del flusso operativo, Spaghetti Chart per l’analisi dei percorsi fisici intraospedalieri, Value Stream Mapping (VSM) “AS IS” e “TO BE” per la valutazione del flusso di valore, SWOT Analysis per l’identificazione di punti di forza e criticità, tecnica dei 5 Why e Diagramma di Ishikawa per l’analisi delle cause radice, Standard Work per la definizione di procedure condivise. Il modello A3 è stato utilizzato quale strumento di sintesi e strutturazione dell’intero progetto di miglioramento organizzativo.

L’analisi ha evidenziato criticità principalmente correlate all’assenza di criteri formalizzati per l’attivazione della seconda Rianimazione, alla mancanza di un referente intensivista preventivamente identificato, alla frammentazione comunicativa e alla non standardizzazione del percorso logistico tra i plessi ospedalieri. Le contromisure proposte prevedono la definizione di procedure operative condivise, l’implementazione di canali comunicativi diretti tra Pronto Soccorso e Rianimazione, la standardizzazione dell’handoff telefonico e l’identificazione del percorso intraospedaliero più rapido per il raggiungimento della Sala Rossa.

Il progetto si configura come proposta di miglioramento organizzativo orientata all’ottimizzazione dei processi assistenziali e alla riduzione delle variabilità operative, con l’obiettivo di incrementare tempestività, efficacia comunicativa, continuità assistenziale e sicurezza del percorso del paziente politraumatizzato.

Di seguito il testo integrale del project work.

Redazione Nurse Times

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