Home NT News Genitori, media e leggende metropolitane sull’infermiere: manuale pratico per distruggere una vocazione
NT News

Genitori, media e leggende metropolitane sull’infermiere: manuale pratico per distruggere una vocazione

Condividi
Condividi

C’è un momento preciso nella vita di molti adolescenti italiani in cui tutto si decide: la cena di famiglia in cui si annuncia la scelta universitaria. “Medicina?”, chiede la nonna. “No, Infermieristica.” Silenzio. Poi un sospiro: “Va bene, l’importante è che ti sistemi…” Ecco, in quell’istante un’emozione si spegne.

‍Mamma, papà e il complesso del posto “di serie B”

Nella mente di molti genitori italiani l’infermiere è ancora un parente povero del medico: bravo, utile, ma sempre in ombra. Un figlio che fa giurisprudenza “ha la testa sulle spalle” Uno che studia ingegneria “è un genio”. Uno che sceglie infermieristica… “ha un buon cuore”. Tradotto: non ce la faceva con matematica. È come se l’infermieristica fosse un parcheggio emotivo per anime gentili ma poco ambiziose.

 La colpa (anche) dei media

I media ci mettono del loro. Nei film e nelle serie l’infermiere non è mai protagonista: o è l’angelo del dolore o è l’assistente silenzioso. Mai il professionista che decide, guida, ragiona. Per la tv italiana l’infermiere regge la flebo, non il reparto. E così, mentre il Paese applaude “gli eroi del Covid”, il giorno dopo si dimentica che quegli eroi non sono supereroi, ma lavoratori con mutui, figli e ferie rimandate.

La scuola e il mito del “potevi fare di più”

Gli insegnanti orientatori lo dicono spesso: “Con i tuoi voti potevi fare Medicina.” Come se scegliere di stare accanto ai malati fosse un fallimento accademico. Nessuno direbbe mai a un giudice: “Potevi fare il portinaio”. O a un architetto: “Potevi fare il muratore”. Ma all’infermiere sì, perché la nostra scala sociale del prestigio è ancora un condominio d’epoca, dove i medici stanno all’attico e gli infermieri nel seminterrato.

Professioni a confronto: il gioco degli stereotipi

In Italia, dire “sono infermiere” provoca reazioni diverse da “sono avvocato” o “sono architetto”. Chi taglia capelli è un “artigiano del bello”. Chi cucina è un “ambasciatore del gusto”. Chi allena è un “coach motivazionale”. Chi cura le persone? “Ah, lavori in ospedale… dev’essere pesante”.

“In realtà è pesante, ma non per i turni: per il peso culturale di dover spiegare ogni giorno che no, non siamo assistenti del medico”. Eppure l’infermiere interpreta dati clinici, coordina equipe, gestisce urgenze e decide terapie complesse. Solo che questo non fa “share”. La cura non fa spettacolo

Dalla leggenda alla realtà (che non fa audience)

L’immagine pubblica dell’infermiere è vecchia, paternalistica e piena di stereotipi. bE ogni volta che un genitore dice “non è un lavoro per te”, o che un giornale scrive “eroi stanchi”, un potenziale infermiere sparisce. Non è il desiderio a mancare, ma il rispetto per chi la sceglie.

Essere infermieri non è un piano B, ma un piano vitale. Non è un atto di bontà, ma una scelta di competenza. E se vogliamo salvare la sanità, dobbiamo prima riabilitare la narrazione che la racconta. Perché il vero orientamento non si fa nelle scuole, ma nelle famiglie e nei salotti televisivi.

E allora la domanda finale, questa volta, non è per i giovani: ma siamo davvero pronti, come adulti, a smettere di sminuire ciò che non capiamo e valorizzare chi, ogni giorno, ci tiene letteralmente in vita?

Guido Gabriele Antonio

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT News

“Idee nuove per un Ssn equo e sostenibile – Una proposta di accademici ed esperti”

Lunedì 22 giugno, dalle 12 alle 13, si terrà una conferenza stampa...

Pnrr, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di riforma dell'assistenza territoriale
MediciNT News

Medicina generale: la riforma Schillaci si è fermata, ma i problemi che doveva risolvere sono ancora lì

Negli ultimi mesi si è parlato molto della cosiddetta riforma della medicina...

Lazio, ULS: "Governatore Rocca sblocchi il concorso infermieri dell'Asl Roma 2"
LazioNT NewsRegionali

Regione Lazio, unanime consenso per la proposta di legge che istituisce il direttore dei servizi sociosanitari nelle Asl

La Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Alessia Savo, ha...