Nel 2025 la Florida ha fatto registrare il numero più alto di casi di lebbra da quando è iniziato il monitoraggio ufficiale (1992). I dati del Dipartimento della Salute dello Stato indicano infatti 36 casi confermati nel corso dell’anno. Di questi, 26 hanno contratto la malattia all’interno dello Stato. Il precedente record risaliva al 2015, quando erano stati segnalati 29 casi. Nel 2026, invece, si contano per il momento 17 contagiati.
L’analisi dei contagi evidenzia una maggiore concentrazione nella parte centrale della Florida. Un caso di lebbra è stato associato a un altro Stato americano, mentre due persone sono state contagiate all’estero. Per gli altri sette pazienti non è stato possibile stabilire il luogo dell’infezione.
Gli esperti ipotizzano che ad aver causato alcuni contagi sia stato l’armadillo a nove fasce, l’unico animale che ospita naturalmente il batterio della lebbra. L’infezione tra questi e l’essere umano è tuttavia un evento raro. Il 95% della popolazione, del resto, è ormai resistente a questo batterio e non rischia di essere contagiata nemmeno se esposta al patogeno.
La lebbra è un’infezione cronica provocata dal batterio Mycobacterium leprae. Colpisce soprattutto la pelle, i nervi periferici e, in alcuni casi, gli occhi e le mucose delle vie respiratorie. I sintomi più comuni includono macchie cutanee con ridotta sensibilità, intorpidimento di mani e piedi, debolezza muscolare e ingrossamento dei nervi. Se non curata, può causare danni permanenti e disabilità. La trasmissione avviene principalmente attraverso un contatto stretto e prolungato con una persona infetta non ancora in trattamento, tramite le goccioline respiratorie. Non è una malattia altamente contagiosa.
L’aumento osservato in Florida contrasta con il quadro nazionale. Secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), negli Stati Uniti vengono segnalati in media fino a 225 casi di lebbra ogni anno. Il programma nazionale dedicato alla malattia di Hansen, come viene anche chiamata la lebbra, ha registrato 174 casi nel 2025, un numero inferiore rispetto ai 205 del 2024 e ai 225 del 2023.
Redazione Nurse Times
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