Uno studio internazionale stima importanti benefici cardiovascolari sostituendo parte del sodio con potassio. Ma non è una scelta sicura per tutti.
7 novembre 2026 – Sostituire il normale sale da cucina con una formulazione a ridotto contenuto di sodio e arricchita di potassio potrebbe contribuire a prevenire ogni anno quasi 3 milioni di decessi e circa 10 milioni di nuovi casi di malattie cardiovascolari e renali nel mondo.
È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su Nature Health e condotto con il contributo del George Institute for Global Health.
I risultati, riportati il 5 novembre da ANSA, suggeriscono che una strategia alimentare relativamente semplice potrebbe avere un impatto significativo sulla salute pubblica.
Perché il sale influisce sulla pressione arteriosa
Il consumo eccessivo di sodio rappresenta uno dei principali fattori alimentari associati all’ipertensione arteriosa.
Un’elevata pressione sanguigna aumenta il rischio di ictus, infarto del miocardio, insufficienza cardiaca e malattia renale cronica.
Il potassio, al contrario, contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa attraverso diversi meccanismi fisiologici, tra cui l’influenza sull’escrezione renale di sodio e sulla funzione vascolare.
L’equilibrio tra sodio e potassio assume quindi un ruolo importante nella prevenzione cardiovascolare.
Che cos’è il sale arricchito di potassio
Il sale arricchito di potassio è un prodotto nel quale una parte del cloruro di sodio viene sostituita con cloruro di potassio.
L’obiettivo è ridurre l’apporto di sodio mantenendo caratteristiche di utilizzo simili a quelle del sale tradizionale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel 2025 indicazioni sull’impiego dei sostituti del sale a ridotto contenuto di sodio contenenti potassio, nell’ambito delle strategie di prevenzione dell’ipertensione.
Queste raccomandazioni non sono rivolte indistintamente a tutta la popolazione.
Cosa dice lo studio internazionale
Secondo le stime presentate dai ricercatori, una diffusione su larga scala dei sostituti del sale contenenti potassio potrebbe prevenire quasi tre milioni di morti ogni anno.
Il beneficio potenziale deriverebbe principalmente dalla riduzione della pressione arteriosa e delle conseguenti complicanze cardiovascolari.
È fondamentale precisare che si tratta di proiezioni epidemiologiche, non di tre milioni di decessi già evitati attraverso un intervento osservato direttamente.
L’impatto effettivo dipenderebbe dall’adesione della popolazione, dalle abitudini alimentari e dalle condizioni sanitarie dei singoli Paesi.
Attenzione: il sale con potassio non è adatto a tutti
La sostituzione del sale comune con prodotti ricchi di potassio richiede cautela in alcune categorie di pazienti.
Particolare attenzione è necessaria in presenza di insufficienza renale, alterazioni del metabolismo del potassio e terapie farmacologiche che possono aumentare la potassiemia.
Tra i farmaci che richiedono una valutazione specifica figurano ACE-inibitori, sartani e diuretici risparmiatori di potassio, come lo spironolattone.
Un eccesso di potassio nel sangue, definito iperkaliemia, può provocare alterazioni del ritmo cardiaco potenzialmente gravi.
Per questi pazienti, l’utilizzo di sostituti del sale deve essere concordato con il medico curante, valutando anche la funzionalità renale e gli esami ematochimici.
Il ruolo degli infermieri nella prevenzione cardiovascolare
Gli infermieri svolgono un ruolo importante nell’educazione sanitaria e nel counselling rivolto ai pazienti con ipertensione arteriosa e fattori di rischio cardiovascolare.
Le attività comprendono la misurazione corretta della pressione, la promozione dell’aderenza terapeutica e l’educazione a uno stile alimentare equilibrato.
Nell’ambito dei percorsi assistenziali, gli infermieri possono inoltre contribuire a identificare i pazienti per i quali l’utilizzo di sostituti del sale richiede una valutazione clinica preventiva.
L’educazione alimentare deve comunque privilegiare la riduzione complessiva del consumo di sale, evitando di trasmettere il messaggio che un prodotto arricchito di potassio possa essere utilizzato senza limiti.
Prevenzione: non basta cambiare il tipo di sale
Nei Paesi occidentali una quota importante dell’assunzione di sodio deriva da alimenti trasformati e pasti consumati fuori casa.
Per questo motivo, la sostituzione del sale domestico non può rappresentare l’unico intervento di prevenzione.
Sono necessarie strategie che coinvolgano l’industria alimentare, la ristorazione, le istituzioni sanitarie e i professionisti impegnati nell’educazione alla salute.
Lo studio rafforza l’interesse verso i sostituti del sale a ridotto contenuto di sodio come possibile strumento di prevenzione cardiovascolare.
La loro diffusione dovrà tuttavia essere accompagnata da indicazioni chiare, attenzione alle controindicazioni e valutazione dei benefici nelle diverse popolazioni.
La prevenzione dell’ipertensione resta fondata su alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo del peso, riduzione del sodio e corretta gestione dei fattori di rischio.
Redazione Nurse Times
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