Home Regionali Campania Emergency, 10 anni di attività a Napoli Ponticelli: un modello sperimentale di medicina territoriale nel Sud Italia
CampaniaNT NewsRegionali

Emergency, 10 anni di attività a Napoli Ponticelli: un modello sperimentale di medicina territoriale nel Sud Italia

Condividi
Condividi

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Emergency.

In un contesto sanitario segnato da carenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, frammentazione dei percorsi di cura e crescente ricorso alla sanità privata, l’esperienza decennale di Emergency a Napoli Ponticelli si configura come un laboratorio sperimentale di medicina territoriale nel Sud Italia. Un laboratorio nel quale confluiscono esperienze diverse e il paziente può essere preso in carico su più fronti: la medicina generale, il supporto psicologico e le operatrici sociali con lo scopo di indirizzare le persone ai servizi più idonei sul territorio.

È qui che dieci anni fa Emergency ha deciso di iniziare a operare, accogliendo dal 2015 circa 12mila persone ed effettuando più di 75mila prestazioni, attraverso un ambulatorio fisso che assicura medicina generale, servizio infermieristico, supporto psicologico e interventi di mediazione culturale per le persone che rischiano di rimanere escluse dall’accesso al Servizio sanitario nazionale e dai servizi sociali del territorio.

Dal 2015 a oggi la maggior parte delle prestazioni è stata di natura clinica (42%), ovvero di medicina generale e pediatrica. A queste si aggiungono le attività di mediazione culturale (34%), necessarie per contrastare le barriere linguistiche, ma anche quelle burocratiche e amministrative. E ancora da dieci anni sono state fornite attività infermieristiche (21%), come la somministrazione di terapie, medicazioni, ma anche rilevazioni dei paramenti vitali e di supporto psicologico (2%).

“Grazie alle attività che vengono svolte all’interno dell’ambulatorio fisso e che mettono al centro la cura del paziente, ascoltato e poi guidato nell’orientarsi nel complesso sistema sanitario e nella richiesta di supporto sociale, Emergency a Ponticelli ha dimostrato come la medicina di prossimità sul territorio sia ancora possibile, ma soprattutto necessaria e funzionale alle necessità della popolazione. Lo dichiara Sergio Serraino, coordinatore di Emergency Campania.

Napoli Ponticelli è una periferia urbana frammentata, segnata da forti disuguaglianze sociali e da una carenza strutturale di servizi sanitari di prossimità. Da un punto di vista sociale, nel 2025 circa 200 persone hanno chiesto aiuto allo sportello sociale di Emergency di Napoli Ponticelli, attivo all’interno dell’ambulatorio da novembre 2023.

Il 63% dei bisogni emersi è legata a problemi di tipo amministrativo, come l’ottenimento del permesso di soggiorno, il 30% a problemi come l’iscrizione ai corsi di italiano, l’accesso all’istruzione o l’indirizzamento verso i servizi sociali del territorio. Infine 11% dei problemi registrati sono legati al lavoro e l’8% alla sfera abitativa (la percentuale supera il 100% perché le persone si sono rivolte ripetutamente allo sportello con bisogni diversi).

“Come Emergency, riscontriamo la necessità di un maggiore supporto per la presa in carico delle persone più vulnerabili – dichiara Emanuela Carlucci, operatrice sociale di Emergency –.  Il nostro lavoro si concentra in particolare sull’orientamento amministrativo, accompagnandole nel percorso di regolarizzazione, tramite la pratica del permesso soggiorno e facilitando l’accesso ai servizi sociosanitari del territorio, il cui iter può risultare complesso. Tra i bisogni emersi, come quelli lavorativi e abitativi, mancano ancora risposte concrete dal territorio e dunque difficoltà nel poter orientare le persone che si rivolgono a noi”.

Aggiunge Serraino: “A Ponticelli l’ambulatorio è diventato uno spazio di incontro e comunità, una vera e propria piazza di quartiere. Fin dal 2015 l’intervento è stato pensato in relazione al territorio, dove di fatto non era presente un’offerta sanitaria accessibile a tutti, mentre cresceva la vulnerabilità degli utenti. In quel contesto Emergency ha scelto di esserci, costruendo, passo dopo passo, relazioni con pazienti e istituzioni, creando un rapporto di fiducia con le persone che tornano sempre al nostro ambulatorio. Finché verranno registrate le disuguaglianze di accesso alla salute sul territorio, l’impegno di Emergency continuerà”.

