Il Governo britannico ha rivisto la riforma della residenza permanente: gli infermieri registrati conservano il percorso di cinque anni, il resto dei lavoratori stranieri passa a dieci. Il Royal College of Nursing rivendica il risultato ma parla di regole ancora ingiuste. Per gli italiani arrivati dopo la Brexit la notizia conta.
Il 2 novembre la ministra dell’Interno britannica, Shabana Mahmood, ha presentato le nuove regole per ottenere l’indefinite leave to remain, la residenza permanente che chiude il percorso dei visti di lavoro. È la versione rivista della riforma della earned settlement annunciata nel novembre 2025, che aveva messo in allarme sindacati e associazioni del settore sanitario.
La proposta originaria, secondo Nursing in Practice, avrebbe portato da cinque a quindici anni l’attesa per i titolari del visto Health and Care Worker, con effetto anche su chi era arrivato dal 2021. Dopo mesi di pressione, il Governo ha cambiato impostazione.
Chi resta a cinque anni
Il percorso di cinque anni rimane per gli infermieri registrati e per gli altri lavoratori qualificati dei servizi pubblici, medici compresi. Resta anche per chi ha un reddito da aliquota fiscale superiore, oltre 50.271 sterline l’anno.
Gli assistenti in ambito sociale e i nursing support worker, figure di supporto simili ai nostri operatori socio-sanitari, mantengono i cinque anni solo se sono arrivati prima del Libro bianco sull’immigrazione del maggio 2025 e hanno rispettato le condizioni del visto. Tra queste, secondo il Royal College of Nursing (RCN), c’è la prova di un impiego continuativo; Nursing in Practice cita anche una soglia di reddito di 25.000 sterline l’anno per gli assistenti.
Chi passa a dieci anni
Per la maggior parte dei lavoratori stranieri il nuovo percorso standard diventa di dieci anni. Lo stesso vale per gli assistenti arrivati dopo il maggio 2025.
Chi non riesce a soddisfare le condizioni dei cinque anni, anche per irregolarità del datore di lavoro che lo ha sponsorizzato, potrà chiedere un ulteriore visto di cinque anni limitato al settore dell’assistenza, al termine del quale presentare domanda. Secondo Nursing in Practice si tratta di circa un quarto degli interessati.
Per tutti, a prescindere dalla data di arrivo, si aggiungono quattro requisiti: fedina penale senza condanne, inglese di livello avanzato, nessun debito verso lo Stato e una storia continuativa di contributi previdenziali. Le date di entrata in vigore non sono ancora state indicate.
Le reazioni
Per il sindacato degli infermieri è una vittoria parziale. La segretaria generale dell’RCN, Nicola Ranger, ha detto che gli infermieri “hanno combattuto duramente” per ridimensionare la riforma e che le modifiche la rendono più equa, ma non equa. Ranger definisce quello britannico il sistema più ostile per gli infermieri migranti, con attese più lunghe rispetto ai Paesi comparabili e senza accesso ai fondi pubblici, e chiede un piano finanziato per formare più personale nel Paese.
Anche Unison, il sindacato dei servizi pubblici, accoglie con favore l’ammorbidimento. La segretaria generale Andrea Egan avverte però che legare la residenza all’impiego continuativo penalizza i lavoratori danneggiati da datori di lavoro scorretti, con il rischio di un nuovo scandalo per il ministero dell’Interno.
Cosa significa per gli infermieri italiani
Dal 2021, con la fine della libera circolazione, un infermiere italiano che si trasferisce nel Regno Unito non entra più con il programma per i cittadini europei, ma con un visto di lavoro, di norma l’Health and Care Worker. È quindi dentro le regole appena riviste.
Per chi è iscritto al registro britannico come infermiere, il quadro resta quello dei cinque anni, con i nuovi requisiti su lingua, contributi e posizione fiscale. Per chi lavora come assistente in attesa del riconoscimento del titolo, la data di arrivo diventa decisiva: prima o dopo il maggio 2025 fa la differenza tra cinque e dieci anni.
Chi sta valutando di partire deve mettere nel conto che la registrazione presso il Nursing and Midwifery Council non è un passaggio formale, ma la condizione che decide la durata del percorso. Il Regno Unito continua ad aver bisogno di infermieri dall’estero e lo riconosce per legge. Ma il messaggio, per tutti gli altri, è che la porta resta aperta solo a chi ha il titolo giusto.
Antonio Leuci
Fonti
- Royal College of Nursing, Indefinite leave to remain: immigration reforms scaled back after campaigning by nursing staff (2 novembre 2026)
- Nursing in Practice, Government scraps plan for 15-year settlement wait for migrant care workers (3 novembre 2026)
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