Cassaforti, accessi tracciati, controlli ogni 48 ore e segnalazioni entro 12 ore: le misure allo studio del ministero della Salute.
La gestione in ospedale del fentanyl e degli altri medicinali stupefacenti potrebbe cambiare sensibilmente. Il ministero della Salute ha predisposto una bozza di decreto di 19 articoli, già trasmessa alle Regioni, che punta a introdurre requisiti minimi uniformi per sicurezza, custodia, tracciabilità e movimentazione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope nelle strutture sanitarie pubbliche e private.
È però necessaria una precisazione fondamentale: al 7 settembre 2026 il provvedimento non è ancora un decreto definitivo e gli obblighi descritti non sono ancora operativi. Il testo deve completare il percorso istituzionale, compreso il confronto con Regioni e Province autonome, e potrebbe quindi essere modificato prima dell’eventuale pubblicazione.
L’intervento arriva dopo il furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, vicenda emersa nei primi giorni di luglio 2026 e successivamente oggetto anche di un’interrogazione parlamentare. L’episodio ha riportato in primo piano il tema della sicurezza nella detenzione ospedaliera degli oppioidi sintetici e degli altri medicinali sottoposti a controllo.
Fentanyl e stupefacenti in ospedale: perché arriva la nuova stretta
Il quadro normativo italiano sulla gestione degli stupefacenti nelle strutture sanitarie esiste già da tempo. Il riferimento principale resta il Dpr 9 ottobre 1990, n. 309, il Testo unico in materia di stupefacenti, affiancato, per le unità operative, dal Dm 3 agosto 2001, che disciplina il registro di carico e scarico.
Il ministero della Salute ricorda inoltre che le registrazioni possono essere effettuate, alle condizioni previste dalla normativa, anche attraverso sistemi informatici. La nuova bozza non cancellerebbe quindi il sistema esistente, ma introdurrebbe un livello ulteriore di standardizzazione nazionale, riducendo la possibilità che custodia, gestione delle chiavi, controlli e passaggi di consegne siano disciplinati in modo molto diverso da un’azienda sanitaria all’altra.
Il provvedimento si colloca inoltre nel quadro del Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici, avviato dal Governo nel marzo 2024. Il Piano comprende misure di prevenzione, controllo della filiera, formazione degli operatori sanitari, monitoraggio e rafforzamento dei sistemi di allerta.
Già nel dicembre 2025 il ministero della Salute aveva rafforzato la sorveglianza sulle prescrizioni dei medicinali contenenti fentanyl e analoghi, richiamando strutture sanitarie, farmacie e professionisti alla verifica delle prescrizioni e alla tempestiva segnalazione delle anomalie.
Cassaforti, videosorveglianza e accessi controllati
Uno dei capitoli più rilevanti della bozza riguarda la sicurezza fisica dei medicinali. Il testo, secondo le anticipazioni disponibili, punta a introdurre requisiti comuni per i luoghi di custodia, prevedendo locali o aree non accessibili al pubblico e sistemi blindati e inamovibili. Tra le soluzioni contemplate figurano casseforti certificate, armadi blindati o stanze blindate, con requisiti rafforzati nelle farmacie ospedaliere e territoriali.
Per le farmacie delle aziende sanitarie sarebbero inoltre previsti:
- sistemi di allarme collegati alla vigilanza;
- controllo elettronico degli accessi;
- identificazione della persona che entra;
- registrazione della data e dell’ora dell’accesso;
- sistemi di videosorveglianza nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
L’obiettivo è rendere ricostruibile la catena di custodia ed evitare che l’accesso ai medicinali stupefacenti possa avvenire senza lasciare una traccia verificabile.
Chiavi, badge e password: stop alle condivisioni informali
Un altro punto destinato a modificare concretamente l’organizzazione dei reparti riguarda chiavi, badge, codici e credenziali personali. La bozza prevede l’individuazione nominativa del responsabile della loro custodia. Ogni passaggio dovrebbe essere tracciato indicando almeno data, ora, soggetto che consegna e soggetto che riceve.
Sarebbero inoltre vietati la consegna delle chiavi a personale non autorizzato, la realizzazione di copie non consentite e soprattutto la condivisione di credenziali personali. È un aspetto tutt’altro che secondario: l’obiettivo è superare eventuali procedure informali nelle quali una stessa chiave, un codice o una password possano essere utilizzati indistintamente da più professionisti senza una chiara attribuzione della responsabilità.
Controllo delle giacenze almeno ogni 48 ore
Tra le disposizioni con il maggiore impatto sull’attività quotidiana figura il controllo delle scorte. Nella formulazione attuale della bozza, la giacenza fisica dei medicinali dovrebbe essere confrontata con quella risultante dalla contabilità almeno ogni 48 ore.
Nelle unità operative a ciclo continuativo il controllo sarebbe inoltre effettuato in occasione del passaggio della responsabilità di custodia. L’operazione dovrebbe essere documentata tramite firma o identificazione elettronica dell’operatore.
Una differenza non giustificata tra quantità reale e quantità registrata assumerebbe il valore di evento critico, facendo scattare un conteggio straordinario, la verifica della documentazione e le procedure di segnalazione previste.
