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Flash mob al Galliera, parla un manifestante: “Non rimpiango la scelta di fare l’infermiere, ma le cose devono cambiare”

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Ha fatto rumore il flash mob organizzato da Fp Cgil e Uil Fpl davanti all’ospedale Galliera di Genova per protestare contro i disagi vissuti dai lavoratori del Pronto soccorso. Disagi di cui si è fatto portavoce l’infermiere triagista Luca Mantero, in qualità di delegato della Cgil Funzione Pubblica, rimarcando come gli operatori siano stanchi di essere “considerati numeri” e chiedendo il rispetto della loro dignità e condizioni di lavoro migliori.

Intervistato da Primocanale.it, Mantero ha parlato della propria esperienza: “Quando ho iniziato in Pronto soccorso, eravamo in quattro e riuscivamo a fare turni di notte decenti, perché avevamo 10 o 15 pazienti da monitorare. Adesso sono 60 o 70 tutte le notti per soli sei infermieri e quattro operatori socio-sanitari, che tra l’altro svolgono anche il servizio di barellamento, come non avviene in altre strutture cittadine”.

Insomma, le condizioni di lavoro sono cambiate nel tempo, ma l’infermiere non rimpiange la scelta di svolgere questa professione, dopo essere stato autista e meccanico dell’Amt (l’azienda genovese dei trasporti pubblici) per ben 18 anni: “Per anni ho fatto tutt’altro, e mi sono avvicinato all’infermieristica perché il precedente lavoro non mi dava soddisfazione. Non mi sembrava di essere al servizio della gente, come lo è invece l’infermiere. Rifarei tutto, ma non a queste condizioni. Finché avrò voce, cercherò di cambiare le cose”.

E ancora: “La parte più bella è quando si riesce a dare una speranza alla gente che sta male. L’aspetto più triste, invece, è l’impotenza di fronte alle condizioni che, non per colpa nostra, devono sopportare i pazienti. E’ quella la frustrazione più grande ed è per quello che dal 2019 stiamo facendo queste proteste, per avere condizioni di lavoro migliori. Ad esempio per avere un posto di polizia notturno, di cui necessitiamo come fosse pane, ma anche a questo la politica non dà risposte”.

E qui si apre il capitolo aggressioni. “Purtroppo ci sono numerosi episodi – dice l’infermiere -. Tanti a volte non vengono neanche denunciati perché sembra inutile farlo. Le violenze verbali e fisiche ci sono quotidianamente, perché le persone non capiscono, e hanno ragione di non capire. Ad esempio vorrebbero l’apertura delle visite dei familiari, che nei pronto soccorso non è possibile perché non c’è spazio neppure per i malati. Ma non è colpa nostra”.

Il flash mob è stato un modo per richiamare l’attenzione sulla difficile situazione del Galliera: “Speriamo che altri colleghi ci seguano, approfittando anche di questo stato di agitazione – conclude l’infermiere -. Sarebbe bello coinvolgere anche la cittadinanza, perché non dimentichiamoci che la salute è di tutti”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Pimocanale.it

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