Al momento non c’è motivo di pensare che ile 80 fiale di fentanyl rubate qualche giorno fa all’Ospedale Israelitico di Roma sia finito sul mercato italiano degli stupefacenti. Parola del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che nel corso della trasmissione Start, su SkyTg24, ha spiegato come “il dato indiretto” sia rappresentato dagli accessi ai pronto soccorso.
“Quella è la spia per capire se il farmaco finisce sul mercato degli stupefacenti, e per ora questa spia non c’è”, ha dichiarato Schillaci, aggiungendo che “l’Italia ha operato in anticipo rispetto ad altre nazioni”, con riferimento al piano predisposto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Dopo i recenti fatti, Schillaci ha inoltre emanato due circolari e partecipato a due riunioni a Palazzo Chigi per rafforzare le misure di sicurezza. “Il fentanyl è un farmaco importante e molto usato negli interventi chirurgici”, ha ricordato il ministro, riferendo inoltre che sulla vicenda è in corso un’indagine dei Nas.
Intanto prosegue il lavoro degli ispettori ministeriali, che due giorni fa hanno svolto verifiche durate oltre sei ore all’Israelitico, incontrando anche i vertici dell’Ospedale per accertare soprattutto gli aspetti organizzativi e di custodia dei medicinali. Un lavoro che si concluderà con una relazione finale da consegnare a Schillaci.
Le fonti del ministero non confermano le indiscrezioni su presunte irregolarità emerse durante le verifiche, ma maggiori elementi potrebbero arrivare dall’inchiesta della Procura di Roma e affidata ai carabinieri del Nas. Il furto, avvenuto senza segni di effrazione, è stato inoltre al centro di un vertice a Palazzo Chigi, che ha visto la partecipazione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, oltre che dello stesso Schillaci.
Restano diversi gli aspetti da chiarire, tra cui l’assenza di un sistema di videosorveglianza e le modalità di gestione della chiave della cassaforte da cui il fentanyl è stato trafugato, utilizzata da più dipendenti. E dopo l’ispezione dei giorni scorsi sono aumentati i timori per il rischio di registri non aggiornati.
Schillaci ha assicurato che la diffusione del fentanyl in Italia è “assolutamente sotto controllo”, con “pochissimi casi”, e che il Governo è sempre pronto a intervenire anche sul piano normativo, qualora fosse necessario. Il ministro ha infine spiegato di aver richiamato l’attenzione non solo sul farmaco oppioide, ma anche sul rischio di furto relativo ad altri medicinali, compresi quelli oncologici o particolarmente costosi. “Finora questo è stato il caso più eclatante, e spero resti un caso isolato”, ha concluso.
Redazione Nurse Times
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