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Crans-Montana. Trasporto Losanna–Niguarda: infermiere decisivo nei trasferimenti critici

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Il trasferimento da Losanna a Niguarda rilancia il dibattito sul ruolo dell’infermiere in elisoccorso e nei trasporti sanitari complessi

Un trasporto sanitario d’alta complessità — da Losanna all’Ospedale Niguarda di Milano — compiuto per trasferire una giovane gravemente ustionata dopo l’incendio di Crans-Montana è diventato nelle ultime ore oggetto di riflessione sul ruolo degli infermieri nei contesti di emergenza-urgenza e nei trasporti sanitari specialistici. L’episodio, mette in luce competenze cliniche avanzate, autonomia decisionale e responsabilità che sempre più spesso ricadono su professionisti infermieristici inseriti in equipaggi multidisciplinari. 

presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Valle d’Aosta (OPI Aosta), Paola Ascolese

L’intervento è stato condotto da un equipaggio valdostano in cui hanno operato l’infermiera Martina Vitali, insieme al primario di Rianimazione dell’Ospedale Parini di Aosta, Fabio Sciutti, e al medico rianimatore Nicola Di Francesco.

Secondo la presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Valle d’Aosta (OPI Aosta), Paola Ascolese, si tratta di «un esempio concreto del ruolo fondamentale dell’infermiere nei contesti di emergenza-urgenza e nei trasporti sanitari ad alta complessità», dichiarazione riportata dalle agenzie. 

Contesto clinico e rete dei grandi ustionati

I pazienti ustionati gravi richiedono percorsi di cura integrati e centri specialistici per i grandi ustionati. L’Ospedale Niguarda dispone di un Centro Grandi Ustionati e di strutture di Chirurgia Plastica e ricostruttiva attrezzate per ricevere casi complessi provenienti anche dall’estero; nel contesto dell’emergenza di Capodanno molte strutture italiane hanno attivato percorsi di accoglienza e terapia intensiva specialistica. La centralità di centri come il Niguarda nell’accoglienza dei pazienti gravemente ustionati è stata sottolineata da più fonti giornalistiche e istituzionali. 

L’episodio riporta all’ordine del giorno alcune questioni chiave per la sanità pubblica e per la gestione dell’emergenza:

  • Ruolo operativo dell’infermiere in volo: in molte Regioni italiane l’infermiere è già parte integrante dell’equipaggio di elisoccorso, con funzioni di monitoraggio avanzato, somministrazione di terapie e gestione delle vie aeree. In Valle d’Aosta, secondo la presidente dell’OPI, questa figura non è ancora prevista in modo strutturale, suggerendo una disomogeneità organizzativa tra Regioni.  
  • Formazione e competenze: i trasferimenti ad alta complessità richiedono infermieri con competenze avanzate in rianimazione, gestione delle vie aeree, monitoraggio emodinamico e assistenza ai grandi ustionati. Le best practice internazionali prevedono protocolli condivisi, simulazioni e formazione continua per il personale impegnato nei trasporti sanitari.  
  • Modelli organizzativi: l’evento solleva la necessità di valutare modelli che prevedano la presenza strutturale di infermieri in elisoccorso e nei trasferimenti interospedalieri critici, con percorsi di riconoscimento formale delle funzioni e adeguamenti organizzativi regionali e nazionali. L’OPI ha invitato le istituzioni locali ad avviare un confronto istituzionale su questi temi.  

Dati e numeri: perché la rete di emergenza è sottoposta a stress

L’incendio di Crans-Montana ha portato a un numero rilevante di feriti e vittime, con decine di pazienti trasferiti a centri specializzati in Svizzera e in Italia: questa pressione sui servizi ha reso più evidenti i punti di forza e i limiti dell’organizzazione degli interventi di alta complessità. Lo stress sulle unità di terapia intensiva e sui centri grandi ustionati ha imposto trasferimenti e coordinamento transfrontaliero.

Redazione NurseTimes

Fonte: www.ansa.it

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