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Flebo attaccata al muro al GOM di Reggio: elogio al personale e denuncia delle carenze

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La giornalista Tiziana Barillà racconta 36 ore di attesa al Pronto Soccorso del GOM: immagine della flebo fissata al muro e criticità organizzative che riaccendono il dibattito sulla sanità calabrese

Una fotografia pubblicata sui social dalla giornalista reggina Tiziana Barillà — che documenta una sacca endovenosa fissata alla parete con un cerotto — ha riacceso il dibattito sulle condizioni dei Pronto Soccorso in Calabria e sulle carenze strutturali e di personale. La testimonianza racconta di un familiare che ha atteso oltre 36 ore prima di essere ricoverato al reparto di Pneumologia del Grande Ospedale Metropolitano (G.O.M.) di Reggio Calabria. Questo mette in luce il duplice profilo della vicenda: l’eroismo quotidiano degli operatori sanitari e le fragilità organizzative del sistema. 

La testimonianza e l’immagine simbolo

Secondo il racconto di Barillà, dopo la diagnosi di polmonite bilaterale — confermata da visita e TAC — la terapia è stata iniziata in Pronto Soccorso. Tuttavia, il trasferimento in reparto è stato possibile solo dopo più di un giorno. Per l’indisponibilità dei supporti per flebo, alcune sacche sono state temporaneamente fissate alle pareti con sistemi improvvisati. L’autrice definisce l’immagine «un encomio al personale» ma anche una denuncia contro carenze strutturali e politiche. 

Contesto regionale: picco influenzale e pressione sui pronto soccorso

La criticità del G.O.M. va letta anche nel contesto più ampio. La Calabria sta registrando in queste settimane un notevole aumento degli accessi ai pronto soccorso legato alla stagione influenzale e a una diffusione di varianti che stanno determinando complicanze respiratorie e ricoveri. Testate nazionali e associazioni mediche segnalano un incremento degli accessi con numeri elevati nei principali ospedali della regione. Questo fenomeno contribuisce al sovraffollamento e all’esaurimento delle risorse materiali e umane. 

La posizione dell’Azienda ospedaliera e i vincoli strutturali

Il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” è articolato in più presidi e, attraverso canali ufficiali, ha più volte descritto lo sforzo organizzativo per gestire i flussi straordinari. Tuttavia, la carenza di spazi dedicati (sale di attesa notturne, aree di osservazione, posti letto disponibili) e la saturazione delle dotazioni materiali (come i sostegni per flebo) emergono come problemi pratici. Essi sono segnalati anche dal personale e dai familiari. Per una ricostruzione ufficiale delle attività e dei servizi è possibile consultare il sito istituzionale del G.O.M. 

Cause e fattori aggravanti

Tra i fattori che alimentano la congestione dei Pronto Soccorso in Calabria vanno evidenziati:

  • l’aumento degli accessi per malattie respiratorie stagionali;  
  • la fruizione inappropriata del Pronto Soccorso da parte di pazienti con bisogni non urgenti, spesso legata alla carenza di assistenza territoriale;  
  • limitazioni logistiche e organici sottodimensionati che costringono il personale a “tamponare” criticità organizzative.  
Reazioni politiche e misure in discussione

La situazione ha già indotto il Consiglio regionale della Calabria ad inserire nell’ordine del giorno una proposta di legge — a prima firma del presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e sottoscritta dai capigruppo di maggioranza — per introdurre misure transitorie volte a garantire la continuità dei servizi sanitari. Il testo propone, tra l’altro, la possibilità di conferire incarichi temporanei a medici collocati in quiescenza per colmare i vuoti d’organico nelle strutture più critiche. L’obiettivo è preservare i livelli essenziali di assistenza. L’iter legislativo è in corso e sarà monitorato dalle istituzioni locali.

Redazione NurseTimes

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