Gli infermieri del Pronto soccorso dell’ospedale Galliera di Genova hanno presentato una richiesta collettiva di trasferimento ad altri reparti. Fp Cgil e Uil Fpl parlano di organico dimezzato, sovraffollamento oltre i limiti autorizzati e rischio di errori. Dall’azienda, per ora, nessuna risposta pubblica.
Non è uno sciopero e non è una vertenza salariale. Venerdì 6 novembre gli infermieri del Pronto soccorso dell’Ente Ospedaliero Galliera di Genova hanno chiesto, tutti insieme, di essere trasferiti in altre unità operative. La richiesta è indirizzata alla Direzione generale, alla Direzione sanitaria e alla Direzione delle professioni sanitarie, e arriva dopo una denuncia formale di Fp Cgil e Uil Fpl.
Il personale aveva già minacciato questo passo. Adesso lo ha fatto.
I numeri della denuncia
Secondo i sindacati, il reparto lavora stabilmente con sei infermieri per turno: la metà di quanto previsto negli altri ospedali cittadini con un numero di accessi paragonabile. Il secondo dato riguarda gli spazi. La SCIA aziendale, cioè la segnalazione certificata che fissa le condizioni di esercizio della struttura, indica un limite di 84 persone tra operatori e pazienti. Un limite che, riferiscono Fp Cgil e Uil Fpl, viene superato di continuo.
All’elenco si aggiungono la chiusura del percorso See & Treat per i casi a bassa complessità, l’esclusione del personale da un’armonizzazione economica promessa, le aggressioni verbali e fisiche in aumento e i pazienti in attesa di posto letto che trattengono le ambulanze del 118. Il quadro è quello del boarding: il Pronto soccorso diventa reparto di degenza senza averne l’organico.
Cosa chiedono i sindacati
Luca Infantino, segretario generale Fp Cgil Genova, e Marco Vannucci, segretario generale Uil Fpl Genova, chiedono un incontro urgente, una risposta scritta immediata e il ripristino dei livelli minimi di personale. C’è poi una richiesta meno scontata: un protocollo che stabilisca chi può autorizzare le deroghe al piano di evacuazione e ai limiti di affollamento. In altre parole, chi firma quando il reparto è pieno oltre il consentito. «Non intendiamo attendere che si verifichi un grave evento avverso», scrivono i due segretari.
Al momento della stesura non risultano repliche pubbliche dell’azienda né della Regione Liguria. Sullo sfondo resta il confronto politico sul futuro dell’ospedale e sul suo assetto pubblico.
Cosa significa per gli infermieri
Una richiesta di trasferimento collettiva è un segnale organizzativo prima che sindacale. Dice che il personale considera più sicuro lasciare il reparto che restarci. Per chi coordina, il problema pratico è immediato: se anche solo una parte delle domande venisse accolta, il Pronto soccorso perderebbe competenze che non si sostituiscono con un bando. La questione si riassume così: quando un intero reparto chiede di andarsene, il dato da guardare non sono le domande, ma l’organico che le ha prodotte.
Antonio Leuci
Fonti
- Genova Quotidiana, 6 novembre 2026
- La Voce di Genova, 6 novembre 2026
- Telenord, 6 novembre 2026
- Primocanale, 6 novembre 2026
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