Riceviamo e pubblichiamo un contributo a cura del dottor Francesco Lubinu. Di seguito l’abstract e, in allegato, il testo completo.
Background
La movimentazione e il posizionamento della persona assistita costituiscono attività ad elevata complessità assistenziale e biomeccanica, nelle quali la tutela della persona assistita deve integrarsi con la prevenzione del rischio muscoloscheletrico dell’operatore sanitario. In questo contesto, la cinestetica sanitaria si è sviluppata come approccio finalizzato a utilizzare il movimento della persona assistita e dell’operatore secondo principi di consapevolezza corporea, propriocezione e rispetto delle capacità residue.
Obiettivo
Descrivere il percorso di sviluppo, ricerca, valutazione ergonomica e formazione realizzato nell’arco di circa dodici anni, finalizzato a studiare gli effetti dell’applicazione delle tecniche cinestetiche sulla percezione della persona assistita, sulla distribuzione delle pressioni e delle superfici di contatto e sull’esposizione biomeccanica degli operatori sanitari.
Metodo
È stato sviluppato un percorso multidimensionale comprendente valutazioni della percezione sensoriale attraverso la metodologia MAIA, rilevazioni delle pressioni esercitate sulla superficie del letto e dell’area di contatto, analisi del Range of Motion (ROM) degli operatori e valutazioni ergonomiche dinamiche mediante metodologia REBA e software OTools. Il percorso ha inoltre incluso attività formative e la definizione di uno schema di certificazione delle competenze del cinesteta sanitario esperto. Complessivamente sono state effettuate circa 1.200 rilevazioni nell’ambito delle diverse attività di studio.
Risultati
Il percorso ha consentito di sviluppare una metodologia di valutazione multidimensionale della movimentazione, integrando la percezione della persona assistita con parametri fisici e biomeccanici, creare una serie di procedure che descrivono le tecniche utilizzate, rendendole univoche e descrittive per gli operatori che le utilizzano. Le valutazioni effettuate sul ROM hanno evidenziato una riduzione dei valori associati alle condizioni di maggiore esposizione biomeccanica degli operatori nelle attività osservate.
Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana sono stati formati 12 istruttori e 36 professionisti sanitari. Il progetto ha inoltre contribuito alla produzione di articoli e contributi scientifici nazionali e internazionali e alla presentazione dei risultati ottenuti attraverso MAIA in una conferenza mondiale dedicata alle innovazioni nelle cure infermieristiche.
Conclusioni
L’esperienza descritta evidenzia la possibilità di sviluppare la cinestetica sanitaria attraverso un modello integrato di ricerca, formazione e valutazione ergonomica. L’utilizzo combinato di strumenti percettivi, sensorizzati e di analisi dinamica del movimento può favorire una maggiore oggettivazione della qualità della movimentazione e costituire una base per future collaborazioni tra professionisti sanitari, istituzioni, centri di ricerca e aziende produttrici di dispositivi per la mobilizzazione.
Redazione Nurse Times
Articoli correlati
- Nursing Up: “Infermieri tra i lavoratori più esposti a rischi per la salute. Soprattutto i turnisti notturni”
- Fentanyl in ospedale, nuova stretta: cosa prevede la bozza del decreto
- Stupefacenti in ospedale: carico, scarico, registro e responsabilità
- Unisciti a noi su Telegram https://t.me/NurseTimes_Channel
- Scopri come guadagnare pubblicando la tua tesi di laurea su NurseTimes
- Il progetto NEXT si rinnova e diventa NEXT 2.0: pubblichiamo i questionari e le vostre tesi
- Carica la tua tesi di laurea: tesi.nursetimes.org
- Carica il tuo questionario: https://tesi.nursetimes.org/questionari
Lascia un commento