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Francia, al via una riforma epocale: competenze sempre più avanzate per gli infermieri. E in Italia?

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In Francia prende corpo la riforma che riconosce competenze sempre più avanzate agli infermieri: consultazioni autonome, diagnosi infermieristica (da non confondere con la diagnosi medica), possibilità di prescrivere determinati presidi, esami e trattamenti assistenziali. Il tutto, ovviamente, all’interno di uno specifico percorso formativo e di un preciso quadro normativo. Una riforma basata su due decreti che danno attuazione alla cosiddetta Legge infermieristica, approvata dall’Assemblea nazionale francese nel giugno del 2025.

Le nuove competenze degli infermieri in Francia

Il primo decreto riconosce ufficialmente una serie di competenze richieste che gli infermieri chiedevano da molto tempo:

  • consulenza infermieristica;
  • esecuzione di esami clinici e colloqui con il paziente;
  • valutazione di fragilità, dolore, bisogni assistenziali e disturbi presenti.
  • prelievo di liquidi biologici (sangue, secrezioni nasali, urine e saliva) e valutazione dei risultati.

Le consulenze infermieristiche potranno svolgersi negli ospedali, nelle strutture sociosanitarie, negli studi professionali, al domicilio del paziente o in qualsiasi altra struttura autorizzata all’erogazione di assistenza infermieristica.

Prevenzione e orientamento dei pazienti

La riforma prevede inoltre attività che ampliano il ruolo degli infermieri nella prevenzione e nell’orientamento dei pazienti:

  • triage infermieristico, comprendente la valutazione clinica iniziale, l’identificazione del livello di assistenza necessario, la comunicazione con gli altri professionisti e la tracciabilità del percorso assistenziale;
  • vaccinazioni;
  • partecipazione ad attività di mediazione terapeutica e di supporto psicoterapeutico, sia individuali che di gruppo;
  • educazione terapeutica del paziente.
Gestione autonoma delle ferite

Gli infermieri potranno anche trattare autonomamente molte ferite acute e croniche:

  • lesioni del piede diabetico;
  • ferite correlate a trattamenti oncologici o radioterapia;
  • ferite croniche prive di segni di cicatrizzazione;
  • alcune ferite acute ad alto rischio, comprese quelle da ustione in pazienti fragili;
  • ferite post-chirurgiche, balistiche, penetranti o localizzate in prossimità di orifizi naturali o grossi vasi.
Più collaborazione con oss e assistenti all’infanzia

Il secondo decreto disciplina la collaborazione con operatori socio-sanitari (aides-soignants) e assistenti all’infanzia, ai quali gli infermieri potranno affidare alcune attività:

  • rilevazione dei parametri osservabili con metodi non invasivi;
  • osservazione dei disturbi del comportamento;
  • individuazione dei segnali di maltrattamento, violenza domestica e violenza sessuale;
  • raccolta di campioni biologici non invasivi (saliva, feci e urine non invasive).

Potranno inoltre essere delegate numerose attività assistenziali di base, come somministrazione tramite spray di prodotti non farmacologici.

Nuove possibilità di prescrizione

La pubblicazione del decreto sulle prescrizioni infermieristiche segue il parere favorevole espresso il 12 giugno dall’Haute Autorité de Santé (HAS), pur accompagnato da alcune riserve, soprattutto riguardo alla prescrizione degli esami biologici, e in particolare degli esami ematici.

Per sostenere l’ampliamento delle competenze nella gestione delle ferite gli infermieri possono ora prescrivere o rinnovare diversi dispositivi medici e prodotti sanitari, tra cui:

  • teli sterili;
  • prodotti emostatici, comprese le compresse di collagene;
  • anestetici locali (escluse le formulazioni iniettabili);
  • antisettici ad ampio spettro privi di antibiotico, limitatamente ai primi cinque giorni da ustioni o ferite traumatiche contaminate;
  • nitrato d’argento a basso dosaggio per il trattamento dell’ipergranulazione.
Salute sessuale e contraccezione

In tema di salute sessuale, oltre al già previsto rinnovo delle prescrizioni relative alla contraccezione orale, entro determinati limiti temporali, gli infermieri possono ora prescrivere:

  • preservativi;
  • contraccezione d’emergenza.
Antidolorifici e dispositivi medici

Tra le ulteriori novità figura la possibilità per gli infermieri di prescrivere alcuni antidolorifici:

  • analgesici di primo livello;
  • adeguamenti del dosaggio degli antidolorifici secondo le indicazioni riportate nella prescrizione iniziale;
  • soluzione fisiologica sterile;
  • antisettici;
  • altri prodotti sanitari a prescrizione medica facoltativa.

Si amplia anche l’elenco dei dispositivi medici prescrivibili, comprendenti ad esempio:

  • noleggio di bastoni e stampelle;
  • sollevatori meccanici o elettrici per pazienti.
Il parere positivo delle organizzazioni professionali

Le organizzazioni professionali hanno accolto favorevolmente i nuovi provvedimenti. Il Syndicat National des Professionnels Infirmiers (SNPI) sottolinea che il riconoscimento delle competenze infermieristiche riflette finalmente la realtà quotidiana della professione, nella quale gli infermieri valutano situazioni cliniche complesse, sviluppano ragionamento clinico, educano i pazienti, coordinano i percorsi assistenziali e orientano le persone verso i servizi più appropriati.

Anche la Federazione nazionale degli studenti in scienze infermieristiche (FNESI) parla di una riforma che aumenta l’attrattività della professione e risponde meglio ai bisogni della popolazione. Entrambe le organizzazioni chiedono ora che le nuove responsabilità siano accompagnate da un adeguato riconoscimento economico.

Anche l’Ordine nazionale degli infermieri evidenzia come le nuove competenze possano favorire un accesso più rapido alle cure, ridurre i tempi di presa in carico e rafforzare la prevenzione.

I nodi ancora da sciogliere

La riforma lascia però ancora aperti alcuni temi. L’Union Nationale des Infirmiers en Pratique Avancée (UNIPA) ritiene che l’aggiornamento normativo rappresenti un’opportunità per rafforzare la coerenza del sistema della pratica avanzata e annuncia l’istituzione di un comitato di monitoraggio che dovrà lavorare sulle future evoluzioni della professione, comprese alcune prescrizioni ancora oggetto di confronto con la componente medica.

Più critica la posizione del Syndicat National des Infirmiers Anesthésistes (SNIA), che teme una progressiva perdita delle specificità degli infermieri anestesisti (IADE) all’interno del modello della pratica avanzata. Secondo il sindacato, gli IADE rappresentano già oggi una forma consolidata di pratica avanzata, fondata su elevata competenza clinica, autonomia decisionale e responsabilità fondamentali per la sicurezza delle cure.

Per questo motivo lo SNIA chiede l’avvio rapido di un percorso regolatorio dedicato, ribadendo che il futuro dell’assistenza infermieristica non dovrebbe passare dall’uniformazione delle competenze, ma dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle diverse professionalità specialistiche, considerate complementari e tutte essenziali per garantire qualità e sicurezza ai pazienti.

Quandon una riforma analoga in Italia?

Una cosa va precisata: la Francia non sta inventando un nuovo infermiere. Sta semplicemente riconoscendo, anche sul piano normativo, ciò che in molti Paesi è già una realtà, ossia un infermiere competente, formato e autonomo. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: l’Italia arriverà mai a riconoscere un modello analogo?

Redazione Nurse Times

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