La Commissione per l’istruzione superiore delle Filippine stima una carenza tra 127mila e 190mila infermieri nel 2025, destinata a salire. Il Paese è da decenni il primo fornitore di infermieri per gli ospedali esteri. Un dato che riguarda anche l’Italia, che ha scelto di reclutare in Asia.
Il 6 novembre, nell’area metropolitana di Manila, la presidente della Commission on Higher Education (CHED) Shirley Agrupis ha presentato le stime della roadmap nazionale per la formazione infermieristica. Secondo il documento, nel 2025 alle Filippine mancavano tra 127mila e 190mila infermieri. Se le tendenze attuali proseguono, la carenza potrebbe arrivare a 250mila entro il 2030. Lo riporta The Philippine Star.
Il dato pesa perché arriva dal Paese che più di ogni altro forma infermieri anche per l’estero. Nello stesso intervento sono stati citati oltre 35mila infermieri filippini nel servizio sanitario britannico. In parallelo è partita la formazione di 198 candidati della diciannovesima tornata del programma di partenariato economico con il Giappone, che prevede sei mesi di corso in patria e sei in Giappone prima dell’esame nazionale.
La scelta italiana
L’Italia ha imboccato la stessa strada. A maggio 2026, durante la visita del primo ministro Modi a Roma, Italia e India hanno firmato una dichiarazione d’intenti per facilitare l’arrivo di infermieri indiani, con un comitato di coordinamento e un riconoscimento più rapido di alcuni titoli. Secondo la rivista del Nursind, il piano iniziale potrebbe riguardare circa 10mila professionisti; il Governo ha precisato che sarebbero assunti con gli stessi contratti collettivi dei colleghi italiani. Nursing Up ha espresso forti critiche, sostenendo che il reclutamento estero non risolve le cause della fuga.
La lezione di Manila è semplice: anche i Paesi esportatori stanno finendo gli infermieri. L’OMS chiede da tempo, con il Codice globale sul reclutamento internazionale del personale sanitario del 2010, che chi assume all’estero non impoverisca i sistemi di origine.
Cosa significa per gli infermieri
Per i reparti italiani il reclutamento estero può alleggerire alcune carenze, ma richiede inserimento, formazione linguistica e tutoraggio, cioè tempo dei colleghi e dei coordinatori. E il bacino non è infinito. Se perfino le Filippine contano i posti vuoti, la soluzione importata ha una data di scadenza: trattenere chi già lavora resta la sola leva che non dipende da altri Paesi.
Antonio Leuci
Fonti
- The Philippine Star, 7 novembre 2026
- Sanità33, 21 maggio 2026
- Infermieristicamente (Nursind), 21 maggio 2026
- OMS, Codice globale di condotta sul reclutamento internazionale del personale sanitario
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