Furti, manomissioni e anomalie: segnalazione entro 12 ore
Particolarmente stringente è il capitolo dedicato alle anomalie. Furti, sottrazioni, accessi non autorizzati, manomissioni, sospette prescrizioni fraudolente o alterazioni delle registrazioni dovrebbero essere comunicati immediatamente e comunque entro 12 ore al responsabile individuato dalla struttura.
Dovrebbero quindi essere attivati il controllo straordinario delle giacenze, la messa in sicurezza di locali e sistemi, la conservazione della documentazione e dei dati informatici e la ricostruzione degli accessi. Resterebbero naturalmente ferme le comunicazioni e le denunce alle autorità previste dalla normativa vigente.
Registri digitali e tracciabilità delle operazioni
La bozza rafforza anche la prospettiva della digitalizzazione. I sistemi informatici destinati alla registrazione delle movimentazioni dovrebbero garantire autenticazione degli operatori, profilazione degli accessi, conservazione dello storico delle operazioni, tracciabilità delle eventuali rettifiche, backup e continuità operativa.
La digitalizzazione non avrebbe quindi il semplice obiettivo di sostituire la carta, ma quello di permettere di stabilire con precisione chi ha effettuato un’operazione, quando l’ha effettuata e quali eventuali modifiche sono state apportate successivamente.
Cosa cambia per infermieri e coordinatori infermieristici
È probabilmente questo l’aspetto di maggiore interesse professionale per i lettori di NurseTimes. L’articolo 5 della bozza, secondo il testo ricostruito dalle fonti disponibili, interviene sulle responsabilità nelle unità operative diverse dalla farmacia.
Il direttore o responsabile dell’unità operativa conserverebbe la responsabilità organizzativa complessiva, mentre al coordinatore infermieristico o responsabile dell’assistenza infermieristica sarebbero attribuiti specifici compiti relativi alla custodia dei medicinali, delle chiavi e delle credenziali, alla verifica delle giacenze e alla conservazione dei registri e dei moduli.
Il passaggio di consegne diventa formalizzato
La bozza prevede inoltre che i compiti di custodia possano essere affidati con modalità formalizzate al personale individuato dalla procedura aziendale. Il cambio turno assumerebbe quindi una rilevanza ancora maggiore: non dovrebbe più essere sufficiente un trasferimento informale della chiave dello stupefacente, ma dovrebbe essere possibile stabilire con precisione chi assume la custodia e in quale momento.
Per l’infermiere ciò significherebbe maggiore attenzione alla verifica delle confezioni, alla registrazione della movimentazione, al controllo della giacenza e alla segnalazione tempestiva di qualunque anomalia. Non si tratta, tuttavia, di nuovi obblighi già vigenti: tali disposizioni acquisteranno valore prescrittivo solo se e quando il decreto sarà definitivamente approvato e pubblicato.
Ispezioni periodiche e procedure aziendali uniche
La direzione sanitaria dovrebbe adottare una procedura aziendale unica, valida per tutte le articolazioni interessate, nella quale disciplinare responsabilità, sostituzioni, accessi, custodia, movimentazione, emergenze, segnalazioni e formazione.
Sono inoltre previste verifiche periodiche sulla corretta tenuta dei registri e sulla conformità delle misure di sicurezza: secondo la bozza, la frequenza sarebbe proporzionata al rischio ma comunque non inferiore a un controllo ogni sei mesi, con verifiche almeno trimestrali nelle strutture dove siano state riscontrate non conformità.
Nella versione oggi disponibile, le strutture avrebbero 60 giorni dalla pubblicazione del decreto per adeguarsi. Anche questo termine potrà però cambiare durante l’iter istituzionale.
La cautela necessaria: il decreto non è ancora in vigore
La principale conclusione, allo stato attuale, è dunque duplice. Da un lato emerge una scelta politica e organizzativa chiara: costruire standard nazionali più stringenti per evitare sottrazioni di fentanyl e altri medicinali stupefacenti dal circuito sanitario e garantire la piena ricostruibilità di accessi e movimentazioni.
Dall’altro, è necessario evitare anticipazioni fuorvianti: cassaforti con nuovi requisiti, controlli ogni 48 ore, passaggi di custodia formalizzati e termine di 12 ore per le anomalie sono oggi previsioni contenute in una bozza, non obblighi già definitivamente entrati nell’ordinamento.
Il prossimo passaggio da seguire sarà quindi l’esame istituzionale del testo e l’eventuale pubblicazione della versione definitiva, che consentirà di stabilire con certezza quali disposizioni resteranno immutate e da quale data diventeranno operative.
Redazione Nurse Times
Fonti ufficiali consultate
- Ministero della Salute – Registrazioni in farmacia e in ospedale, con riferimenti al DM 15 febbraio 1996, DM 3 agosto 2001 e disciplina dei registri informatici.
- Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici.
- Ministero della Salute – Sorveglianza fentanyl e rafforzamento dei controlli sulle prescrizioni, 24 dicembre 2025.
- Senato della Repubblica – interrogazione parlamentare del 14 luglio 2026 relativa al furto di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico di Roma.
- Ministero della Salute – Tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope, quadro normativo del DPR 309/1990.
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