L’ONG, in questi dieci anni di attività, ha accolto 11.841 persone, osservando come l’accesso al Servizio sanitario nazionale e ai servizi sociali siano sempre più complessi, e come le barriere economiche, linguistiche e amministrative rendano sempre più difficile l’accesso e la continuità nei percorsi di cura, tutela della salute e dignità sociale. Le persone che arrivano all’ambulatorio di Napoli Ponticelli sono cittadine e cittadini italiani e stranieri, famiglie, minori e persone anziane. Sono infatti 116 i Paesi da cui provengono i pazienti che in questi dieci anni hanno avuto accesso all’ambulatorio di Emergency.

Tra i primi dieci, oltre all’Italia (23%), ci sono stati Romania (9%), Marocco (9%), Bangladesh (7%), Nigeria (8%) e a seguire Ucraina, Senegal e Algeria. Quanto alla condizione amministrativa, i pazienti si sono suddivisi in: pazienti extra Ue senza permesso di soggiorno (32%), pazienti extra Ue con permesso di soggiorno (30%); pazienti italiani (22%); pazienti europei privi dei requisiti per l’iscrizione al Ssn (11%); pazienti europei con i requisiti per l’iscrizione al Ssn (1%).

Una tendenza registrata negli ultimi anni è l’aumento di persone over 60, spesso sole, con difficoltà di mobilità e prive di un medico di riferimento. Nel 2025 la maggior parte dell’utenza aveva un’età compresa tra i 18 e i 40 anni (41%). A seguire: quella tra 41 e 60 anni (31%); persone con più di 60 anni (18%) e bambini tra 0 e 5 anni (2%); tra 6 e 14 anni (4%) e tra 15 e 17 anni (2%). Il 64% dei pazienti era rappresentato da uomini, mentre il 36% da donne.

“In dieci anni – dichiara Crescenzo Caiazza, infermiere di Emergenci a Napoli Ponticelli – l’ambulatorio è cresciuto e si è trasformato, diventando uno spazio di cura interdisciplinare e a bassa soglia che oggi offre mediazione linguistico-culturale e orientamento sociosanitario, medicina delle migrazioni con ricettario, pediatria, sportello psicologico, sportello sociale e una sperimentazione con medici di medicina generale. Un luogo capace di far dialogare il mondo delle persone iscritte al Ssn con quello delle persone STP (straniero temporaneamente presente) ed ENI (europeo non iscritto), spesso escluse dai percorsi ordinari di cura”.

Conclude Sergio Serraino, coordinatore di Emergency Campania: “L’auspicio è che l’esperienza di Ponticelli possa essere riconosciuta come uno spazio di opportunità e ispirazione: un modello replicabile di medicina di prossimità capace di rafforzare la medicina territoriale e rendere concreto, il diritto alla salute. Per questo motivo abbiamo chiesto formalmente al nuovo presidente della Regione, Roberto Fico, di venire a visitare il nostro spazio, appena possibile”.

L’ambulatorio di Napoli fa parte di Emergency Italia, il programma con cui l’ONG rende concreto il diritto alla cura sancito dalla Costituzione. Oltre a Napoli Ponticelli e Castel Volturno, con i suoi ambulatori mobili e fissi, Emergency è presente in Sicilia (nel Ragusano), in Sardegna (a Sassari), in Calabria (a Rosarno, Polistena e San Ferdinando), in Veneto (a Marghera) e in Lombardia (a Milano e Brescia).

L’ambulatorio di Emergency Napoli, in via Pacioli 95, è aperto dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 13 e dalle 13:30 alle 17:30, il venerdì dalle 9 alle 11.

Redazione Nurse Times

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Arresto cardiaco, primo paziente al mondo trattato con il gas argon al Policlinico di Milano
CardiologiaCittadinoNT News

Arresto cardiaco, pubblicate le nuove Linee guida nazionali

L’Italia ha compiuto un passo importante nella lotta all’arresto cardiaco con la...

NT NewsO.S.S.RegionaliVeneto

Carenza di oss in Veneto, si “pesca” in Brasile: contatti già avviati

La carenza di operatori socio-sanitari (oss) e infermieri costituisce un’emergenza sempre più...